grande fratello gay
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Oh guarda ci sono tre omosessuali al Grande Fratello!

Ci siamo. Stasera parte l’edizione del Grande Fratello 15. Oltre ai rumors sui concorrenti vip che hanno scatenato diverse polemiche c’è anche la grande novità: tre persone dal mondo LGBT tra i partecipanti, due ragazzi e una ragazza.

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Barbara D’Urso, intervistata per Gay.it da Alessio Poeta, ha annunciato la presenza di due ragazzi gay e una ragazza lesbica all’interno della Casa del Grande Fratello.

Dove c’è d’Urso, c’è gay. Dobbiamo aspettarci esponenti della comunità lgbt all’interno del GF?

Essendo così amica del mondo omosessuale, vuoi che la d’Urso non porti la componente omosessuale nella casa più spiata d’Italia? Al di là di Cristiano, ci saranno delle belle sorprese! (Tre persone appartenenti al mondo gay: due uomini e una donna, ndr)

Ok ci sta che un sito di riferimento del mondo LGBT faccia questa domanda alla conduttrice. Ci sta un po’ meno però questa sensazione che girella sui social da “guardateeeee abbiamo portato i gay al Grande Fratello“.

Primo: perché non è la prima volta che un personaggio non eterosessuale varca la porta rossa. Quindi non è proprio una novità.

Secondo: perché in una società evoluta quale quella italiana ci dovrebbe stare un bel embè?  E invece quell’embè pare proprio non esserci.

Terzo: esser gay, lesbica, così come esser uomo, donna, musulmano, cristiano, ateo non dovrebbe funzionare come una quota “panda”.

No, perché è la normalità. È normale che la mamma della compagnetta di scuola di mia figlia mandi avanti una famiglia intera con la sua compagna. È normale che il fratello di una mia carissima amica si voglia sposare questa estate perché finalmente può farlo e perché gli serve consolidare questa relazione. È già normale che la mia parrucchiera stia cercando ancora la ragazza ideale e che il mio avvocato abbia rotto con il suo ex.

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Le scelte di queste persone, perché di persone si parla, non di quote, sono dentro il nostro quotidiano, i nostri affetti. E sarebbe una grande vittoria non stupirsi. Non parlarne come un trofeo. Perché credetemi non è una novità grandissima, un atto rivoluzionario nel grande bigotto stivale. È già una cosa dannatamente quotidiana. Per questo migliaia di persone sono scese in piazza per le unioni civili. Perché la legislazione del nostro paese era incredibilmente indietro (ora non è alla pari, ma dei passi sono stati fatti) nei confronti di quella che è la nostra attuale società.

Il Grande Fratello ha una sfida. Raccontare la normalità: non la “grande novità da noi che siamo grandi amici dei gay“.

Come? Iniziando a non ghettizzare le persone in macchiette televisive, evitando di renderli solo  personaggi satirici, comici. Come se fossero delle maschere. Non sono maschere, sono persone.

Poi, per carità Cristiano Malgioglio è libero di fare quel che crede: può fare il balletto, la battuta, la gag. Ma deve esser raccontato anche altro. Lo spero.

Altrimenti in tv andrà in onda il classico show con paillettes e coretti. Quello da film anni ’80, ’90, dove i gay sono tanto “nostri amici” e ci “fanno un sacco ridere”. E basta.

Se non si racconterà altro, in altro modo il lavoro di persone come Stefano Campagna e tanti altri non avrà alcun senso.

Quello che dovrebbe esser lo scopo di un reality è non aggiungere finzione alcuna. Il primo passo non è stato ottimo. Speriamo nel secondo.

(foto Ansa /Peri)