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Il Parlamento fermo ma ci è costato già 12 milioni di stipendi e rimborsi

Lo stallo della politica ferma la Camera e il Senato. Il Parlamento è immobile. Non si riunisce. Ma continua a costare: dal 23 marzo, data di inizio della nuova legislatura, deputati e senatori hanno lavorato solo una decina di ore incassando quasi 12 milioni di euro. È il calcolo effettuato dal quotidiano Il Giornale, esposto oggi in un articolo a firma di Silvia Cocuzza. In sei settimane a Palazzo Madama e Montecitorio (precisamente in 43 giorni) ci sono state nelle due Camere rispettivamente 6 e 7 sedute, con ampi periodi di ferie, nessuna riunione dell’assemblea dal 18 aprile al 7 maggio, ma sono stati ovviamente versati i soldi che i parlamentari percepiscono a titolo di indennità, diaria e rimborso spese.

 

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Quanto ci costa il Parlamento fermo, 12mila euro al mese per 945 deputati e senatori

Il calcolo sommario, senza indennità di funzione, è semplice: circa 12mila euro al mese complessivi ottenuti da 945 tra deputati e senatori. Per quanto riguarda i membri della Camera viene indicata un’indennità netta di circa 5mila euro, una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno di 3.503,11 euro, di un rimborso spese per l’esercizio del mandato di 3.690 euro, e di una cifra tra i 3.323,70 e i 3.995,10 euro per il rimborso di spese di trasporto e viaggio. Per i membri del Senato invece vengono indicati: circa 5mila euro netti di stipendio, 3.500 euro per la diaria, 1.650 di rimborso forfetario e 2.090 per l’esercizio del mandato. Il Giornale parla di «lunga vacanza retribuita».

(Foto da archivio Ansa: una panoramica dell’Aula della Camera dei Deputati del 23 marzo. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)