La smentita di M5S e Lega sull’addio all’euro peggiora il contratto di governo

di Andrea Mollica | 16/05/2018

euro

M5S  e Lega hanno smentito dopo poco tempo la bozza del contratto di governo in cui avevano aperto alla fuoriuscita dall’euro. «Il contratto di governo pubblicato dall’Huffington Post è una versione vecchia che èstata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico. La versione attuale, dunque, non corrisponde a quella pubblicata. Molti contenuti sono radicalmente cambiati. Sull’euro, ad esempio, le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica. La versione pubblicata, dunque, non è fedele a quella attuale», hanno scritto Movimento 5 Stelle e Lega in una nota congiunta per smorzare lo scoop fatto dai colleghi di Huffington Post, a cui vanno i nostri complimenti.

 

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La smentita all’uscita dall’euro di M5S e Lega

La smentita appare così imbarazzante da essere una toppa peggio del buco, citando un famoso detto che potrebbe anche piacere ai populisti. M5S e Lega non smentiscono la richiesta di cancellare i 250 miliardi di titoli di debito pubblico che la Bce ha acquisito grazie al QE. A esser onesti è questa la vera follia, visto che in realtà il grosso della perdita sarebbe subito dalla Banca d’Italia. Una delle regole chiave dell’extended asset purchase programme, il nome del Quantitative Easing della Banca centrale europea, è rappresentato dal fatto che la Bce copra solo il 20% del rischio sulla eventuale perdita dei titoli acquistati dalle banche centrali. Non si vede come imporre una perdita così gravosa al bilancio di Banca d’Italia possa aiutare la nostra economia, a esser onesti, al di là della completa infattibilità della proposta, che contravviene ai Trattati europei.

Ma oltre alle perplessità economiche e finanziarie, la smentita di ieri sera sull’euro evidenzia una inaffidabilità completa del M5S sul tema. Luigi Di Maio aveva dichiarato dopo la prima consultazione con il presidente della Repubblica che i Cinque Stelle avrebbero garantito sugli impegni internazionali dell’Italia in qualsiasi futuro governo, ribadendo la permanenza nell’euro come un punto centrale per ogni impegno del M5S. Per finalizzare un accordo con Salvini, sempre più difficile, Di Maio ha ceduto sul punto della permanenza dell’Italia sull’euro, probabilmente per avere più chance di arrivare alla presidenza del Consiglio.

Cosa dicono M5S e Lega sull’uscita dall’euro nel contratto di governo

Nel contratto di governo è scritto come si vogliano introdurre specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica che consentano a singoli Stati di uscire dall’euro e recuperare la propria sovranità monetaria, o di restarne fuori attraverso una clausola di opt-out (rinuncia, ndr) permanente per avviare un percorso condiviso di uscita concordata in caso di chiara volontà popolare. Una simile proposta, oggettivamente vaga e innocua visto che per modificare i Trattati europei serve una unanimità che sul punto non verrebbe mai raggiunta a breve e medio termine, è stata derubricata come “contentino” per non far perdere la faccia a Salvini, e ai suoi economisti Borghi e Bagnai.

Una dimostrazione plastica di come la credibilità e l’autorevolezza del futuro governo sia stata sacrificata a costo di raggiungere una intesa a ogni costo, per poi smentirla pochi minuti dopo visti i timori di contraccolpi troppo negativi. M5S e Lega non sono partiti pericolosi o antisistema, ma mostrano di non aver compreso cosa significhi governare. Avere i big like su Facebook e confrontarsi con la realtà è molto diverso, e la consapevolezza di dover superare la fase dei ‘cazzari’, come Travaglio chiama Salvini, non sembra esser ancora arrivata. Oltre alla conferma, per citare proprio il leader della Lega, che non esistano modi e idee per far sì che le proposte come flat tax o reddito di cittadinanza non siano null’altro che un elenco da libro dei sogni.

(Foto di copertina da archivio Ansa)