40 anni dalla legge sull’aborto, Emma Bonino: «Ha funzionato bene ma gli obiettori sono ancora troppi»

di Redazione | 22/05/2018

Aborto

Il 22 maggio 1978 veniva approvata la legge sull’aborto.

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40 anni dopo la parola spetta di diritto a chi in quegli ha combattuto e ha reso possibile in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza, Emma Bonino.

La leader radicale ha iniziato la sua militanza politica per vedere riconosciuta a tutte le donne una pratica oggi sancita dalla legge 194.

In quegli anni di lotta Emma Bonino ha dovuto affrontare 3 settimane di carcere, dopo essersi autodenunciata per avere aiutato clandestinamente ad abortire alcune donne.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la più volte ministra e deputata ha commentato i risultati della legge:

Nonostante sia nata da un compromesso per evitare il referendum che avrebbe depenalizzato l’aborto, oggi possiamo dire che la legge 194 ha funzionato. Ha garanti il diritto delle donne alla libera scelta della maternità. E ha portato negli anni a una diminuzione del numero degli aborti.

Il funzionamento della legge, tuttavia, non ha risolto alcuni problemi evidenti:

Il principale è l’obiezione generalizzata dei medici: il 70% dei ginecologi a livello nazionale, con punte dell’84% a Bolzano, del 96% in Molise, dell’88% in Basilicata, del 78% nel Lazio. Così ci sono regioni dove di fatto non viene applicata la norma.

Alcune soluzioni potrebbero venire da buoni casi di condotta, come sta facendo la Toscana dove alcune quote di assunzione sono riservate a medici non obiettori oppure, stando sempre alle parole di Emma Bonino, dalla Ru486, il cosiddetto aborto farmacologico:

La legge del 1978 dice espressamente che gli ospedali devono adeguarsi alle tecniche scientifiche meno invasive e più rispettose: invece si continua a limitare l’uso della pillola abortiva, imponendo per esempio un ricovero di 3 giorni. Bisognerebbe estendere e facilitarne l’uso. Purtroppo però adesso non mi sembra ci sia il clima adatto a risolvere questi problemi.

(Foto credits: Ansa)