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Il debutto di Salvini in Libia. Maiteeq: «Nessun campo da noi»

Update – Ecco dove saranno i cosiddetti hotspot: fuori dai confini libici.  I Centri di «protezione e identificazione» che dovrebbero sorgere in nord Africa, dovranno essere «ai confini esterni della Libia». Lo ha precisato il ministro dell’Interno Matteo Salvini al Viminale sottolineando che «l’Italia chiede la protezione delle frontiere esterne dell’Ue» e, «giustamente, loro chiedono la protezione delle frontiere esterne» libiche.

«Rifiutiamo categoricamente» la proposta circolata in ambito europeo di realizzare «campi per migranti in Libia: non è consentito dalla legge libica». Le parole sono quelle del vicepresidente libico Ahmed Maiteeq, in una conferenza stampa congiunta a Tripoli con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

guarda il video:

(al minuto 2.23, dove Salvini annuisce, tra l’altro)

«Abbiamo un programma di partnership con l’Unione europea – spiega Miateeq – e l’Italia è sempre stata presente. L’Italia ha sostenuto la Libia e sta lavorando per combattere il terrorismo e portare stabilità: invitiamo tutti i partner europei a seguire l’esempio italiano a tal riguardo», ha aggiunto il vicepremier libico, sottolineando come la partnership dei paesi europei con la Libia debba essere inquadrata «nell’ambito di un programma libico» solo ed esclusivamente attraverso il Governo di accordo nazionale riconosciuto dalle Nazioni Unite. In pratica il vicepremier libico frena gli entusiasmi del leghista che aveva avanzato una sua soluzione.

L’unica cosa che l’Italia vorrebbe ottenere da Tripoli è un hotspot a sud della Libia. «Giovedì al Consiglio Europeo, sosterremo di comune accordo con le autorità libiche il fatto che centri di accoglienza migranti vadano allestiti al sud della Libia per aiutare sia la Libia che l’Italia a bloccare le migrazione a cui stiamo assistendo entrambi», ha detto il leader del Carroccio. Salvini ha ringraziato le autorità libiche per «l’eccellente lavoro di salvataggio e recupero migranti nel Mar Mediterraneo: siamo assolutamente in sintonia», ha detto. «Faremo di tutto perché siano le autorità libiche a presidiare il territorio marittimo libico bloccando l’invasione di campo delle associazioni che vorrebbero sostituirsi ai governi e alle autorità e che di fatto aiutano mafie e trafficanti».

La soluzione degli hotspot però non sembra aver conquistato il cuore del governo libico. E la Francia sembra invece puntare su un altro asse: hotspot in Europa e quindi su territorio italiano. Ipotesi su cui Salvini non vuole proprio inciampare.

«L’Italia è il nostro primo partner, nell’economia, nel settore energetico ed in altre materie e vogliamo ulteriormente espandere la nostra cooperazione» ha rassicurato  il vicepresidente libico Ahmed Maiteeq. Da parte sua Salvini ha annunciato altre missioni in Libia «per rafforzare la cooperazione industriale, energetica, commerciale, culturale e turistica». Niente più niente meno di quello che già aveva concordato Minniti nell’ultimo governo. La partita, in vista del Consiglio europeo di giovedì, sembra decisamente aperta.