Il governo Conte ottiene la fiducia al Senato: 171 sì, 25 astenuti e 117 contrari

di Redazione | 05/06/2018

governo conte

A quattro giorni dal giuramento al Quirinale è arrivato il momento della fiducia parlamentare per il governo Conte sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega. Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto la fiducia in aula al Senato. Il professore è intervenuto a Palazzo Madama per circa 75 minuti per il consueto discorso programmatico. in mattinata. Poi c’è stata un’accesa discussione. Le dichiarazioni di voto. E infine la votazione. L’esecutivo ha ottenuto la fiducia dell’assemblea con 171 voti favorevoli, 25 astenuti e 117 contrari. I senatori presenti erano 314. Sono stati 313 i senatori votanti. La soglia della maggioranza era quindi a quota 145.

Nelle sue dichiarazioni Conte ha elencato tutti i principali punto del contratto siglato tra M5S e Lega a partire dal tema dell’immigrazione («Metteremo fine al business sui migranti», ha detto) e passando poi a flat tax e reddito di cittadinanza, riforma della prescrizione e tagli alle pensioni d’oro, nuove norme sul conflitto di interessi e salario minimo orario. Sulla collocazione internazionale dell’Italia, poi, il premier ha dichiarato: «Ribadiamo la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti quale alleato privilegiato, ma saremo fautori di un’apertura alla Russia, che ha consolidato il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche». Standing ovation unanime di maggioranza ed opposizione quando Conte ha manifestato condanna per l’uccisione in Caabria del sindacalista maliano Soumaila Sacko.

Dopo il discorso del premier alle 14.30 è cominciata la discussione. Più tardi poi le dichiarazioni dei gruppi parlamentari. La maggioranza di M5S e Lega ha conquistato anche il sostegno del Maie. Astensione da parte di Fratelli d’Italia. Infine la votazione. La Camera dei Deputati sul governo Conte si esprimerà domani, mercoledì, alle 17.40. Qui la diretta live della giornata.

Fiducia al governo Conte al Senato: la diretta su discorso del premier, discussione e voto

ore 21.20. Fiducia al governo Conte, senatori a vita astenuti. Nel votare la fiducia al governo Conte tre senatori a vita si sono astenuti , mentre due sono in congedo: Giorgio Napolitano e Carlo Rubbia. Renzo Piano era assente. Si sono astenuti precisamente Mario Monti, Giuliana Segre ed Elena Cattaneo.

ore 21.05. Fiducia al governo Conte, astensione di Fdi e no di Pd, Forza Italia, Leu. Tra le astensioni si registra quella di Fratelli d’Italia, che ha confermato di non avere intenzione di entrare nella maggioranza, pur ponendosi in una posizione diversa rispetto alle forze che hanno scelto nettamente il campo dell’opposizione. I 18 senatori del partito di Giorgia Meloni hanno fatto sapere che si esprimeranno sul governo provvedimento per provvedimento.. Hanno votato in maniera compatta no invece i 61 senatori di Forza Italia, i 52 del Pd, e tra gli altri Riccardo Nencini del Psi, Emma Bonino di +Europa, i 4 senatori di Liberi e Uguali.

ore 20.56. Fiducia al governo Conte, da 167 a 171: al Senato maggioranza allargata a Maie ed ex M5S. Come previsto, al Senato il governo guidato da Giuseppe Conte ha ottenuto un sostegno largo. Ai 58 voti favorevoli dei senatori iscritti al gruppo della Lega e ai 109 dei senatori del Movimento 5 Stelle si son aggiunti i 2 voti dei senatori eletti all’estero per il Maie, Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario, e i 2 voti degli ex grillini Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, fuoriusciti a febbraio dal partito per la vicenda dei rimborsi non restituiti.

La votazione

ore 20.50. Fiducia al governo conte, la votazione finale al Senato: 171 sì, 25 astenuti e 117 no. Nessuna sorpresa al Senato per il primo voto di fiducia al governo Conte. L’esecutivo M5S-Lega ha incassato 171 voti favorevoli, 4 voti in più rispetto ai numeri della maggioranza (167 senatori, 58 leghisti e 109 pentastellati), e si è attestato su una soglia di ‘sicurezza’ di 10 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta, che a palazzo Madama è fissata a quota 161.

ore 20.33. Fiducia al governo Conte, votazione chiusa in aula al Senato. La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dichiarato chiusa la votazione in aula sulla fiducia al governo Conte. Si è votato per appello nominale.

ore 19.58. Fiducia al governo Conte, mozione di Candiani (Lega) e Crimi (M5S). Nel pomeriggio durante la discussione è stata presentata al Senato una mozione di fiducia al governo Conte da parte dei senatori Stefano Candiani, della Lega, e Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle. A darne l’annuncio nell’aula è stata la presidente di palazzo Madama Maria Elisabetta Alberti Casellati.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)

 

ore 19.52. Fiducia al governo Conte, al Senato in corso la votazione palese e per appello nominale. Dopo la discussione, la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e le dichiarazioni di voto dei gruppi in aula al Senato è cominciata la votazione sulla fiducia al governo M5S-Lega. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascun senatore sfila davanti al banco della presidenza e dichiara ad alta voce il proprio voto.

