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Il padre di Di Battista indagato per il post su Facebook contro Mattarella

Vittorio di Battista, padre dell’esponente M5S Alessandro, è indagato dalla procura di Roma per il suo post contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pubblicato una settimana fa su Facebook e poi rimosso. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo violazione dell’articolo 278 del codice penale che punisce «le offese al prestigio e all’onore del capo dello Stato». A darne notizia è il Corriere della Sera con un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini. Gli accertamenti sulla vicenda sono stati effettuati dai carabinieri del Ros e nei prossimi giorni il padre di Di Battista potrebbe essere convocato per l’interrogatorio.

Vittorio Di Battista indagato per il post su Facebook contro il presidente Mattarella

Non è la prima volta che Vittorio Di Battista esprime le proprie opinioni con toni violenti. Il post con le offese al presidente Mattarella è stato pubblicato su Facebook mercoledì 23 maggio. Il messaggio era intitolato «I dolori di mister allegria. Nel post il padre di Alessandro Di Battista affermava che gli italiani dovrebbero assaltare il Quirinale («È più di una Bastiglia, ha quadri, arazzi, tappeti e statue. Se il popolo incazzato dovesse assaltarlo, altro che mattoni») e avvertiva Mattarella («Forza, miste Allegria, fai il tuo dovere ed eviterai seccature»). «È il papà di tutti noi – scriveva Vittorio Di Battista del capo dello Stato -. È quello che si preoccupa di varare un governo. È quello che ha avallato la legge elettorale che impedisce di varare un governo. Poveretto, quanto lo capisco». E ancora: «Poveretto, quanto lo capisco». «Lo capisco e per questo, mi permetto di dargli un consiglio, un consiglio a costo zero. Vada a rileggere le vicende della Bastiglia». L’articolo 278 del codice penale stabilisce che «chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica, è punito con la reclusione da uno a cinque anni».

 

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(Immagine: screenshot di un post pubblicato sulla bacheca Facebook di Vittorio Di Battista)

 

Oggi Vittorio Di battista ha commentato pubblicamente la notizia dell’indagine, ancora su Facebook. «Mi informano dell’apertura di un fascicolo di indagine aperto sul mio conto, presumo per vilipendio», ha scritto in un post. «Come tutti dicono, in questi casi, ho la massima fiducia nella Magistratura e la massima sfiducia nei confronti dei nostri ‘reggitori’.
Vi terrò al corrente ma sappiate che gli aranci non siciliani, mi causano bruciori di stomaco».

(In copertina foto profilo di Vittorio Di Battista su Facebook)