Di Maio e Salvini conquistano altri 4 senatori, la maggioranza M5S-Lega non è più risicata

di Redazione | 25/05/2018

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Il giro di consultazioni di ieri a Montecitorio del presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte porta buone notizie per Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Almeno dal punto di vista dei numeri in Parlamento. Nella tornata di colloqui alla Camera dei Deputati infatti si è allargata la maggioranza M5S-Lega a sostegno del nuovo esecutivo. Ai 167 voti di Movimento 5 Stelle e Carroccio al Senato (sono 109 i senatori pentastellati e 58 quelli leghisti) se ne sono aggiunti altri 4, quelli degli ex grillini Maurizio Buccarella e Carlo Martelli e dei due rappresentanti del Maie, il Movimento associativo italiani all’estero, Adriano Carlo e Ricardo Antonio Merlo.

I numeri della maggioranza M5S-Lega al Senato: 171 voti con ex grillini e Maie

Non si tratta di un dettaglio. A Palazzo Madama sono 318 i senatori. La soglia della maggioranza assoluta è quindi fissata a quota 360 o 361 seggi. E il passaggio da 167 a 171 sostenitori del governo riduce il rischio per il governo di essere bloccato dai veti di piccole componenti dei partiti che lo sostengono. Dopo l’incontro con il premier incaricato Conte, a parlare a nome del Maie è stato il deputato Salvatore Caiata, alle Politiche candidato per il M5S e poi espulso dal Movimento a campagna elettorale in corso, a pochi giorni dal voto, per aver nascosto un’indagine a suo carico. «Del gruppo – ha detto l’onorevole – fanno parte anche gli eletti M5S che non si sono potuti iscrivere al gruppo, ma come abbiamo detto non è il banco in cui uno si siede che determina le decisioni. Tenendo fede alla fiducia che ci hanno dato i cittadini voteremo la fiducia al governo». Pochi minuti dopo ha preso la parola anche il senatore Buccarella (anche lui escluso dal Movimento a pochi giorni dalle elezioni, perché coinvolto nella vicenda delle false restituzioni) garantendo l’appoggio al nuovo esecutivo insieme a Carlo Martelli (altro senatore ex M5S candidato e poi espulso perché coinvolto nella vicenda dei bonifici). «L’incontro con il presidente incaricato è stato molto breve, il tempo sufficiente per presentargli l’intenzione, con il collega» Martelli di «sostenere le scelte del governo nel corso della legislatura», sono state la parole di Buccarella.

Il possibile sostegno delle Autonomie

Ma la maggioranza più ampia viene rafforzata anche dalle scelte dalla pattuglia del gruppo Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv). Al Senato ci sono 4 autonomisti (Julia Unterberger, Dieter Steger, Albert Laniece e Meinhard Durnwalder) che non hanno indicato una linea di opposizione. «Abbiamo concordato che teniamo aperto il dialogo», ha detto la capogruppo Unterberger ieri. «Il giudizio complessivo è sicuramente positivo. Valuteremo il programma di governo definitivo e la lista dei ministri e quindi faremo le nostre valutazioni», ha dichiarato invece il presidente del gruppo alla Camera gruppo delle minoranze linguistiche della Camera Manfred Schulian, della Svp. Insomma, se sui singoli provvedimenti il governo Conte trovasse il sostegno delle Autonomie si arriverebbe al Senato a 175 voti.

Nessun problema alla Camera

Non ci sono problemi di numeri invece alla Camera. A Montecitorio Movimento 5 Stelle e Lega posso contare su 346 deputati, 222 seggi per il gruppo pentastellato e 124 per i leghisti, su 630 totali. Per la maggioranza assoluta bastano 316 voti.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)