CR7 E QUEI BRIVIDI JUVE DA PELLE D’OCA – L’editoriale di Alfredo Pedullà

di Alfredo Pedullà | 05/07/2018

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Cristiano è un brivido lungo migliaia di chilometri, facciamo centinaia di migliaia, sulla schiena dei tifosi Juve. Ma è un brivido soprattutto per chi, oggi 5 luglio, sta appeso alle notizie provenienti da Madrid come un assettato nel deserto. Ronaldo è acqua, è luce, è speranza. Già il semplice fatto di immaginarlo in azione nella nostra vituperata kermesse – si chiama serie A – rappresenta una sfida alla Logica. Ma il calciomercato è illogico, lo abbiamo scoperto tante volte – recentemente – soprattutto all’interno delle operazioni targate Paris Saint-Germain. In pochi avrebbero immaginato che sarebbero stati messi sul piatto 400 milioni abbondanti per i cartellini di Mbappé e Neymar. Nessuno, soprattutto, avrebbe creduto che questa suggestione – più di una suggestione – si sarebbe trasferita un anno dopo dalle parti di Torino, sponda rigorosamente bianconera.

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Più di una suggestione, semplicemente perché la Juve è pronta. Il semaforo verde di Jorge Mendes si è acceso da giorni. Sembrava una provocazione, a Florentino Perez, con una domanda incorporata: tu che l’hai trattato così, senza rispetto, adesso vorresti che noi restassimo inchiodati al tuo potere o al tuo egoismo dopo averti consegnato quattro delle ultime Champions League, le ultime tre consecutivamente? Una domanda che è un guanto di sfida. E pur immaginando, almeno per un’ora, che quel quesito avrebbe rappresentato una provocazione per mettere a posto il contratto e ritoccare l’ingaggio da 21 milioni a stagione, alla fine siamo passati a un’altra realtà. Questa: CR7 aveva davvero deciso di andare via e la provocazione di Jorge Mendes può essere molto più di un bluff per restare alla casa madre, piuttosto la voglia chiara, netta e decisa di preparare le valigie. Destinazione Juve.

Ora bisogna capire qualche altra cosa in quello che sarebbe l’affare da Sballo del mercato. La prima: il famoso via libera da 100 milioni è un documento scritto, oppure una promessa verbale in un momento di debolezza di Florentino? Cambierebbe poco, perché se prometti è come se avessi firmato il famoso documento, ma è un passaggio inquietante. Perché promettere uno sconto del 90 per cento su una clausola da un miliardo sarebbe uno dei più grandi autogol nella storia complessiva di Perez all’interno della Casa Bianca madridista. Certo, puoi cedere, ma almeno tieniti al cento per cento libero sulle condizioni.

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Il resto scatterebbe automaticamente. Trenta milioni a stagione per quattro anni, totale 120 netti, sembrano uno sproposito, ma fanno parte di un calcolo lucido che la famiglia Agnelli avrà fatto da un pezzo. Perché Cristiano è un’azienda, un mondo dorato, un ritorno assicurato. E poi, magari, aggiungi alcune cessioni, ci vengono in mette Higuain e Rugani per sostenere l’operazione, con i loro cartellini (il Chelsea si è già mosso) ti posizioneresti oltre i 100 milioni della “famosa promessa” di Perez a Cristiano. Il resto verrebbe automatico, senza alcun tipo di limite, nel bel mezzo di una straordinaria strategia che attende soltanto il via libera. Ci resta solo un dubbio: Florentino potrebbe sbarazzarsi di CR7 senza un degno sostituto? E’ così convinto di poter piombare su uno tra Neymar, Mbappé e Keane? Finanzierebbe Milinkovic-Savic, ma davanti chi la butta dentro? E’ un dubbio nostro, in queste ore tumultuose che scandiscono quella che – con la prudenza del caso – sembra una fantastica marcia di avvicinamento al tesoro.
Ci sono brividi che ti fanno venire la pelle d’oca. I tifosi della Juve in giro per il mondo, oggi.