Il sindacalista migrante di Gioia Tauro: «La pacchia è finita per Salvini, per noi non è mai esistita» | VIDEO

di Redazione | 05/06/2018

pacchia finita

Prima ancora di diventare ministro dell’Interno, in una sorta di campagna elettorale permanente, i toni di Matteo Salvini nei confronti dei migranti sono stati sempre molto duri. E non accennano ad ammorbidirsi nemmeno dopo la conferma della sua nuova carica istituzionale. Il leader della Lega, tra le prime dichiarazioni rilasciate dopo aver preso possesso del Viminale, aveva detto «Pacchia finita per gli immigrati clandestini».

 

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Dalla piana di Gioia Tauro, dove domenica è stato ucciso barbaramente un migrante del Mali, Sacko Soumayla, arriva una risposta a queste parole di Salvini. Che, tra l’altro, ha accuratamente evitato di commentare l’accaduto, se non con un post su Twitter criptico: la pubblicazione dell’articolo di cronaca de Il Giornale e l’hashtag #colpadiSalvini.

 

«Pacchia finita? Non per noi, per il ministro Salvini» | VIDEO di Repubblica TV

In questo video girato da Repubblica Tv, si vede un migrante sindacalista dell’USB (Unione Sindacale di Base), Aboubakar Soumahoro, che replica duramente alle parole del ministro dell’Interno del nuovo esecutivo di Giuseppe Conte che quest’oggi riceverà la fiducia al Senato. «Un ministro della Repubblica italiana ha dichiarato in questi giorni che la pacchia è finita. Noi non siamo mai stati in quella condizione di parassiti, come invece è accaduto per il suo partito politico».

«Pacchia finita per Salvini, i migranti risponderanno»

Il riferimento di Soumahoro è alle inchieste sui conti della Lega che, in passato, portò il partito dell’allora leader Umberto Bossi sull’orlo del tracollo. «Le indagini non sono ai danni dei braccianti, ma di un partito che mandava i soldi in Africa – ha affermato Aboubakar Soumahoro -. Allora diciamo al ministro dell’Interno che la pacchia è finita per lui, perché risponderemo. Qui ci sono tanti lavoratori, italiani e stranieri, che sono disperati e che sono stati saccheggiati. E ci troviamo nel clima della legge Bossi-Fini, una legge razzista che fa parte delle loro politiche».

Poi affonda ancora nei confronti di Salvini: «Il ministro ha detto che i figli dei migranti sono i suoi figli. Le sue sono parole ipocrite, perché nel contratto di governo che ha sottoscritto con il Movimento 5 Stelle vuole favorire l’accesso ai nidi soltanto ai figli di cittadini italiani».

La situazione nella piana di Gioia Tauro, dopo quanto accaduto domenica, è in fermento. I migranti e i braccianti agricoli che sono ancora in situazione di emergenza abitativa chiedono giustizia per il loro collega e amico raggiunto barbaramente da un colpo di fucile di una persona, ancora non identificata, che si trova attualmente in libertà. L’appello alle forze politiche e alle istituzioni, allora, arriva ancora più forte. Il silenzio non è una buona risposta.

[FOTO dal video realizzato da Repubblica Tv]