Cosa ha detto il probabile ministro Giovanni Tria su reddito di cittadinanza e flat tax

di Redazione | 31/05/2018

giovanni tria

Cosa pensa il probabile ministro dell’Economia del governo M5S-Lega, Giovanni Tria, del programma economico già sottoscritto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini? La risposta si trova in un articolo del professore dell’Università di Roma Tor Vergata pubblicato un paio di settimane fa sul sito Formiche.net, dedicato alle proposte del contratto di governo e intitolato ‘Perché Di Maio e Salvini devono concentrarsi sulla politica industriale’. L’analisi dell’economista è datata 14 maggio, due giorni prima della pubblicazione del documento definitivo di pentastellati e leghisti, ma era già stata diffusa una bozza ed era trapelate diverse notizie sul contenuto.

Il reddito di cittadinanza

Tria, docente di politica economica, parlando delle due principali proposte economiche di Movimento 5 Stelle e Lega, reddito di cittadinanza e flat tax, ha innanzitutto detto di non considerarle provvedimenti che rispondono «a due visioni diverse dl modo in cui si dovrebbe uscire dalla crisi di bassa crescita dell’Italia». «In realtà – ha scritto il docente di economia politica – anche qui è il particolare mix dei due che determinerà il risultato». Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza Tria, prima di conoscere il contratto finale, ha evidenziato: «Non sappiamo ancora cosa sarà questo reddito di cittadinanza e, quindi, le risorse richieste e l’ampiezza del pubblico dei beneficiari». «Esso sembra oscillare tra una indennità di disoccupazione un poco rafforzata […] e un provvedimento, improbabile, tale da configurare una società in cui una parte produce e l’altra consuma». Dunque: «Poiché l’oscillazione di cui parliamo è solo nel dibattito politico filosofico, mentre la realtà, se il governo si farà, ci offrirà una versione prossima alla prima ipotizzata, non si vede un contrasto pregiudiziale con una politica orientata alla crescita e alla sfida della globalizzazione». «D’altra parte – ha concluso il professore sulla proposta M5S -, ristrutturazioni e innovazione tecnologica richiedono transizioni da sostenere sul piano sociale».

La flat tax

Tria definisce l’obiettivo della flat tax, quello di riduzione della pressione fiscale come condizione per favorire la crescita, certamente «più interessante». L’economista ha spiegato che, come per il reddito di cittadinanza, «conterà anche in questo caso la sua declinazione specifica per valutarne la sostenibilità», e ha chiarito di essere favorevole ad un sistema di introduzione non drastica ma graduale della tassa piatta. Per Tria sarebbe preferibile «contare meno sulle scommesse e far partire la riforma con un livello di aliquota, o di aliquote, che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito, per poi ridurle una volta assicurati gli effetti della crescita».

La politica industriale

Nell’articolo del 14 maggio Tria, infine, ha definito «preoccupante» il fatto che «non sia affatto chiaro quale sarebbe l’indirizzo del governo di coalizione» sulla «politica industriale», come per l’«imbarazzante caso Ilva», e sul «sistema di controlli giudiziari e para-giudiziari che assieme al codice degli appalti stanno paralizzando ogni velleità dei attivazione degli investimenti pubblici, pur da tutti auspicati». Per il probabile ministro dell’Economia si tratta di temi cruciali come, se non di più, rispetto a redditi di cittadinanza, flat tax e aliquote Iva.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / CLAUDIO ONORATI)