Il Mondiale e i quiz (Mondiali) di mercato – L’editoriale di Alfredo Pedullà

di Alfredo Pedullà | 14/06/2018

Mondiali

Buon Mondiale a tutti. Anzi, siamo talmente frustrati che sarebbe meglio tenere il televisore spento. Ci hanno portato via un sogno, la pizza con gli amici, una birra ghiacciata e “scusi, chi ha fatto palo?” di fantozziana memoria. Siamo fuori dopo una vita, non importa per colpa di chi, semplicemente per colpa di tutti. Ma siamo fuori, è l’unica cosa (amarissima) che conta. E allora preferiamo consolarci con i quiz (mondiali) di mercato.

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Partiamo da Cristiano Ronaldo. Farà gol con il Portogallo in Russia, ma non sa ancora quale maglia indosserà la prossima stagione. Il Real, certo, perché – come dice Florentino – c’è un contratto e una clausola da un miliardo di euro. Però, e questo Florentino lo sa benissimo, o gli raddoppia (almeno) l’ingaggio, oppure sarebbe costretto a tenerlo controvoglia. Alla finestra Manchester United, Psg e i soliti ricconi cinesi (no, Cristiano no, perché altrimenti finiresti davvero fuori dai radar).

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Continuiamo con Milinkovic-Savic. Neanche Lotito sa quanto dovrebbe chiedere, ogni giorno che passa sono cinque milioni in più. A noi risulta che il Manchester United si sia già spinto a 110 milioni più bonus, la figura di Jorge Mendes (legatissimo sia a Mourinho che a Lotito) potrebbe fare la differenza. Ma ci sarà il gioco al rialzo, il Psg oppure il Real, e se il nostro amico agisse da fenomeno in Russia Il boss della Lazio sarebbe capacissimo di chiedere 180 milioni.

In una mini lista sul podio c’è spazio per Alisson. Il portierone della Roma, la grande giocata da circa otto milioni di Sabatini. Adesso per la Roma vale almeno dieci volte in più. Come? Per un numero uno non si paga tanto, lo dice la storia delle trattative? Bene, certo, ma ci sono pur sempre le eccezioni. E Alisson per la Roma lo è, una grande eccezione. Il Real è già d’accordo con lui? Una vittoria di Pirro, per Baldissoni e Monchi contano i bigliettoni di Florentino che sicuramente non farebbe troppo fatica. Ma dobbiamo aspettare che l’aria torni tranquilla dopo le recenti tempeste legate al valzer allenatore.

A ridosso dei primi tre c’è Gonzalo Higuain. Diciamo la verità: lo strappo con Allegri c’è stato, la Juve mai ha dichiarato l’incedibilità, ha rinviato ogni discorso. A cosa? Alla possibilità che si materializzi un grande estimatore del Pipita. Un nome e un cognome, Maurizio Sarri, quando tutti i problemi che lo porteranno sulla panchina del Chelsea saranno risolti. E quella contropartita Morata è un boccone prelibato che la Juve vorrebbe riassaporare.

Abbiamo fatto un mini-podio che potremmo sicuramente allargare. Ma siccome in Russia non ci andiamo, mannaggia che sventura, sarebbe il caso di occuparci delle vicende di casa nostra. Che sono poi vicende mondiali per la portata dei protagonisti. Partiamo da Federico Chiesa: ogni giorno c’è qualcuno, un club interessato, un presidente pronto a… In realtà la Fiorentina non ha intenzione di organizzare alcun tipo di tavolo di lavoro, vuole tenersi stretto il ragazzo per almeno un anno. Quindi, ripassate. E magari dovrebbe passare qualcuno per Donnarumma: un anno fa tutti i titoli erano per Gigio, lo voleva chiunque tra i top prima del prolungamento. Ora che è reduce da una stagione un po’ così, il Milan finge di volerselo tenere stretto. In realtà, dopo aver preso Reina a tre milioni di ingaggio, il Milan prega che la situazione cambi.

Da oggi il pallone rotolerà in Russia. Noi rotoleremo nell’angoscia di chi è fuori dai giochi, da tutto. Ci consoleremo con i quiz (mondiali) di mercato. Almeno quelli.