Alessandro Di Battista definisce un traditore della Patria chi vota la fiducia al governo neutrale

di Redazione | 08/05/2018

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista è stato l’esponente politico che ha utilizzato i toni più duri nel respingere la proposta di Sergio Mattarella di sostenere un governo neutrale, che riporti l’Italia al voto in tempi più ragionevoli rispetto all’estate o al primo autunno, e possa eventualmente approvare una manovra di bilancio capace di evitare gli aumenti dell’Iva.

Alessandro Di Battista definisce un traditore della Patria chi vota la fiducia al governo neutrale

Per l’ex parlamentare M5S chi voterà la fiducia al governo neutrale sarà un traditore della Patria. «Lo chiamano “governo neutrale”, “governo del Presidente”, “governo di tregua” etc, etc ma si tratterebbe sempre e comunque di un governo tecnico: un governo composto da personaggi non passati per le elezioni che, chiaramente, non avendo nessun rapporto con i cittadini fuori dalle Istituzioni, sarebbero in grado di compiere scelte dolorose come già avvenuto in passato. Chi, dopo aver detto NO al Movimento 5 Stelle voterà la fiducia ad un governo tecnico è semplicemente un traditore della Patria. In un Paese che intende ancora mostrarsi minimamente democratico le opzioni sono due: o un governo portato avanti da chi ha vinto le elezioni o nuove votazioni il prima possibile. Bivaccare è ignobile!».

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Nel post di Di Battista ci sono almeno due bugie. La prima è che ministri tecnici siano di per sè peggiori perché non hanno rapporti con i cittadini fuori dalle istituzioni e di conseguenza siano portati a compiere scelte dolorose. La frase non ha senso, e si basa semplicemente sul ricordo negativo del governo Monti conservato dalla maggior parte dell’elettorato italiano. Non c’è inoltre alcun legame automatico tra la provenienza esterna alla politica, e il tipo di decisioni prese, come mostrano spesso anche le giunte del M5S, composte a Roma o Torino, per citare alcuni esempi noti, da assessori esterni. Senza contare che lo stesso Di Maio, in campagna elettorale, aveva presentato sostanzialmente un governo tecnico, formato prevalentemente da docenti.

 

Di Battista
Alessandro Di Battista durante il comizio del M5S a Campobasso per le regionali di domenica, 20 aprile 2018.
ANSA/NICOLA LANESE

Un’altra bugia è la sottolineatura del governo che deve essere portato avanti da chi ha vinto le elezioni. Non è facile capire chi abbia vinto le elezioni del 4 marzo, visto che né centrodestra né M5S sono vicini, neppure lontanamente, alla maggioranza dei seggi alla Camera dei Deputati come al Senato della Repubblica. Come ricorda l’articolo 1 della nostra Costituzione, la sovranità popolare si esercita attraverso le forme e i limiti della Carta. I governi non nascono direttamente dalle elezioni, come sostiene Di Battista – quello accade nei sistemi presidenziali – ma attraverso il voto di fiducia  dei parlamentari. Per questo è falso definire tradimento della Patria chi forma o vota un governo nel pieno rispetto della Costituzione come ha fatto Di Battista su Facebook.