Le dichiarazioni di voto

ore 19.48. Fiducia al governo Conte, le dichiarazioni di voto: sì (scontato) del M5S. «Annuncio il voto di fiducia del mio gruppo, non solo a un governo ma a un progetto di Paese», sono state le parole in aula al Senato di Vito Crimi, a nome del Movimento 5 Stelle. «Il mio pensiero – ha aggiunto – va a due persone senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile, Casaleggio e Grillo». «Da qui – ha detto ancora Crimi nel suo intervento – parte il vero cambiamento del Paese che si fonda su un contratto di governo sancito in modo trasparente da forze politiche che hanno vinto, senza stanze segrete o accordi tra lobby». E poi, sui contenuti: «Il reddito di cittadinanza va avviato contemporaneamente alla riforma fiscale per aiutare le aziende e le fasce più povere della società». «Nessuno deve rimanere indietro. Dovremo far rinascere questo Paes ridotto in macerie».

ore 19.40. Fiducia al governo Conte, le dichiarazioni di voto: no di Forza Italia. In aula al Senato Forza Italia ha ribadito nelle dichiarazioni di voto la sua intenzione di votare no alla fiducia al governo Conte con un intervento della capogruppo Anna Maria Bernini. La presidente del gruppo ha criticato il programma esposto definito ‘Arlecchino’ evidenziandone contraddizioni. «Non avrà la nostra fiducia, presidente. E si ricordi – sono state le parole della senatrice di Fi Bernini – che la nostra opposizione è corretta e leale sempre, la nostra cifra sono il rispetto e la responsabilità. Contrasteremo i provvedimenti dannosi, lavoreremo per migliorare quelli vantaggiosi per l’Italia e gli italiani». E ancora: «È mancato poco perché l’Italia avesse un autentico ‘governo del cambiamento’ con un programma coerente sottoscritto dai leader del centrodestra e un solenne impegno a onorarlo assunto davanti agli elettori. Invece siamo chiamati a pronunciarci su un governo che è la maschera di tante contraddizioni, il frutto del compromesso e di 88 giorni di trattative estenuanti e abbastanza surreali. Nel programma che oggi ci ha illustrato è indicato il cosa ma non il quando né tantomeno il come. E non sia mai con quali soldi. Impegni verbali, slogan, a fronte di nessun impegno di bilancio. Contraddizioni, tante contraddizioni, questa è la cifra del suo programma».

ore 19.30. Fiducia al governo Conte, le dichiarazioni di voto: sì (scontato) della Lega. «Nel 2014 Matteo Renzi disse ‘vorrei essere l’ultimo premier a chiedere la fiducia in quest’Aula’. Ora Renzi ha l’età per sedere in Senato, è diventato già vecchio, e quella vecchiaia l’ha determinata il suo fallimento politico e quello del Pd», ha affermato il senatore della Lega Stefano Candiani in aula nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo Conte. «Siamo certi – ha detto ancora il senatore leghista nel suo intervento – che l’impegno del suo governo consentirà di fermare l’immigrazione irregolare. Che oggi è un affare contro la criminalità che si nasconde contro un falso buonismo». «Questo è un governo che manterrà gli impegni, abbiamo constatato che il cambiamento si attua lasciando fuori dalla porta la Prima Repubblica». Infine: «Intendiamo ripristinare il primato della politica sulla speculazione. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e non sullo spread, la sovranità appartiene al popolo e non allo spread. Chiediamo al premier e al suo governo di procedere con un passo garbato ma deciso, segua questo percorso di cambiamento, la Legalo sosterra’ lealmente».

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)

 

ore 19.10. Fiducia al governo Conte, le dichiarazioni di voto: astensione di Fratelli d’Italia. Fratelli d’Italia ha deciso di astenersi. Il partito di Giorgia Meloni «non voterà la fiducia e non farà parte della maggioranza» ma «non farà il tifo» perché il Governo fallisca. Ad annunciarlo con le dichiarazioni di voto in aula al Senato è stato il capogruppo Luca Ciriani. «L’atteggiamento che Fdi ha adottato in queste settimane difficili – ha detto Ciriani – è imperniato al senso di responsabilità. Abbiamo avuto a cuore avere un governo politico e far prevalere l’interesse nazionale rispetto a quello particolare, fosse anche la nostra comunità». «Siamo stati disponibili a far nascere un governo politico senza chiedere nulla in cambio». Certamente Fdi avrebbe preferito «una soluzione diversa» quella di una maggioranza di centrodestra. «Ci rendiamo conto – ha proseguito – che questo governo nasce in un perimetro segnato da contraddizioni. La prima è proprio lei – ha detto il capogruppo rivolgendosi a Conte – ci auguriamo che sia il premier di questo governo, altrimenti saremmo in una condizione non auspicabile con tre premier, e nessuna macchina va avanti con tre piloti, presto o tardi si finisce nel fosso». Per quanto riguarda il contratto di governo Fdi rileva che il programma «sembra una sommatoria confusa di cose che a volta fanno a pugni». Fratelli d’italia comunque valuterà «i singoli provvedimenti». «Noi – ha concluso – non voteremo la fiducia, non faremo parte della maggioranza ma non faremo il tifo contro, lasciamo agli intellettuali di sinistra questo ruolo. Faremo i guardiani degli interessi della nazione».

