Governo, Conte va a rilento. Terminato l’incontro informale al Quirinale

di Redazione | 25/05/2018

giuseppe conte quirinale

Si allungano i tempi per la nascita del governo M5S-Lega. Nemmeno oggi sarà chiusa la squadra di ministri che il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte dovrà proporre al Quirinale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo le consultazioni con i partiti di ieri, oggi il professore alla Camera dei Deputati ha incontrato i due leader di Movimento 5 Stelle e Carroccio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. La partita resta aperta. E nulla sembra definito sui tempi. La lista dei ministri, stando a quanto riferito da fonti dei partiti, verrà presentata non prima di domenica.

Giuseppe Conte, dopo l’incontro con M5S e Lega, è salito al Quirinale per un colloquio informale, terminato poco prima delle 19.00.  Il premier, secondo quanto si apprende, sarebbe salito al Colle per riferire informalmente sull’andamento delle consultazioni di ieri e oggi.

Al vertice Conte-Di Maio-Salvini erano presenti anche i fedelissimi dei due politici, Giancarlo Giorgetti, capogruppo leghista alla Camera e vicesegretario della Lega, e Vincenzo Spadafora, deputato 5 Stelle. In mattinata il premier incaricato si è anche recato nella sede di Banca d’Italia, per un incontro con il governatore Ignazio Visco, durato circa un’ora e mezza.

Governo, incontro Conte-Di Maio-Salvini: slitta la lista dei ministri

I nodi da sciogliere prima della nascita del governo di M5S e Lega riguardano soprattutto i nomi dei ministri che il premier incaricato Conte indicherà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Molte caselle della squadra sono ancora in bilico. Al centro della partità c’è in particolare il dicastero dell’Economia e delle Finanze, che Di Maio e Salvini vorrebbero affidare all’economista Paolo Savona, sgradito però al capo dello Stato per le sue posizioni critiche rispetto ad Euro e Unione Europea. «Parleremo di tutto quello che bisogna fare in vista della formazione della squadra di governo», ha dichiarato ai cronisti Di Maio arrivando a Montecitorio. «Ci sarà un confronto tra le forze politiche che sostengono il governo Conte», ha aggiunto. Alla domanda se sia disposto a rinunciare al superministero di Lavoro e Sviluppo Economico, il leader del Movimento 5 Stelle ha risposto: «Non mi pare si stia discutendo di nomi, si sta discutendo dell’assetto di governo per realizzare il programma elettorale. Quando giurerà la squadra? Questo dovete chiederlo al presidente».

 

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Di Maio: «Tutto procede per il meglio»

«Procede tutto per il meglio. L’incontro è andato bene», ha detto poi Di Maio al termine del vertice con Conte e Salvini, sottolineando come sulla squadra di governo la parola «spetti al presidente Conte e al presidente della Repubblica».

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)

 

Salvini: «Nessuno deve avere paura del cambiamento»

Salvini, invece, con una nota diramata a colloquio in corso, ha fatto sapere: «Stiamo lavorando a un governo che porti più lavoro e più sicurezza agli italiani, riportando l’Italia ad essere protagonista in Europa e nel mondo. Tutto qui, questo ci chiedono i cittadini, nessuno deve aver paura del cambiamento». Dopo l’incontro, poi, a chi gli chiedeva se quello di Paolo Savona resti l’unico nome per il ministero dell’Economia, ha risposto: «Sarà il presidente incaricato a fare le sue valutazioni». «L’incontro è andato bene. Il presidente incaricato ha in mano tutto». A conferma dell’allungamento dei tempi per la chiusura della squadra dei ministri, nel pomeriggio Salvini ha postato su Twitter una foto che lo ritrae in aereo.

 

 

Conte: «Mattinata di lavoro proficua»

«Mattinata di lavoro molto proficua. Stiamo lavorando per dare il governo del cambiamento a questo Paese», ha scritto Conte su Twitter e Facebook dopo il vertice con i leader di M5S e Lega, pubblicando una foto che lo ritrae con Di Maio e Salvini nella riunione a Montecitorio.

