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Quanto costa il programma M5S-Lega: oltre 100 miliardi con poche coperture

Quanto costa il programma M5S-Lega? È la domanda più frequente che il mondo della politica si pone dopo la stesura del contratto di governo da parte dei partiti di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il conto delle misure previste dalle 39 pagine della bozza definitiva sarebbe certamente salato e non sono state indicate adeguate coperture. Oltretutto il documento, così come messo a punto finora, quantifica in maniera chiara solo alcuni degli interventi, come il reddito di cittadinanza, il potenziamento dei centri dell’impiego e la revisione della legge Fornero, a cui va aggiunta le sterilizzazione dell’Iva.

Quanto costa il programma M5S-Lega

Nel dettaglio, per quanto riguarda il sussidio di cittadinanza vengono indicati 17 miliardi di euro di costo, 2 miliardi invece per gli interventi sui centri dell’impiego e 5 miliardi per cambiare le norme sulle pensioni. Evitare l’aumento dell’Iva, intanto, come è noto, costa 12,4 miliardi di euro solo nel 2019 e 19,5 miliardi nel 2020. Complessivamente si arriva a 55 miliardi, ma non sono cifrati tutti gli altri punti del programma, come la riduzione delle tasse con due sole aliquote al 15 e 20%. E molti interventi restano vaghi, come la cancellazione di una parte delle accise sulla benzina.

Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Lorenzo Salvia, oggi indica sul programma un conto complessivo di 65 miliardi che potrebbe salire a seconda di come le misure verranno declinate. Per la flat tax, che in realtà non è una vera e propria tassa piatta, si parla di un costo di 26 miliardi. Secondo Movimento 5 Stelle e Lega la riduzione delle imposte dovrebbe essere in parte compensata da una risalita dei consumi per il maggiore reddito disponibile, ma l’effetto potrebbe non essere immediato. Ci sono poi le cifre da rivedere. I 5 miliardi previsti per la revisione della legge Fornero potrebbero essere 10 e verrebbero coperti solo in minima parte dal taglio delle pensioni d’oro. Gli assegni oltre i 5mila euro infatti complessivamente costano 1,8 miliardi e possono ovviamente essere solo limati, non azzerati.

Oltre 100 miliardi di spesa in più

Le previsioni sono ancora più pessimistiche se si guarda l’analisi, autorevole, di Carlo Cottarelli e del suo Osservatorio dei conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano. In questo caso, ne parla anche Roberto Petrini su Repubblica, si stima un costo totale per il programma M5S-Lega che può arrivare anche a 125,7 miliardi di euro. In questo caso il costo per la flat tax sale a 50 miliardi. Per l’eliminazione delle accise sulla benzina vengono indicati 6 miliardi, poi 8,1 miliardi per la riforma previdenziale e altri 5 miliardi per l’agevolazione per l’uscita dal lavoro di categorie finora escluse. Vengono poi indicati 6 miliardi per gli investimenti, 200 milioni per assunzioni per la polizia penitenziaria, 200 milioni per assunzioni per le forze dell’ordine e 1,8 miliardi per l’innalzamento dell’indennità civile.

 

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Solo 500 milioni di coperture

Ma Cottarelli e l’Osservatorio della Cattolica mettono in evidenza anche le coperture limitate. Quelle identificabili nel programma di Movimento 5 Stelle e Lega sarebbero pari a soli 500 milioni: precisamente 200 milioni per la riduzione del numero dei parlamentari e per il taglio dei vitalizi, 100 milioni per il taglio alle pensioni d’oro e 200 milioni per la riduzione delle missioni internazionali. Una delle ipotesi circolata in questi giorni come soluzione per ottenere risorse è quella del condono: una ‘pace fiscale’ di cui però nell’ultima bozza del programma di M5S e Lega rimane solo il principio. Inizialmente era stata indicata un aliquota al 10% per chiudere definitivamente il conto con il passato. In teoria potrebbe valere anche oltre 30 miliardi. Ma quando si parla di condoni quasi sempre le entrate sono molto più basse di quelle attese. E si tratta comunque di una misura una tantum.

(Foto di copertina: Matteo Salvini e Luigi Di Maio al tavolo della trattativa sul contratto di governo, fermo immagine di un video diffuso dal Movimento 5 Stelle)