 

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ore 19.00. Fiducia al governo Conte, le dichiarazioni di voto: no di Leu. «Non voteremo la fiducia a questo governo» ha detto in Aula al Senato Loredana De Petris, della componente Leu del gruppo misto, di cui è presidente. «Le minacce sono reali sui migranti. Abbiamo contrastato questi provvedimenti del ministro Minniti, lo faremo con voi – ha affermato -. Le dichiarazioni del ministro della Famiglia Fontana sono omofobe, regressive, addirittura contro la legge 194. Vergognosa è la discriminazione dei bambini immigrati. È demagogia facile, ma non a costo zero». «Contro queste proposte e questa cultura tribale e medioevale faremo un’opposizione durissima, dentro e fuori il Parlamento – ha aggiunto De Petris -. Su questa strada troveremo anche molti elettori M5S». «La cifra di questo governo è quella della Lega, il M5S ha accettato di sottostare a una cultura regressiva, me ne dispiaccio molto», ha detto ancora. «Se forzerete le gabbie del rigore Ue per degli investimenti pubblici noi ci confronteremo nel merito – ha poi annunciato la senatrice De Petris -. Abolizione della Fornero e reddito di cittadinanza li condividiamo», mentre «la flat tax è ingiusta e dannosa».

ore 18.58. Fiducia al governo Conte, le dichiarazioni di voto: sì del Maie. Il governo Conte conquista al Senato il sostegno dei due senatori del Movimento associativo italiani all’estero. Il rappresentante del gruppo Misto Psi-Maie Ricardo Antonio Merlo annuncia nell’Aula del Senato il voto favorevole alla mozione di fiducia. «Abbiamo apprezzato – ha spiegato – il riferimento che nel programma di governo è stato fatto agli italiani all’estero». «Noi siamo all’opposizione dal 2008 – ha detto – perché non c’è mai stata una politica seria nei confronti dei 5 milioni di italiani che vivono fuori dai confini italiani».

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)

 

La replica di Conte

ore 18.25. Terminato il discorso di replica di Conte, ora dichiarazioni di voto e votazione. Dopo circa 25 minuti, si è conclusa la dichiarazione di replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ora inizieranno le dichiarazioni di voto e poi si procederà alla votazione vera e propria.

 

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ore 18.23. La replica di Conte: «Sull’immigrazione combattere il business». «Sull’immigrazione combattiamo il business della criminalità. Avrei voluto dire tantissime altre cose: ma ora dateci il tempo di lavorare e di misurarci con questo compito. Vi possiamo assicurare che lo faremo responsabilmente e che seguiremo anche tanti altri settori. Arricchiremo il contratto di governo, rispondendo a tutte le attese dei cittadini».

ore 18.20. La replica di Conte: «Il Parlamento è sovrano, il presidenzialismo non è nel contratto». «Alla festa della Repubblica sono stato orgoglioso di essere lì, di essere salito sull’Altare della Patria e di assistere alla sfilata dei nostri corpi scelti. Il presidenzialismo non è nel contratto di governo, perché il Parlamento è sovrano: ma abbiamo anche noi alcune idee di riforma».

 

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ore 18.16. La replica di Conte: «Il reddito di cittadinanza non è assistenzialismo». «Il reddito di cittadinanza non è una misura di assistenzialismo. Noi vogliamo inserire le persone all’interno del mondo del lavoro, altrimenti non funzionerà. Sulla giustizia, noi non siamo giustizialisti perché la certezza della pena non può essere definita così. Non mi soffermo perché è una delle parti del contratto di governo più corposa».

ore 18.13. La replica di Conte: «Attenti alle infrastrutture e agli appalti pubblici». «Ci avete detto che non siamo attenti alle infrastrutture. Ma gli investimenti partono dalle infrastrutture: ci siamo appena insediati, lasciateci studiare. La mia attenzione agli appalti pubblici è un segnale eloquente della nostra attenzione nei confronti delle infrastrutture. Un’iniziativa che stiamo studiando è il potenziamento del precontenzioso dell’Anac, in modo tale da aiutare l’amministrazione».

ore 18.10. La replica di Conte: «Ci sarà sempre un’attenzione per il Sud». «In molti hanno lamentato una scarsa attenzione per il Sud. Accidenti! Detto a un pugliese è pesante. Se voi leggete il contratto di governo, vedrete che il Sud è dappertutto. Il ministro dedicato al Sud è un segnale importante: quando parliamo di infrastrutture e di altre iniziative di governo, è chiaro che ci sarà sempre grande attenzione per il Sud per razionare meglio le sue forze».

