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Milano, ragazzo aggredito con pugni e insulti perché gay e indossa una giacca rosa

Aggredito con pugni e insulti perché è gay e indossa una giacca rosa. È la terribile esperienza vissuta da un volontario attivista dell’Arcigay di Milano, avvicinato e colpito da un gruppo di sei minorenni alcuni giorni fa, il 30 aprile, nei pressi di piazzale Segesta, in zona San Siro. L’accaduto è stato denunciato dall’Arcigay del capoluogo lombardo spiegando che alla vittima, 18enne, è stato intimato di non farsi vedere più nella zona, pena maggiori ripercussioni. All’arrivo della Polizia, gli agenti non sono riusciti a rintracciare gli aggressori e il ragazzo ha quindi presentato denuncia in Questura.

Milano, attivista Arcigay aggredito con pugni e insulti

Il diciottenne sarebbe stato prima spintonato e poi insultato, per il fatto che indossava una giacca rosa. In seguito gli aggressori ai gesti violenti hanno aggiunto anche sputi e parole oltraggiose, riportate nella denuncia. Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, ha dichiarato: «Le aggressioni omofobiche in Italia stanno diventando una sorta di bollettino di guerra quotidiano». «Trasmettiamo innanzitutto la nostra vicinanza e il nostro sostegno al giovane aggredito – ha affermato – ma soprattutto richiamiamo la politica ad un’assunzione di responsabilità ormai urgente. Nelle ultime settimane abbiamo perso il conto dei fatti violenti ai danni di persone omosessuali che la cronaca ha riportato. Nel nostro Paese la violenza, in particolare quella omofobica e di genere, è ormai un fenomeno fuori controllo».

I messaggi di solidarietà

Ad esprimere solidarietà al ragazzo aggredito a Milano anche il mondo della politica. Il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati parla di «violenza ingiustificabile e intollerabile che ci insegna come, anche in una città quale Milano che vuole essere sensibile e rispettosa delle differenze di ognuno, non si può e non si deve abbassare la guardia rispetto a episodi che nascono dall’odio omofobico». La consigliera regionale del M5S Monica Forte intanto: «Oltre ad esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alla vittima, vogliamo sottolineare la necessità che la cultura del rispetto e della non discriminazione torni ad essere al centro delle politiche delle istituzioni. Da questo punto di vista la decisione della Giunta Fontana di non patrocinare il Milano Pride non aiuta a creare un clima di vicinanza e accoglienza per tutte e tutti. Per parte nostra lavoreremo perché la Lombardia diventi un faro per le pari opportunità e la lotta alle discriminazioni».

(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit immagine: Anton Velikzhanin via ZUMA Wire)

TAG: Omofobia