Scritte omofobe
|

«Carbonara classica, no pecorino, sì fr*cio»: lo scontrino omofobo a Roma

«Carbonara classica, no pecorino, sì fr*cio». S.O. e il suo amico non credono ai loro occhi quando hanno letto il loro scontrino dopo una cena passata in un ristorante in zona San Giovanni, Roma. L’episodio di omofobia lo racconta Bitchyf.it che raccoglie la testimonianza dei due suoi lettori.

Era una serata tranquilla, sono andato a cena con un mio amico. Abbiamo ordinato, solo che in un piatto c’era il pecorino e io non lo mangio ed ho chiesto gentilmente al cameriere di cambiarlo con del parmigiano.
Al che tutto tranquillo, il cameriere in questione dice che il piatto non si può cambiare, ma non è un problema e ci dice di scegliere un’altra cosa. Io gli faccio le mie scuse e quindi mi portano il nuovo piatto.
Tutto tranquillo, mangiamo, passa un po’ di tempo e poi chiediamo il conto. Il mio amico prende il contro, sbianca e mi fa ‘guarda cosa c’è scritto, qualcuno ha scritto Pecorino no, fr*cio sì’.
Io dico che non è divertente, lui si stranisce e mi faccio dare lo scontrino. A quel punto realizzo che è vero. Chiedo al mio amico di parlare con il cameriere, perché io ero troppo agitato.
Il cameriere ci ride in faccia e dice che sarà stato uno sbaglio del computer e che può capitare. Ovviamente il mio amico gli dice che non è divertente e che è  molto offensiva come cosa. Il cameriere sembra non interessarsi alla cosa e ci liquida dicendo ‘sarà stato un errore di battitura’.
Io ero davvero agitato e scosso e gli ho detto:  “Guarda nessuno sta ridendo, sei una persona infantile, nessuno si è mai permesso di trattarmi in questo modo nella mia vita”.
Dopo il mio sfogo arriva anche la proprietaria che chiede quale sia il problema. Il cameriere continua con la storia dell’errore del computer.
Io continuo la discussione con la proprietaria che non sapendo cosa dire ci ha detto se volevamo un amaro gratis. Io ho risposto che non volevo nulla, ma solo che qualcuno si assumesse la responsabilità di quello che era successo. Le ho spiegato che la storia dell’errore di battitura mi faceva innervosire ancora di più. 
A quel punto come se non bastasse arriva un’altra cameriera e inizio a rispiegare l’accaduto. Dopo circa 30 minuti di discussione la proprietaria ci dice ‘mi prendo io la responsabilità, vi offro la cena, questo è tutto quello che posso fare’. Io la ringrazio, ma le faccio presente che non volevo una cena offerta, ma che la verità venisse fuori e che il fatto era abbastanza grave. Dopo è tornato il cameriere, che con una faccia tosta ci dice che gli abbiamo fatto fare una figuraccia davanti a tutta la clientela. Si stava lamentando, lui.
A quel punto l’altra cameriera ha preso le nostre parti, lei è stata l’unica che ci ha difesi. Il cameriere infatti continuava a guardarci ridendo.”