 

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ore 18.07. La replica di Conte: «Le forze di opposizione hanno fatto il tifo per questo governo». «Apprezzo l’onestà di qualcuno che ha detto che le forze di opposizione hanno fatto il tifo perché questo governo nascesse. In molti ci dicono che è finita la campagna elettorale». A questo punto è costretta a intervenire la presidente Casellati per portare la calma nell’emiciclo, viste le contestazioni nei confronti del presidente Conte da parte delle opposizioni.

ore 18.05. La replica di Conte: «L’euro mai in discussione». «L’uscita dall’euro non è mai stata in discussione, ma il tema è un altro: è legittimo o no per un Paese rinegoziare le politiche economiche? Perché dovremmo rinunciarvi? Siamo determinati a farlo e non ci leghiamo a dogmi. Non facciamo dello spread il nostro unico riferimento».

ore 18.02. La replica di Conte: «Un fatto di trasparenza se le forze politiches si incontrano e discutono»». «Gli auguri che mi fate non sono rivolti a me, ma all’Italia. Se riusciremo a realizzare anche solo una parte di quello che c’è scritto nel programma, se ne avvantaggeranno i cittadini. Io ribadisco la mia posizione: è un fatto di trasparenza che forze politiche si incontrano e discutono, cercando di capire se ci sono le condizioni per realizzare il contratto di governo. Ho sentito parlare di inciucio: ma può la trasparenza diventare inciucio? (il riferimento al discorso di Matteo Renzi è chiaro, ndr)».

 

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ore 18.01. La replica di Conte: «Ringrazio la senatrice Segre». «Il primo pensiero è per la senatrice Segre. Io ho un bambino di undici anni e la ringrazio per l’esempio che porta alle nuove generazioni. Vorrei ringraziare personalmente tutti i senatori che hanno parlato (e fa l’elenco nominativo, ndr). Questo mi consente di procedere per argomenti: non si tratta di un ringraziamento retorico, ma voglio ribadire l’idea della centralità del Parlamento».

ore 18.00. Discussione chiusa. Minuto di silenzio per la morte del sindacalista Pierre Carniti prima della replica di Giuseppe Conte.

ore 17.48. Dopo la Renzulli, parla Taverna (M5S): «Momento storico per il paese». «Un momento storico per il Paese perché nasce la Terza Repubblica», ha detto la senatrice del Movimento 5 Stelle.

ore 17.32. L’intervento di Renzi: «Abbiamo altra visione su diritti e giustizia». «Abbiamo altra visione sui diritti e sulla giustizia. Mi dispiace che la prima espressione utilizzata da Salvini sia stata ‘la pacchia è finita’. Salvini non è più un leader politico, è una figura istituzionale: ci dia una mano, perché lei guida l’ordine pubblico. Parli da padre, perché i figli ci ascoltano. Per Luigi Di Maio, lei ha detto ‘lo Stato siamo noi’. È vero che avete fatto la storia almeno 8 volte in 89 giorni, ma ora non avete più abili. Rappresentate il potere e l’establishment. Noi vi facciamo l’in bocca al lupo. Nei prossimi giorni convocheremo la ministra della Difesa nella sede del Copasir per chiarire punti che lei conosce».

ore 17.29. L’intervento di Renzi: «Qualcuno nel 1992 è entrato in Parlamento agitando un cappio». «I numeri non tornano: la flat tax non ha le coperture, così come il reddito di cittadinanza. Così si prendono in giro i cittadini e ciò vale per l’Ilva e per la legge Fornero e potrei continuare con i vaccini. Io motivo il no sulla base di una motivazione politica: noi siamo un’altra cosa da voi. Noi pensiamo che tra quei banchi ci sia la coalizione di domani: qualcuno è entrato in parlamento agitando un cappio nel 1992, qualcun altro nel 2013 agitando una scatoletta di tonno. Avete problemi sul fisco, sulle assunzioni: noi siamo altra cosa, anche a livello europeo».

ore 17.25. L’intervento di Renzi: «Noi avremo un altro stile, non occuperemo i banchi». «Saremo responsabili e lei sarà anche il nostro presidente del Consiglio. Ma noi avremo un altro stile e non occuperemo i banchi del governo, né grideremo la parola mafia. Lei è un premier non eletto, dunque è un collega – ha scherzato Matteo Renzi -. Oggi è un governo dei cittadini, oggi non è inciucio ma è contratto, avete detto tutto e il contrario di tutto: però avete pacificato il linguaggio della politica. C’è da dire che il vostro contratto è scritto con l’inchiostro simpatico».

ore 17.21. La Russa (Fdi): «Differenze profonde tra chi sta da questa e dall’altra parte dell’emiciclo». C’era molta attesa per l’intervento di Ignazio Larussa, esponente di Fratelli d’Italia che dovrebbe dare un appoggio esterno al governo di Giuseppe Conte. Pur con qualche differenza, sui corrotti e sull’immigrazione, Larussa si è detto attendista rispetto a quanto annunciato dal presidente del Consiglio.

