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Salvini si dice «stufo dei bimbi morti in mare perché qualcuno in Italia li illude»

Matteo Salvini riferisce in Aula al Senato sulla gestione dei flussi di migranti e non usa mezze misure. Attacca il governo francese, chiede le scuse, e si dice «stufo dei morti di Stato» e «dei bambini che muoiono nel Mar Mediterraneo perché qualcuno in Italia li illude che c’è» un futuro. «Grazie per l’applauso preventivo sulla fiducia. Confesso la mia emozione: mai nella vita quando ho iniziato la mia carriera politica avrei pensato di sedere sui banchi del governo neanche banchi del Parlamento», ha detto il ministro dell’Interno aprendo la sua informativa sul caso della nave Aquarius, cui l’esecutivo Lega-M5S ha impedito l’approdo nei porti italiani, decisione che è costata all’Italia molte critiche e l’accusa di aver violato il diritto internazionale.

Salvini al Senato: «La Francia accolga gli altri 9mila migranti»

«Il problema non è il derby Italia-Francia dei mondiali che peraltro ci vedono esclusi», ha detto il vicepremier e leader della Lega rispondendo alle critiche. «La nostra storia di solidarietà, di umanità e di volontariato non merita di essere apostrofata con alcuni termini da esponenti del governo francese che spero diano le scuse ufficiali nel più breve tempo possibile». «La Francia si era impegnata ad accogliere 9.816 migranti ma invece ne ha accolti circa 600. Quindi chiedo al presidente Macron di accogliere domani gli altri 9mila, come gesto di generosità».

«Sono stufo dei morti di Stato»

E ancora: «Non accetto, avendo due figli, che si dica che al governo c’è chi vuole male ai bambini. Non voglio che i bambini siano messi su un gommone in condizioni di morire nel Mediterraneo, sono stufo che i bambini muoiano perché qualcuno li illude che in Italia c’è casa e lavoro per tutti», «sono stufo di questi morti di Stato». Nel corso dell’intervento Salvini ha garantito che il «primo intervento» del governo è stato quello di «mettere in sicurezza donne e bambini» e ha ricordato che era stato offerto aiuto alla nave; offerta di aiuto al quale non era stata data risposta.

«Il mio prossimo anche gli italiani»

«Il mio prossimo – altro passaggio dell’informativa di Salvini – sono donne e bambini che fuggono dalla guerra e sono le prime vittime. Per loro casa nostra è casa loro. Però ama il prossimo tuo significa anche amare milioni di italiani che in silenzio hanno perso casa, lavoro e speranza. Io farò il possibile per aiutare i rifugiati veri e immigrati perbene, ma a questi italiani che hanno perso la speranza io dedicherò i miei anni di ministro per farla tornare».

«Lo status di rifugiato in 7 asi su 100»

Non sono mancate le cifre. «Dallo sbarco alla definizione dello status di un richiedente asilo passano tre anni. Troppo tempo. Nel 2018 – ha detto il ministro dell’Interno – ci sono state 42mila domande d’asilo, solo a 7 su 100 viene riconosciuto lo status di rifugiato politico, più un 4% di protezione sussidiaria. La maggioranza delle domande viene respinta perché non ha fondamento. Ma c’è il business degli avvocati d’ufficio che fanno milioni di euro alle spalle di questi disgraziati ed occupano i tribunali».

«Italia mai così centrale»

Per quanto concerne il quadro europeo, per Salvini l’Italia non è isolata. «Non siamo mai stati così centrali ed ascoltati», ha detto ancora il leader leghista nella sua informativa al Senato. E ha riferito di vari colloqui avuti con i colleghi di altri Paesi europei. «Se l’Europa c’è batta un colpo ora o taccia per sempre, c’è un’attenzione che mai c’era stata prima, è l’occasione per giocarsi bene le carte». Durante l’intervento di Salvini in Aula al Senato sono spuntati anche cartelli di protesta dai banchi dell’opposizione.  «Non mi dà fastidio Macron figuriamoci dei cartelli in Aula…», è stata la risposta pungente del ministro.

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)