I cittadini non vogliono commemorare la vittima di femminicidio, si dimette il sindaco di Tenno in Trentino

di Redazione | 24/05/2018

femminicidio

I fatti risalgono a quasi un anno fa e riguarda un caso di femminicidio.

LEGGI ANCHE > «ABORTO PRIMA CAUSA DI FEMMINICIDIO», IL MANIFESTO SHOCK A ROMA

Siamo a Tenno, piccolo paese del Trentino Alto-Adige. Alba Chiara Baroni, 22 anni, viene uccisa nella sua abitazione dal suo fidanzato, Mattia Stanga, che cinque giorni  prima del’omicidio ha comprato un fucile grazie al suo porto d’armi.

A distanza di un anno, la piccola comunità di 2.045 abitanti a nord del lago di Garda si trova divisa sulla possibile commemorazione di Alba Chiara. Le due famiglie si conoscono da anni, Anna Chiara e Mattia sono stati insieme per 6 anni prima dell’omicidio di lei e del suicidio di lui.

C’è chi dubita delle reali intenzioni di Stanga, forse dettate da una volontà di coppia. Tuttavia, la versione ufficiale e verificata parla di femminicidio. Punto.

Da qui arriva la spaccatura tra il sindaco, la giunta e tutto il paese. Gianluca Frizzi ha sostenuto la famiglia per l’installazione di una lapide permanente con l’appoggio dell’amministrazione. Che non c’è mai stata e dai qui sono immediatamente scattate le dimissioni del primo cittadino.

Frizzi non ha mai voluto schierarsi con una famiglia o un’altra ma ha sempre ribadito di stare al fianco solo di Alba Chiara.

(Foto credits: Ansa)