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Giuseppe Conte e il tentativo di svincolarsi nel suo discorso al Senato

Si tratta di un Giuseppe Conte inedito quello che ha parlato oggi in Senato davanti per le dichiarazioni programmatiche del suo nuovo governo. Un discorso, in cui ogni tanto ha incespicato, ma in cui il neo presidente del Consiglio ha usato termini forti, proprio per far capire che, al di là dei rumors, non è una figura radiocomandata da Salvini e Di Maio. Il premier ha ricevuto l’alzata d’aula e l’applauso di tutti solo quando ha ricordato Soumayla, il migrante ucciso a colpi di fucile in provincia di Reggio Calabria. Il resto del discorso è sembrato molto più un discorso elettorale, con tanto di cori a Palazzo Madama.

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“Le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e anti-sistema. Sono formule linguistiche che ciascuno può declinare liberamente. Se populismo è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente, se anti-sistema significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni. Se anche realizzassimo solo le innovazioni che ho appena enunciato, i cittadini percepirebbero immediatamente che il vento nuovo non ha soffiato invano. Percepirebbero che il vento del cambiamento sta soffiando dappertutto: nelle grandi città e nei piccoli comuni. Percepirebbero che la loro qualità della vita è migliorata e si sentirebbero anche più uniti e orgogliosi di vivere in questo nostro bellissimo Paese. Questo è in definitiva il nostro obiettivo”

Sì all’eliminazione delle sanzioni alla Russia ma l’Europa rimane la nostra casa. Conte si riafferma, di nuovo, avvocato del popolo. Azione contro le pensioni d’oro (sopra i 5 mila) e dar voce alle tante donne, spesso «più istruite e tenaci degli uomini, e che sul posto di lavoro sono ancora inaccettabilmente discriminate e meno pagate, e che si sentono sole quando decidono di mettere al mondo un bambino». Conte si definisce garante del contratto di governo. Ovvio che in Aula, con la maggioranza, partano applausi. Su Twitter però il discorso non convince.

Sembra più un intervento d’aula che un discorso da premier, con tanto di curva ultras sedata, prontamente, dalla presidente Casellati. Conte ha spaziato su diversi temi economici, citando talmente tante iniziative, presenti nel contratto, che sembrano dare una lunga prospettiva a questa legislatura. Reddito alle famiglie bisognose, perfino pensioni di cittadinanza, lotta all’immigrazione clandestina e superamento di Dublino (con equa ripartizione). Sono sfide molto difficili.

Non saremo mai razzisti. Noi difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente nel nostro territorio, che forniscono un importante contributo nel nostro paese.

Un accenno particolare questo, prima del passaggio sulla massima trasparenza nel sistema di accoglienza. Conte su questo punto ha voluto mettere i puntini sulle “i”, accontentando poi Salvini su accordi bilaterali e rimpatri.

Onore al merito e gol incassato quando ha parlato di Soumayla, il migrante maliano di 29 anni ucciso da una fucilata mentre con due connazionali tentava di portar via delle lamiere da una fabbrica dismessa. Tutti i senatori, nessuno escluso, si sono levati in piedi per applaudire. «Una riflessione merita la vicenda tragica e inquietante occorsa qualche giorno or sono. Sacko Soumayla – ha detto Conte – è stato ucciso con un colpo di fucile: era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità. A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero». «Ma questo non basta – rimarca il premier – La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo».

Ad maiora. Con tutta la carne messa sulla griglia del contratto di governo non sarà una legislatura facile.

(foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)