ore 17.15. Conte non abiterà a Roma. Giuseppe Conte utilizzerà Palazzo Chigi, ma non abiterà a Roma. La sede del governo non sarà l’abitazione esclusiva, visto che manterrà l’appartamento nel centro storico di Roma, ma, a quanto si apprende, la foresteria di Palazzo Chigi verrà comunque utilizzata dal presidente del Consiglio.

ore 17.07. Grasso (Leu): «Grazie per aver posto fine al vergognoso silenzio su Sacko». Perplessità di Liberi e Uguali sul discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Prima della fiducia, è intervenuto Pietro Grasso che ha ringraziato il governo per aver rotto il vergognoso silenzio sulla morte di Soumalya Sacko, ma ha espresso le perplessità su quanto promesso da Conte per realizzare il contratto di governo Lega-M5S.

ore 15.45. Brunetta: «Governo telecomandato». Secondo il senatore di Forza Italia Renato Brunetta, il governo Conte è un «governo telecomandato». Brunetta sottolinea: «Ricordiamo al neo presidente del Consiglio che la Costituzione italiana non prevede che il primo ministro sia un semplice notaio». Più pacato nei toni il senatore a vita Mario Monti che ha chiesto maggiore umiltà a questo governo: «Bisogna essere realisti e più legati alla praticità, altrimenti si rischia la Troika».

ore 14.20. Martina (Pd): «Un discorso generico e pieno di luoghi comuni». Le critiche dell’opposizione alle dichiarazioni programmatiche del premier Giuseppe Conte al Senato non si sono fatte attendere. «Dal presidente del Consiglio Conte una replica della propaganda che abbiamo ascoltato per 90 giorni da Lega e Cinque Stelle. Solo un discorso generico, pieno di luoghi comuni», ha scritto su Twitter Maurizio Martina, segretario reggente del Pd.

 

 

Dalla maggioranza, invece, Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, su Twitter ha scritto: «Qui Senato, bella squadra, operativi! Finalmente un governo che ha in testa alla sua agenda i temi delle tasse, del lavoro e dell’immigrazione».

 

 

ore 14.12. Fiducia al governo Conte, discorso del premier senza le parole ‘Fornero’, Euro’ e ‘Tav’. In questi minuti viene evidenziato come nelle sue dichiarazioni programmatiche in aula al Senato stamattina il premier Giuseppe Conte non abbia mai citato la legge Fornero, pur parlando di pensioni. Tra le parole chiave del contratto di governo, che non sono comparse nel discorso d’esordio in Parlamento, si nota anche l’assenza di «pace fiscale», «Euro», «Tav», anche se i diversi temi, dal fisco all’Europa, agli appalti e opere pubbliche, dedica specifici passaggi del suo intervento. Quanto ai temi, ci sono il terzo settore e lo sport, ma non la cultura e la scuola. Dell’università, il professore parla nel passaggio dedicato alla ricerca scientifica e ai cervelli in fuga: «Le nostre scuole e università sono in grado di formare eccellenze assolute in tutti i settori, ma non di mantenerli nel nostro Paese”, afferma. Infine, il Sud non viene citato come capitolo a se’, ma solo in riferimento alle autonomie territoriali «del Nord e del Sud».

ore 14.10. Fiducia al governo Conte, durante il discorso 61 applausi, 2 bipartisan. Gli applausi che hanno accompagnato il discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato per chiedere la fiducia sono stati precisamente 60, oltre alla standing ovation finale. Durante le dichiarazioni programmatiche, durate un’ora e un quarto, i senatori di maggioranza e opposizione hanno applaudito insieme solo due volte: sulla fedeltà dell’Italia all’Alleanza Atlantica e sulla condanna per l’uccisione in Calabria del sindacalista maliano Soumaila Sacko.

ore 13.48. Alle 12.30 la discussione e alle 19.15 la votazione. La seduta al Senato, sospesa per consentire al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di consegnare alla Camera dei Deputati il testo del suo discorso fatto al Senato, riprenderà alle 14.30 con il dibattito sulla fiducia. Il discorso del premier a Palazzo Madama è durato un’ora e un quarto. Le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari sono previste a partire dalle 17.40. Alle 19.15 dovrebbe poi cominciare la votazione nominale con doppia chiama.

ore 13.41. Fiducia al governo Conte, premier alla Camera per consegnare il discorso. Dopo il discorso in aula al Senato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si sta dirigendo a piedi alla Camera dei Deputati insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro per consegnare il testo dell’intervento fatto a Palazzo madama. La Camera si riunirà domani per il dibattito e il voto di fiducia.

ore 13.40. Conte dopo il discorso: «Sono contento».  Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato ai giornalisti pochi minuti dopo il discorso in aula, uscendo dal Senato per dirigersi a Montecitorio. «Sono contento, abbiamo detto le cose che vogliamo fare», ha detto.

ore 13.32. Il discorso del premier, chiusura con standing ovation della maggioranza. Alla fine del discorso di Giuseppe Conte al Senato per chiedere la fiducia c’è stata una standing ovation della maggioranza. Sono tornati a rullare i piedi e si è urlato più volte «bravo». I ministri si sono congratulati con il capo del governo. I senatori dell’opposizione sono rimasti immobili.

