Contratto di governo, cosa hanno deciso finora M5S e Lega

di Redazione | 14/05/2018

contratto di governo

Manca ancora il nome del premier ma le trattative tra M5S e Lega per un nuovo governo politico hanno prodotto un’intesa su molti punti di programma. Il contratto sul quale si confrontano il Movimento 5 Stelle e il Carroccio sulle due questioni chiave della campagna elettorale dei due partiti: rispettivamente reddito di cittadinanza e flat tax.

Contratto di governo di M5S e Lega, punti di accordo e disaccordo sul programma

Sul sussidio per disoccupati l’accordo è stato chiuso sull’assegno da 780 euro e la possibilità di rifiutare fino a tre proposte di lavoro, così come indicato nel piano dei pentastellati e in particolare nel disegno di legge presentato la scorsa legislatura in Parlamento. I leghisti ai tavoli tecnici avrebbero chiesto anche l’introduzione di un limite temporale di due anni, ma il vincolo è saltato nel corso delle riunioni di ieri. Il reddito di cittadinanza dovrebbe comunque essere introdotto dopo la riforma dei centri per l’impiego, che potrebbe essere attuata nel 2019. Quindi i nuovi assegni potrebbero slittare al 2020.

Per quanto riguarda la flat tax, una delle idee principali messe in campo dal Carroccio in campagna elettorale, le aliquote sarebbero due (o forse tre) e non una sola. Non si tratterebbe quindi di una vera e propria tassa piatta. Inoltre le percentuali potrebbero comunque non essere esplicitamente indicate nel contratto di governo. Si parla comunque di una aliquota al 15% per i redditi fino a 80mila euro annui e del 20% per i redditi più alti, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta.

Tra Movimento 5 Stelle e Lega c’è poi un’intesa solida sulle pensioni. La legge Fornero dovrebbe essere riscritta con l’indicazione di due modalità per andare in pensione. L’ipotesi è quella di consentire l’uscita dal lavoro per chi raggiunge quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contributi versati, con un minimo di 64 anni di età e 35 anni di contributi. Ci sarebbe poi una quota 41 di anzianità contributiva a prescindere dall’età. M5S e leghisti stimano un costo di 5 miliardi di euro l’anno per la loro revisione della riforma approvata nel 2011, ma secondo altri il conto sarebbe molto più salato e potrebbe raggiungere i 20 miliardi. Non dovrebbe essere indicato nel contratto di governo alcuna indicazione sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, se bloccarlo o meno.

Sul lavoro un’intesa è stata trovata sull’introduzione del salario minimo orario.

Per quanto riguarda la politica estera viene confermata l’appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, e quindi degli Stati Uniti come alleato privilegiato. Si parla però anche della Russia come partner economico e commerciale al quale andrebbero ritirate le sanzioni. Ci dovrebbe essere poi una chiara indicazione sulla rinegoziazione dei trattati con l’Ue, di cui ha parlato anche Matteo Salvini in questi giorni a margine delle riunioni. Nel contratto è probabile un riferimento alla modifica della governance europea o anche all’introduzione di procedure per gli Stati membri di recedere dall’Unione monetaria.

In materia giustizia dovrebbero pesare molto le posizioni della Lega. Ci sarebbe un inasprimento delle pene per gravi delitti con una revisione del rito abbreviato. Nel contratto dovrebbe finire anche la legittima difesa domiciliare. Le pene dovrebbero essere inasprite anche per i grandi evasori.

Sulle riforme si parla di riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori, vincolo di mandato, e referendum senza quorum.

Non mancano i punti di disaccordo. L’intesa per un contratto di governo tra M5S e Lega è più complicata su opere pubblica, sicurezza e migranti. Per quanto riguarda l’immigrazione nelle bozze di programma finora circolate si parla di superamento del regolamento di Dublino, di una più rapida valutazione delle richieste di protezione internazionale da parte degli stranieri. Sono questioni care alla Lega. Per quanto concerne invece le opere pubbliche non vengono indicate né Tap, Tav o varianti autostradali.

(Foto: i delegati di M5S e Lega a lavoro sul contratto di governo seduti al tavolo in una sala del Pirellone, il palazzo della Regione Lombardia a Milano. Immagine dal profilo Twitter di Salvini)