Alessandra Mussolini attacca il sindaco di Macerata per la pignatta col fantoccio del Duce

di Andrea Mollica | 28/04/2018

Alessandra Mussolini

Alesssandra Mussolini si è recata a Macerata per attaccare il sindaco e l’amministrazione della città marchigiana per la pignatta col fantoccio del Duce rievocativa di piazzale Loreto organizzata dal collettivo Antifa Macerata.

Alessandra Mussolini attacca il sindaco di Macerata per la pignatta col fantoccio del Duce | VIDEO

 

L’europarlamentare di Forza Italia ha portato una scatola di vermi per consegnarli all’assessore Stefania Monteverde, che su Facebook in occasione del 25 aprile aveva rimarcato di essere contenta che i bambini vedessero una mobilitazione dell’Italia democratica e antirazzista.

 

Alessandra Mussolini
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“Spacca la testa al pupazzo raffigurante Mussolini appeso a testa in giù e vinci le caramelle”. L’invito choc ai bambini armati di bastone è arrivato ieri, come riportano alcuni media locali, in piazza Battisti a Macerata nel giorno delle celebrazioni per la Liberazione del 25 aprile, per iniziativa del Collettivo Antifà. Da un lato c’erano tappetini stesi per un’esibizione sportiva, dall’altro una specie di rievocazione di Piazzale Loreto ma con protagonisti dei bimbi che al posto di una pignatta dovevano colpire la testa del fantoccio raffigurante il Duce appeso a testa in giù.
FACEBOOK ANTIFA MACERATA

Alessandra Mussolini però non ha capito, come tutti quelli che stanno insultando Stefania Monteverde o il sindaco Romano Carancini su Facebook, che l’assessore di Macerata non si riferisse al fantoccio di Benito Mussolini rievocativo dell’oltraggio al suo cadavere, bensì alle foto della piazza del 25 aprile.

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L’ANPI di Macerata così come il sindaco hanno censurato l’iniziativa del collettivo Antifa, che ha rivendicato di essere stato l’unico organizzatore della pignatta che regalava caramelle ai bambini che colpivano il fantoccio raffigurante il Duce a testa in giù. Alessandra Mussolini però non si è curata della verità, e ha aggredito verbalmente il sindaco Carancini, urlando di pretendere le scuse per la sua famiglia offesa dal gesto. Una richiesta insensata, come la richiesta di dimissioni dell’assessore Stefania Monteverde, accusata per un’incomprensione del suo post su Facebook.