Il discorso di Conte

ore 13.28. Il discorso del premier: «La mia prima uscita pubblica sarà dedicata ai terremotati». «Un pensiero prima di chiudere ai terremotati, la mia prima uscita pubblica sarà dedicata a loro», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella parte finale del suo discorso programmatico in aula al Senato..

ore 13.22. Il discorso del premier: «Siamo aperti ad altri gruppi che vorranno aderire al contratto». Dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte anche un’apertura agli altri gruppi parlamentari, alle forze politiche di opposizione. «Saremo disponibili anche a valutare, in corso d’opera, l’apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo, offrendo un apporto più stabile alla realizzazione del nostro programma».

ore 13.18. Il discorso del premier: «Invertiremo la rotta dei tagli alla spesa della sanità». Per quanto concerne la sanità il presidente del Consiglio ha garantito un cambio di passo. «Il documento di economia e finanza, credo che sia a voi noto, è stato già deliberato, prevede una contrazione della spesa sanitaria. Sarà compito di questo Governo – ha detto il premier – invertire questa tendenza per garantire la necessaria equità nell’accesso alle cure». E ancora: «Le differenze socioeconomiche non possono, non devono risultare discriminanti ai fini della tutela della salute per i cittadini del nostro Paese», aggiunge.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)

 

ore 13.10. Il discorso del premier: «Flat tax con sistema di deduzioni per garantire la progressività». Sulle tasse in aula al Senato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato di flat tax, una delle principali proposte inserite nel contratto di governo M5S-Lega, e ha parlato di progressività attraverso le deduzioni. «Ci ripromettiamo – ha detto il premier – di introdurre misure rivoluzionarie che conducano a una integrale revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese». «L’obiettivo è la flat tax, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta, in piena armonia con i principi costituzionali».

 

ore 13.08. Il discorso del premier, standing ovation unanime per il sindacalista maliano Soumaila Sacko. In aula al Senato durante il discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte c’è stata una standing ovation unanime di maggioranza ed opposizione, quando il premier ha manifestato condanna per l’uccisione del sindacalista maliano Soumaila Sacko avvenuta in Calabria. Tutti i senatori, nessuno escluso, si sono levati in piedi per applaudire. È stata l’unica standing ovation unanime della giornata.

 

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ore 13.06. Il discorso del premier: «Non saremo razzisti, commosso pensiero per Soumaila Sacko». «Non siamo e non saremo mai razzisti», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato parlando di immigrazione. Il premier ha parlato anche della vicenda del migrante ucciso. «Non siamo affatto insensibili. Una riflessione merita – ha detto il capo dell’esecutivo – la vicenda tragica e inquietante occorsa qualche giorno or sono. Sacko Soumayla è stato ucciso con un colpo di fucile: era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità. A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo».

ore 13.00. Il discorso del premier: «Il rafforzamento dei centri per l’impiego, poi il reddito di cittadinanza». L’obiettivo del governo – ha detto Giuseppe Conte al Senato parlando del reddito di cittadinanza – è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio socio-economico», un beneficio «commisurato alla composizione del nucleo famigliare» e «condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo». «Ci proponiamo, in una prima fase, di rafforzare i centri per l’impiego» per «sollecitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e celerità possibili. Nella seconda fase, verrà erogato il sostegno economico vero e proprio».

ore 12.56. Il discorso del premier: «Riformeremo la prescrizione, rafforzeremo norme contro il conflitto di interessi». In materia di giustizia, ancora, «riformeremo anche la prescrizione, che deve essere restituita alla sua funzione originaria, non più ridotta a mero espediente per sottrarsi al giusto processo». Altro passaggio ha riguardato il conflitto di interessi. «Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interesse». Conte ha sottolineato come il conflitto di interessi sia «un tarlo che mina il nostro sistema economico-sociale».

ore 12.54. Il discorso del premier: «Inasprimento delle pene per la violenza sessuale oltre l’equo indennizzo». Altro passaggio del discorso di Giuseppe Conte in aula a Palazzo Madama: «Inaspriremo le pene per il reato di violenza sessuale oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime».

ore 12.52. Il discorso del premier: «Il debito pubblico va ridotto ma in una prospettiva di crescita». In tema di economia e finanze il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato ha dichiarato che «il debito pubblico italiano è oggi pienamente sostenibile; va comunque perseguita la sua riduzione, ma in una prospettiva di crescita economica. La politica fiscale e di spesa pubblica dovrà essere orientata al perseguimento degli obiettivi richiamati di crescita stabile e sostenibile».

ore 12.50. Il discorso del premier: «Interverremo sulle pensioni d’oro oltre i 5mila euro netti». «Le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati».

