Borsellino
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Arriva la sentenza del processo Borsellino quater: «Fu depistaggio di Stato»

Le motivazioni della sentenza del processo Borsellino quatar, depositate dal presidente della Corte d’assise di Caltanissetta Antonio Balsamo, pesano come un macigno e gettano un’onta sullo Stato italiano che non può essere di sola vergogna.

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Borsellino quater, le motivazioni della sentenza

È uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana“. Tra le 1.856 pagine del processo, queste sono le parole che pesano di più.

È lecito interrogarsi sulle finalità realmente perseguite dai soggetti, inseriti negli apparati dello Stato, che si resero protagonisti di tale disegno criminoso, con specifico riferimento ad alcuni elementi“. Chi doveva assicurare la verità e ricostruire due dei capitoli più bui della storia repubblicana dello Stato (l’altro è quello di Falcone), ha deliberatamente scelto di non essere uomo delle istituzioni. Il riferimento della Corte d’assise di Caltanissetta punta il dito contro l’allora capo della squadra mobile Arnaldo La Barbera. Alla certezza su chi ha messo quelle bombe è stata sostituita da una ricostruzione falsa con testimoni falsi, primo fra tutti Vincenzo Scarantino.

Borsellino, la ricostruzione del processo

A ricostruire la vicenda è stata la redazione di Palermo di Repubblica.it:

Vennero suggerite a Scarantino “un insieme di circostanze del tutto corrispondenti al vero”. Il furto della 126 rubata mediante la rottura del bloccasterzo è la verità che ha poi raccontato nel 2008 il pentito Gaspare Spatuzza. Come facevano i suggeritori a sapere la storia della 126? “È del tutto logico ritenere — scrivono ora i giudici — che tali circostanze siano state suggerite a Scarantino da altri soggetti, i quali, a loro volta, le avevano apprese da ulteriori fonti rimaste occulte”

I poliziotti, comunque, non sono i soli indiziati di una ricostruzione del tutto falsata. C’entrano anche magistrati distratti, come sottolinea la stessa Corte d’assise senza fare nomi: “Un insieme di fattori avrebbe logicamente consigliato un atteggiamento di particolare cautela e rigore nella valutazione delle dichiarazioni di Scarantino, con una minuziosa ricerca di tutti gli elementi di riscontro, secondo le migliori esperienze maturate nel contrasto alla criminalità organizzata“.

(Foto credits: Ansa)