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Il forno non era chiuso. Di Maio riapre a Salvini

Il forno, in realtà, non era stato chiuso definitivamente. Il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha riaperto il dialogo con il leader della Lega Matteo Salvini per verificare se ci sono margini di intesa per la formazione di una maggioranza di governo. È quanto rivelano oggi tutti i principali quotidiani italiani che fanno il punto sulle trattative dei partiti. Durante le consultazioni del presidente della Camera Roberto Fico, il 24 aprile, la delegazione dei 5 Stelle aveva comunicato: «È chiaro che un governo del centrodestra non è più un’ipotesi percorribile». Ora lo stesso Di Maio si sarebbe detto disponibile a cedere sulla presidenza del Consiglio, compiendo un passo di lato, ma mantenendo il veto su Forza Italia e Berlusconi.

Il passo di lato di Di Maio: riapre a Salvini e si dice disposto a rinunciare alla premiership

Come riporta Repubblica in un articolo a firma di Carmelo Lopapa il leader M5S avrebbe espresso la sua posizione nel corso di alcune telefonate con Salvini nelle ultime 24 ore:

Il capo politico dei 5 stelle si dice ora pronto a sostenere anche il governo a termine lanciato due giorni fa dal leghista, concordando con lui un premier “terzo”, una figura anche esterna ai partiti, e un programma in pochi punti che potrebbe essere quello già abbozzato: stop all’aumento dell’Iva e ai tagli Ue, stretta sull’immigrazione e superamento della Fornero. Ma con una sola, inamovibile – e determinante – condizione: anche da questo governo di scopo, destinato a portare al voto nei primi del 2019, Silvio Berlusconi e i suoi dovrebbero restare fuori. Al massimo, concedere loro il sostegno esterno del quale si era già parlato nelle consultazioni condotte dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

La nuova linea di Di Maio non sembra comunque aver sbloccato lo stallo, perché Berlusconi continua a considerare incomprensibile il veto del M5S su Forza Italia e Salvini non ha intenzione di spaccare il centrodestra che alle elezioni è arrivato al 37% dei voti e che riconosce la leadership proprio alla sua Lega: presentarsi alle elezioni nel 2019 con una coalizione divisa sarebbe un favore per i pentastellati.

I veti del M5S: no a Berlusconi e a governi di tregua o tecnici

Sul Corriere della Sera in un articolo di Emanuele Buzzi si spiega che Salvini avrebbe proposto a Di Maio una sorta di governo tecnico, ma il Movimento non è intenzionato ad accettare una simile soluzione. I governi di tregua e non politici continuano a non essere contemplati dai pentastellati. Ilario Lombardo sulla Stampa, parlando della possibile rinuncia alla premiership di Di maio, sostiene che il leader M5S sarebbe anche disposto a lasciare l’incarico al Carroccio e allo stesso Salvini in cambio di un ministero per realizzare il reddito di cittadinanza.

(Foto: Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Fonte: archivio Ansa)