ore 12.46. Il discorso del premier: «Sul lavoro aprirsi a trasformazioni». Sul lavoro: «La diffusione di nuove tecnologie e dell’economia della condivisione crea nuove opportunità imprenditoriali e rende disponibili servizi innovativi per i cittadini, ma apre anche a rischi di marginalizzazione e a nuove forme di sfruttamento: dobbiamo farci carico di tali trasformazioni, non per combattere uno sviluppo per molti versi irreversibile, ma per assicurare in ogni caso il rispetto dei diritti essenziali dei lavoratori e per garantire che il lavoro sia sempre strumento di realizzazione personale e umana».

ore 12.42. Il discorso del premier: «Siamo alleati di Nato e Usa, ma bisogna rivedere le sanzioni alla Russia». Sulla collocazione internazionale dell’Italia e la politica estera il premier Giuseppe Conte ha affermato: «Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato. Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa».

ore 12.38. Il discorso del premier: «Salario minimo orario, tasse eque, daspo per i corrotti, class action». Ancora, sul programma: «È ora – ha continuato il premier Giuseppe Conte – di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa». I cittadini «hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque. C’è di nuovo che il debito pubblico lo vogliamo ridurre, ma vogliamo farlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare». «Combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il ‘daspo’ ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura». Sul fronte giustizia poi, il premier ha parlato di l cambiamento «in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Aumenteremo fondi, mezzi e dotazioni per garantire la sicurezza in ogni città».

ore 12.33. Il discorso del premier: «Metteremo fine al business dell’immigrazione». Giuseppe Conte ha ovviamente elencato anche i punti di programma principali. «La prima preoccupazione del Governo – ha affermato il capo del governo in aula al Senato – saranno i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo: milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di sofferenti». «Il cambiamento . ha poi detto Conte – è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Cambia che metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà».

ore 12.30. Il discorso del premier: «Non esistono più forze politiche che esprimono visione del mondo». «Presentarsi oggi nel segno del cambiamento non è scelta retorica o propagandistica ma» risponde alla «necessità di aprirsi al vento nuovo che soffia da tempo nel Paese e che ha prodotto una geografia del consenso politico completamente inedita». Conte ha sottolineato che «non esistono più forze politiche che come un tempo esprimono una visione del mondo» e quindi “che esprimono la loro azione in base a sistemi ideologici». «Il tramonto delle ideologie forti si è dimostrato nella difficile collocazione» dell’iniziativa politica dei governi passati «secondo categorie politiche tradizionali».

ore 12.24. Il discorso del premier: Salvini e Di Maio hanno posto «davanti a tutto l’interesse generale». Nel suo intervento il presidente del Consiglio ha anche parlato delle scelte politiche delle ultime settimane. «Sono grato a chi, rinunciando a legittime ambizioni personali ha saputo porre davanti a tutto l’interesse generale» e ha «proposto il mio nome per la guida del governo di comune accordo». Giuseppe Conte ha ricordato inoltre che «gli obiettivi» del governo «sono affidati alla pagina scritta perché dichiarati in modo trasparente, vincolandosi ad adottare tutte le iniziative e le misure necessarie a perseguirle». «Non ho pregresse esperienze politiche, sono un cittadino che si è dichiarato disponibile ad assumere eventuali responsabilità e successivamente ad accettare la responsabilità di governo».

ore 12.22. Il discorso del premier: «Il mio impegno per difendere gli interessi dei cittadini». «Assumo questo compito con umiltà ma anche con determinazione, con la consapevolezza dei miei limiti ma anche con la passione e l’abnegazione di chi comprende il peso delle altissime responsabilità a me affidate. Sono profondamente onorato di poter offrire il mio impegno e le mie competenze per poter difendere l’interesse dei cittadini di questo meraviglioso Paese».

ore 12.20. Il discorso del premier: «È necessario offrire risposte concrete, mettere da parte le convenienze». È necessario – ha detto ancora il premier Giuseppe Conte nel suo discorso programmatico al Senato – «offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini: la crescente disattenzione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità che passa attraverso una maggiore apertura alle istanze reali che vengono da chi vive fuori da questi Palazzi. L’autorevolezza del governo e del Parlamento non possono basarsi solo sui compiti affidati loro dalla Carta istituzionale ma devono essere conquistati giorno dopo giorno operando con disciplina e onore e mettendo da parte le convenienze»

ore 12.19. Il discorso del premier: «Chiediamo la fiducia ad un progetto per il cambiamento». Nella parte iniziale del suo discorso per chiedere la fiducia al Senato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato: «Con questo spirito e questa consapevolezza oggi ci presentiamo a voi per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare».

ore 12.10. Fiducia al governo Conte, cominciato il discorso del premier al Senato. È cominciato il discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato per chiedere all’assemblea la fiducia.

ore 12.10. Fiducia al governo Conte, Cirinnà con la maglietta «famiglia arcobaleno». La senatrice del Pd Monica Cirinnà, relatrice della legge sulle unioni civili, in occasione del voto di fiducia indossa a Palazzo Madama una maglietta rosa con la scritta «famiglia arcobaleno» e sul retro la frase «È l’amore che crea una famiglia». È un modo per rispondere alle recenti dichiarazioni del ministro della famiglia Lorenzo Fontana secondo il quale «le famiglie gay non esistono».

