E se il summit tra Donald Trump e Kim Jong-un venisse salvato da un hamburger?

di Redazione | 31/05/2018

kim jong-un

La giornata di mercoledì 30 maggio ha visto una importante accelerazione in vista del summit internazionale previsto a Singapore il 12 giugno prossimo tra Donald Trump e Kim Jong-un.

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Il braccio destro di Kim Jong-un ha incontrato il segretario di Stato Mike Pompeo per delineare i passi da compiere per un incontro che saprebbe di storico.

Se da un lato la diplomazia continua a essere l’elemento principale per la buona riuscita dell’operazione, dall’altro il dittatore della Corea del Nord ha mandato un segnale a Trump per cercare di “addolcire” le sanzioni di Washington che incombono sul Paese.

Kim, infatti, ha mostrato un grande interesse per aprire una filiale simile a McDonald’s a Pyongyang. Sì, proprio la catena di hamburger famosa in tutto il mondo. La ragione è molto semplice: la Corea del Nord non vuole (per il momento) fare passi indietro sul processo di denuclearizzazione, almeno non prima di sedersi di fronte a Trump; per questo motivo ha scelto altre strade per mostrare agli Stati Uniti la sua volontà di collaborare, come aprire a tiepidi (o ben cotti) investimenti esteri.

Lo rivela un rapporto della Cia reso pubblico dalla televisione americana Nbc  e raccontato da Repubblica Alberto Flores D’Arcais:

Kim Jong-un sembra più interessato (stando a quanto raccontato dagli agenti dello spionaggio Usa) ad hamburger e patatine fritte, ovvero ad aprire una prima joint venture che porti a Pyongyang un fast food stile McDonald’s. Il documento della Cia, secondo la Nbc, contrasterebbe dunque con la convinzione, espressa più volte, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La strategia degli Usa, in base al documento della Cia, prevederebbe l’impegno americano e sudcoreano a sostenere Pyongyang con incentivi economici, in particolare per infrastrutture ed agricoltura, in cambio di passi significativi lungo la strade della denuclearizzazione. Le aperture di Kim, soprattutto se Washington dovesse rimuovere le sanzioni, potrebbero arrivare fino al via libera a limitati, ma significativi, investimenti americani.

(Foto credits: Ansa)