 

 

Il premier incaricato da Bankitalia

«Abbiamo doverosamente parlato dello stato dell’economia italiana, c’è stato un aggiornamento», si era limitato a dire in mattinata il premier incaricato ai giornalisti che gli chiedevano i temi dell’incontro con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Conte ha poi ricordato che la prossima settimana ci sarà la relazione finale di Bankitalia.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)

 

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Gentiloni: «Per andare fuori strada servono pochi mesi»

Oggi è intervenuto anche Paolo Gentiloni, per un saluto ai dipendenti e collaboratori di Palazzo Chigi, con un avvertimento sui rischi che ancora corre il Paese nonostante i progressi. «Risalire una china per cinque lunghi anni come l’Italia – ha detto – ha fatto non è semplice: purtroppo ad andare fuori strada non servono cinque anni ma pochi mesi, a volte poche settimane». «Bisogna – ha proseguito – curare le ferite ancora aperte ma farlo cercando di andare avanti, mantenere qualità, responsabilità e impegni nell’azione di governo. Credo sia molto importante e sia l’unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni sostituirà quello che io ho presieduto». E ancora: «Non c’è il minimo dubbio che i passi avanti fatti con i nostri tre governi non hanno eliminato le conseguenze delle cicatrici e delle ferite ancora aperte nella nostra società».

Lo spread oltre quota 200

I mercati finanziari intanto continuano a manifestare preoccupazione per l’incertezza politica. Lo spread Btp/Bund continua ad essere alto. Il differenziale tra rendimento dei titoli di Stato decennali italiani ed omologhi tedeschi resta in altalena sui 200 punti base. In mattinata dopo un rallentamento sui 195 punti base, si è riportato a quota 201. Il rendimento del decennale del Tesoro è salito al 2,44% intorno alle 12. Restaca comunque stabile il differenziale di rendimento con la Spagna, a 104 punti base, e quello con il Portogallo sui 53 punti base.

 

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La road map verso giuramento e fiducia

Dopo l’intesa sulla squadra di governo il presidente del Consiglio incaricato tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva e per stilare con il presidente della Repubblica la lista dei ministri dell’esecutivo che presiederà. Una volta decisa e resa nota la lista, ci sarà il giuramento, presumibilmente il giorno dopo, nel Salone delle Feste del Quirinale, davanti al capo dello Stato. Dal momento del giuramento il nuovo governo è nella pienezza dei suoi poteri, anche se in attesa della fiducia da parte delle due Camere. La Costituzione prevede che il nuovo governo si presenti in Parlamento per riceverne la fiducia, alla Camera e al Senato, entro dieci giorni dal giuramento. Ma nella nella storia della Repubblica i tempi per questo adempimento son sempre stati più brevi del termine massimo prescritto dalla Carta. Il giuramento potrebbe tenersi tra sabato e domenica e le sedute dedicate alla fiducia invece tra martedì e mercoledì.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)

 

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I numeri della maggioranza

Dalle consultazioni sono giunti segnali positivi per il sostegno del nascente governo M5S-Lega in Parlamento. Al Senato infatti si è allargata (da 167 a 171 seggi) la maggioranza disposta ad appoggiare il nuovo esecutivo. I gruppi di Movimento 5 Stelle e Carroccio a Palazzo Madama sono composti da 167 senatori, precisamente 109 pentastellati e 58 leghisti. A loro vanno aggiunti ora due senatori del Maie (Movimento associativo italiani all’estero, Adriano Carlo e Ricardo Antonio Merlo, che hanno garantito la fiducia, e due ex grillini, Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, che erano usciti dal Movimento in campagna elettorale per lo scandalo delle finte restituzioni. La soglia maggioranza assoluta al Senato è fissata a quota 160 seggi.

(Immagine ANSA/MASSIMO PERCOSSI)