ore 12.03. Fiducia al governo Conte, premier non ancora in aula al Senato. C’è qualche minuto di ritardo al Senato per il discorso del premier Giuseppe Conte. Molto ministri attendono nella sala del governo di palazzo Madama l’arrivo del presidente del Consiglio. Il capo dell’esecutivo non è ancora entrato in aula.

ore 11.52. Fiducia al governo Conte, Bonafede: «Contratto ambizioso, il premier non è una mia invenzione». Gli esponenti di M5S e Lega manifestano soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e si mostrano fiduciosi per il lavoro che verrà. «Presentiamo al Parlamento italiano un contratto di governo bellissimo e molto ambizioso», ha affermato stamane il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede entrando al Senato. Il Guardasigilli ha negato che «il premier Conte sia una mia invenzione», «sarebbe profondamente ingiusto dirlo». «Io l’ho solo presentato al M5S», ha aggiunto.

ore 11.48. Fiducia al governo Conte, nel discorso del premier i principali punti del programma. È la prima volta che il premier si presentata davanti agli italiani con un intervento. Il discorso di Conte conterrà ovviamente riferimenti a tutte le principali proposte del nuovo esecutivo, in particolare quelle che hanno caratterizzato la campagna elettorale su riduzione della pressione fiscale, sostegno al reddito, lotta agli sprechi e alla corruzione. Ma ci saranno anche riferimenti alla collocazione internazionale dell’Italia, nell’Unione Europea e nella Nato. Sarà anche un modo per rassicurare i mercati dopo le tensioni in ambito finanziario dei giorni scorsi.

 

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Le critiche dell’opposizione

Il discorso del nuovo premier Conte per la fiducia al Senato arriva in un momento di dure critiche dell’opposizione al presidente del Consiglio. L’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda sulla sua pagina Facebook tra l’ironico e l’amaro attacca il nuovo esecutivo scrivendo: «Salvini rifonda l’Europa con Orban. Falchi tedeschi in festa, ci siamo autoesclusi dal gruppo di testa dell’Unione Europea. Sono bastate 48 ore di governo per distruggere 60 anni di lavoro». E intanto… «Di Maio fa il ministro in streaming. Visite guidate al Ministero dello sviluppo economico (bagni prossima puntata) e intanto salta l’incontro Ilva». E ancora: «Crisi diplomatica con la Tunisia, uno dei pochi paesi con cui abbiamo accordo di riammissione dei clandestini. La Flat Tax per le imprese c’era già e si chiama Ires, non se ne sono accorti perche’ pianificavano la pace fiscale ovvero il condono. Le famiglie, invece, dovranno attendere il 2020 anno in cui Orban presiederà l’Onu, Salvini la Commissione Europea, Di Maio Facebook e il principale alleato dell’Italia sara’ il Venezuela”. In tutto questo «Conte non pervenuto. Ma ha parlato con la Merkel e Macron. Forse».

 

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I numeri di M5S e Lega

Facile prevedere che il governo giallo-verde guidato da Conte otterrà una maggioranza di voti rassicurante. Al Senato su 315 senatori eletti, sono 109 i rappresentanti del M5S e 58 quelli della Lega. In totale 167 voti, ai quali possono aggiungersi in votazioni decisive quelli di 2 esponenti del Maie (Movimento associativo italiani all’estero), Ricardo Antonio Merlo e Adriano Carlo, e di due ex pentastellati, Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, fuoriusciti dal Movimento per la vicenda delle finte restituzioni dei rimborsi. In bilico anche il sostegno del gruppo Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv) che conta 8 membri. Meno complicata è la situazione alla Camera. Su 630 deputati, con soglia della maggioranza assoluta quindi a 316 seggi, Movimento 5 Stelle e Lega hanno una maggioranza estremamente ampia. Il gruppo pentastellato è composto da 222 membri. I deputati leghisti sono invece 124. In totale 346.

 

governo conte
(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

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Cos’è la fiducia parlamentare

La fiducia parlamentare è l’atto che, attraverso una votazione, consente al Parlamento di esprimere il governo o controllarne l’operato. Nel nostro ordinamento la fiducia viene accordata dalle due Camere, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, in maniera indipendente, tramite una votazione nominale, entro dieci giorni dalla formazione dell’esecutivo. All’articolo 94 della Costituzione si legge:

«Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia».

 

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(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit immagine: Alberto Lingria / Xinhua via ZUMA Wire)

 

Il programma

Il programma della fiducia al governo Conte al Senato prevede il discorso del presidente del Consiglio in Aula alle 12. La discussione a seguire dalle 14.30 in poi. Alle 17.40 le dichiarazioni dei gruppi parlamentari e alla fine la votazione. Entro le 19.15 dovrebbe esserci la prima chiama dei senatori. Poi la seconda. Si presume le operazioni di voto termineranno entro le 20.30. La Camera dei Deputati voterà la fiducia al governo Conte domani, mercoledì, alle 17.40.

(Foto di copertina da archivio Ansa)