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La nuova Rai targata M5S-Lega con Gabanelli presidente e Travaglio al TG1

La voce circolava già da qualche tempo ed era stata in un primo tempo smentita dallo stesso Marco Travaglio, che aveva liquidato il discorso con un editoriale ironico nei confronti del quotidiano Il Giornale che per primo aveva diffuso l’indiscrezione. Eppure, il quotidiano La Stampa torna a riproporla con una certa insistenza, in vista delle prossime nomine che verranno fatte in Rai dopo il 30 giugno. All’attuale direttore de Il Fatto Quotidiano il nuovo esecutivo M5S-Lega affiderebbe volentieri il ruolo di direttore del TG1, attualmente ricoperto da Andrea Montanari. È solo uno dei tanti tasselli previsti dalla partita sulle nominen per sostituire gli attuali vertici della Rai.

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Travaglio TG1 e Milena Gabanelli come presidente Rai

Oltre ai direttori dei vari telegiornali, infatti, in discussione sono anche il presidente della Rai (attualmente Monica Maggiorni) e il direttore generale (attualmente Mario Orfeo). Per la prima casella sarebbe gradita al Movimento 5 Stelle Milena Gabanelli. L’ex conduttrice di Report, attuale responsabile della sezione DataRoom del Corriere della Sera, potrebbe tornare clamorosamente all’ombra del cavallo di viale Mazzini. Le sue ultime dichiarazioni in questo senso sono piuttosto sibilline: «Io di nuovo in Rai? Mai dire mai» – ha detto la Gabanelli.

Travaglio TG1, le altre possibili nomine

Come dg, invece, il confronto sarebbe tutto interno al Corriere della Sera, tra i due editorialisti Massimo Franco e Ferruccio De Bortoli, che del quotidiano di via Solferino è stato a lungo direttore. In ogni caso, Mario Orfeo (per lui, con ogni probabilità, si libererà la casella di direttore della Gazzetta dello Sport) presenterà prima i palinsesti (il prossimo 27 giugno), con tanto di conduzione del prossimo Festival di Sanremo affidata nuovamente a Claudio Baglioni, e il bilancio in attivo della Rai.

Più complesso il discorso relativo ai consiglieri di amministrazione. Due vengono nominati dal presidente del Consiglio su suggerimento del ministro dell’Economia Giovanni Tria, un altro con elezione interna (il suo è l’unico nome sicuro, Gianluca de Matteis Tortora), altri quattro da Camera e Senato. Per queste poltrone sono arrivate già diverse candidature, tra cui quelle dei giornalisti Giovanni Minoli e Michele Santoro. Per quanto riguarda la vigilanza, invece (ruolo che il Parlamento affida solitamente alle opposizioni), potrebbe tornare in auge il nome di Maurizio Gasparri. Per ora sono soltanto rumors, ma i nomi saranno scritti nero su bianco tra meno di un mese.