Il braccio di ferro M5S-Lega con l’Europa ricorda quello (finito male) della Grecia

di Gianmichele Laino | 17/05/2018

M5S-Lega contro Europa

C’è una proposta sul tavolo M5S-Lega per la formulazione del nuovo programma di governo che ha fatto discutere più delle altre. Si tratta della possibilità di richiedere alla Banca Centrale Europea di «congelare» circa 250 miliardi di debito attraverso la cancellazione dei Btp che sono stati acquistati all’epoca del famoso bazooka di Mario Draghi. La presenza di questi Btp in pancia alla Bce rappresenta una garanzia notevole per l’economia italiana: sfidarla significherebbe entrare in una sorta di spirale di non ritorno.

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M5S-Lega contro Europa, il dejà-vu della crisi in Grecia

Proposte simili di superamento del debito attraverso questo tipo di soluzione vennero fatte anche ai tempi della crisi greca del 2015. In quelle circostanze, il premier Alexis Tsipras arrivò, in maniera decisamente combattiva, a chiedere di rinegoziare la presenza della Grecia nella moneta unica. Prospettiva che è stata affrontata – lo dimostra la prima bozza del programma M5S-Lega circolata tra gli organi di stampa nella giornata di ieri – anche da Di Maio e da Salvini, salvo poi sparire dalle successive rielaborazioni dell’accordo politico.

Anche in altre circostanze e con scopi diversi, Francia e Germania avevano fatto pressioni sulla Bce per rivedere alcuni aspetti della sua policy. I transalpini chiesero a Mario Draghi di indebolire l’euro, la cancelliera Angela Merkel chiese alla Bce di uscire dal programma di misure finanziarie straordinarie per i Paesi europei. E, pur essendo più ragionevoli e sostenibili queste richieste, Mario Draghi si è sempre dimostrato restio ad attuarle, chiudendo qualsiasi spiraglio sul tema.

M5S-Lega contro Europa, lo stupore di Alexis Tsipras

Le idee di Di Maio e Salvini nei confronti dell’economia europea, comunque, restano più simili a quelle della «Grecia rivoluzionaria», rispedite al mittente dalle reazioni negative dei mercati e dalla fuga dei depositi. Il risultato fu quello di tornare nuovamente al tavolo di Bruxelles a chiedere nuovi aiuti e a sottoporsi a condizioni ancora più dure rispetto a quelle proposte inizialmente.

Forse è da leggersi anche in quest’ottica la reazione sorpresa di Alexis Tsipras alla situazione che si sta sviluppando in questi giorni al tavolo delle trattative tra M5S e Lega. All’inizio della cena informale tra i 28 leader dell’Unione Europea, il numero uno di Syriza era tra i più preoccupati tra quelli che hanno chiesto a Paolo Gentiloni di sintetizzare gli scopi di Salvini e Di Maio. La paura di una nuova crisi greca in «salsa italiana» – con risvolti ben più corposi sull’economia dell’Eurozona – si tocca con mano.

(Credit Image: © Jin Yu/Xinhua via ZUMA Wire)