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Massimo Dell’Orso, sfollato dopo il sisma di Macerata, si è suicidato

Non ce l’ha fatta. Il terremoto gli aveva portato via tutto, i suoi B&B e la forza di reagire, reagire nonostante tutto. Nonostante i ritardi negli aiuti che lo avrebbero riportato a una vita e un lavoro più dignitoso. Massimo Dell’Orso, 56enne di Castelsantangelo sul Nera (Macerata), ex titolare di tre bed & breakfast danneggiati dal sisma e in attesa di realizzazione delle nuove strutture delocalizzate, si è suicidato. Si è gettato dalla finestra dell’appartamento al terzo di un palazzo ad Alba Adriatica (Teramo) dove viveva da sfollato con la moglie. Lo ha fatto ieri, 1 maggio.

Dell’Orso era molto stimato e conosciuto tra la comunità per la sua importante dedizione nel recupero
di animali selvatici per il Parco dei Sibillini. Tutti conoscevano la sua storia. E le sue preoccupazioni. L’uomo, con la moglie, aveva rinunciato alla soluzione abitativa d’emergenza e dunque al contributo di autonoma sistemazione, in attesa del via libera alla delocalizzazione della propria attività ricettiva situata a Vallinfante. Le nuove strutture dovrebbero sorgere infatti in località le nuove strutture sarebbero state realizzate in località Gualdo di Castelsantangelo sul Nera. Ma ci sono ancora pesanti ritardi.

Si sperava che i bed&breakfast potessero essere realizzati nel giro di poco tempo – riferisce il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci – ma i tempi sono molto lunghi. Siamo sotto shock, nessun poteva aspettarsi una cosa del genere. E’ l’ennesimo dramma nel dramma. Difficile spiegare le ragioni di un gesto simile. Il terremoto? Ci fa soffrire tutti, l’abbiamo in testa e ognuno reagisce in un modo diverso“. Il sindaco ha espresso “a nome di tutta la comunità profondo cordoglio e vicinanza alla moglie. Non ci sono altre parole“.

Dell’Orso aveva problemi fisici, al ginocchio e alla schiena. La situazione non era delle migliori. La racconta la moglie, Stefania Servili, a Cronache Maceratesi. Proprio per ottenere la delocalizzazione la coppia aveva rinunciato alla Sae. Rinunciando alla Sae si rinuncia di conseguenza anche alla autonoma sistemazione e all’albergo. La coppia fino a Pasqua era rimasta in albergo, poi con la rinuncia si era sistemata a proprie spese ad Alba Adriatica. Tra 15 giorni, spiega la moglie, i due sarebbero dovuti andare a vivere in una roulotte. Stefania spiega che “il sisma non è la causa principale ma ha contribuito” alla disperazione di Massimo.

(foto dalla pagina Fb di Massimo)