nuovo stadio roma
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Il funzionario spiegava: «Lo stadio della Roma verrà uno schifo, ma si farà»

Il nuovo stadio della Roma? «Si deve fare per forza, verrà uno schifo ma si fa». No, non è il giudizio o la previsione di un comune cittadino in un bar dello sport, ma quanto affermato al telefono alcuni mesi fa da un funzionario di Palazzo Chigi che ben conosceva l’iter per la realizzazione del nuovo impianto sportivo a Tor di Valle, finito al centro di un’inchiesta della Procura di Roma su una presunta corruzione che la scorsa settimana ha portato all’arresto di nove persone. A parlare era Carlo Notarmuzi, avvocato e titolare presso la presidenza del Consiglio dell’ufficio per la concentrazione amministrativa.

Il nuovo stadio della Roma «è uno schifo ma si farà»

La sua affermazione emerge da un’intercettazione finita agli atti dell’inchiesta che vede protagonista l’imprenditore Luca Parnasi, che avrebbe dovuto realizzare lo stadio, e funzionari e politici. Era il 26 settembre dello scorso anno. Al telefono con un’interlocutrice Notarmuzi spiegava che la nuova struttura «verrà uno schifo» ma in ogni caso «si fa». Il funzionario con la donna si stava dilungando precisamente sulla conferenza dei servizi in tema di stadio della Roma.

Come riporta il Corriere della Sera in un articolo a firma di Ilaria Sacchettoni, dalle carte dell’inchiesta emerge che Parnasi aveva costruito una rete di relazioni forte per raggiungere l’obiettivo. Si sarebbe circondato anche di professori universiari, da ripagare per le relazioni personali costruite. Enzo Calzona, docente ordinario di tecnica delle costruzioni alla Facoltà di Ingegneria de La Sapienza, ad esempio, rassicurava il braccio destro dell’imprenditore per quanto riguarda il Consiglio superiore ai Lavori pubblici: «Al Consiglio superiore si fa quello che dico io». In altre conversazioni invece vantava un rapporto diretto con i vertici dell’istituto presieduto da Massimo Sessa.

(Immagine di copertina: rendering del progetto definitivo dello stadio dell’AS Roma a Tor di Valle. Credit: ANSA / Ufficio stampa Comin & Partners)