alfio bardolla
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Alfio Bardolla e la convention sulla Finanza (e libertà) personale

In fila a Parma, pagando l’iscrizione, prenotandosi da mesi. Oltre 2 mila persone stanno partecipando (dal 13 al 15 aprile) a Wake Up Call, evento di Finanza Personale più grande d’Europa. A organizzarlo Alfio Bardolla, imprenditore e financial Coach e la sua società di trading. Come autore Bardolla ha all’attivo vari libri. Il primo è “I soldi fanno la felicità”, edito da Mondadori Sperling & Kupfer e l’ultimo “First Class”. Gli ospiti della convention sono svariati. Dallo storico d’economia Robert Allen a Paolo Ruffini fino a John Peter Sloan.
Ma cosa si insegna a Parma? Come migliorare la Finanza Personale. «La finanza personale – spiega Bardolla contattato da Gionalettismo – è una materia prettamente americana che si basa sulla finanza dell’individuo. Dove è che hai imparato a guadagnare, gestire e proteggere i soldi, le cosidette tre fasi. Se hai avuto la fortuna di avere dei genitori ricchi te lo hanno insegnato loro. Se invece hai avuto una famiglia come la mia, con papà capostazione e mamma casalinga purtroppo quello che tu impari è il modello di produzione e gestione di quei soldi così». Così come il denaro ha delle regole precise anche la finanza ha delle regole specifiche. «Se tu riesci a seguire queste regole, come nel golf, nel tennis – spiega – quello che ottieni è la libertà finanziaria».

Libertà finanziaria?

Vuol dire esser in grado di smettere di barattare tempo per soldi per aver quelle che sono entrate automatiche, cioè soldi che automaticamente fluiscono senza che tu possa spendere il tuo tempo. Reddito da immobili, trading, dai dividendi, da una serie di attività che devi cercare di fare nella tua vita.

In realtà si tratta di un concetto già speso similarmente in politica. Ad esempio Beppe Grillo, nei suoi lunghi interventi, parla di macchine che lavoreranno al posto delle persone, di felicità legata a un minore spreco di tempo per avere comunque denaro. Questa la ritieni una utopia?

No non lo ritengo utopistico. Lo ritengo un futuro verso cui andiamo. Le macchine sostituiranno il 70 per cento del lavoro umano. Ci sarà un problema etico e morale per capire dove andranno e che faranno tutte queste persone. Quale tipo di altro lavoro faranno. Nella storia ogni volta che c’è una nuova rivoluzione, un nuovo paradigma l’essere umano si adatta e migliora la sua condizione. C’è la famosa frase di Ford “Se avessi chiesto ai miei clienti cosa avessero voluto, la loro risposta sarebbe stata: cavalli più veloci”. C’è sempre un passaggio: dal cavallo alla macchina, dal terziario fino all’intelligenza artificiale. Giusto un po’ di tempo fa, per un problema alla carta di credito stavo chattando con l’assistenza. Mi ha risposto un bot, non un essere umano. In un’epoca come la nostra, la migliore per guadagnare denaro…

Aspetti. In realtà affermano molti che è un’epoca difficile. In cui c’è crisi…

Le spiego perché c’è la crisi. Sanno tutti che una cosa va fatta però si continua a dire “la faremo, la faremo” e alla fine si pagano le conseguenze. Come la prova bikini. Sta arrivando l’estate, so che mi devo mettere in forma per la prova costume però continuo a mangiare e strafogarmi. Arriva giugno e luglio e sono in crisi. Cosa è successo nella nostra economia? Abbiamo continuato a produrre reddito come abbiamo sempre fatto. Ma l’Italia non è un paese che può combattere contro il prezzo basso della manodopera e la robotizzazione dei processi produttivi. Le persone sono state geolocalizzate diversamente oppure disintermediate. Prendiamo un esempio: le agenzie di viaggi. Oggi le agenzie di viaggio sono molte meno. Perché è un lavoro che è stato disintermediato da Internet. Non è che c’è crisi. C’è crisi in alcuni settori. Se io voglio fare l’operaio è un problema. Non se voglio fare il programmatore di blockchain. In questo momento c’è molta richiesta per questa figura. Le persone risolvono i problemi attuali sul lavoro. In un uno contro tutti in un programma Rai mi sono trovato davanti una signora in cassaintegrazione. “Io ho la terza media – spiegava – non ho altri soldi per andare avanti”. Il fatto che questa signora a 40 anni non ha più un lavoro perché non si è adeguata al mercato del lavoro. E l’Italia che non ha saputo fornirle i migliori strumenti per adeguarsi. Noi stessi ci siamo quotati in Borsa (Alfio Bardolla Training Group ndr), siamo stati tra le migliori società quotate nel 2017. abbiamo bisogno di 200, 300 persone. Facciamo fatica a trovarle. Perché non cerchiamo nel settore manifatturiero, ad esempio.

Perdoni il paragone. Esistono completi da uomo fatti in serie a basso costo e poi l’abito sartoriale, di qualità.

Sono assolutamente d’accordo. Ma più si va verso questo concetto e più quella signora che a mano fa la camicia, ci mette cura e la vende a 400 euro verrà sostituita da un robot in Olanda che fa le camicie che sembrano fatte da un sarto napoletano. Il mondo è che cambiato. Si è passati da esser intelligenti sui libri, il cosiddetto “books smart” a “script smart” cioè divento intelligente perché seguo qualcuno del settore fino al “smart” perché seguo nuove tecnologie, sono bravo con la I.A, blockchain e via dicendo.

Queste persone si prenotano mesi prima, pagano anche mille euro per seguire queste convention. Che cosa chiedono? Che tipologia di persone sono?

Sono al 70 per cento persone di sesso maschile. Di cultura medio elevata, con un ottimo grado di scolarizzazione, in genere laureati e con una buona disponibilità di soldi. Ad esempio il manager, di 40 anni, che lavora come un matto non guadagna come merita e si chiede come può riorganizzare la sua vita. Le persone cercano soprattutto la libertà. Le faccio un esempio: la direttrice di banca che stava per diventare mamma. Abita un’ora di macchina dalla sede. Questa signora ha cominciato a fare trading, adesso genera soldi stando a casa e vede la figlia crescere. Non sono persone che cercano “la Ferrari”. Ci sono anche quelle, diciamolo ma il nostro cliente tipo ha 35/50 anni che vuole esser libero finanziarmente.

Voglio esser cattiva. Ma le persone che hanno un immobile in eredità, decidono di affittarlo e vivono con un lavoro leggero guadagnando da quel reddito non sono già una base di libertà finanziaria?

Sì, ma aggiungiamo un pezzettino. Posso usare quell’immobile per fare un debito. Quindi affitto quella casa, col debito ci copro un altro immobile e alla fine ho due immobili. Questo vuol dire finanza personale. Ci sono debito buoni e cattivi. I debiti buoni producono soldi e i quelli cattivi li consumano. Se io faccio il debito per farmi una vacanza non sto facendo qualcosa di intelligente. Se faccio un debito comprando una casa che fa più soldi rispetto al mutuo che ho quello è un debito buono. Molto spesso le persone hanno paura a fare debiti. Quello che succhia soldi nelle proprie tasche non fa bene. Noi offriamo tre tipi di percorsi, uno immobiliare, uno sul trading in borsa e un percorso sulla creazione e sullo sviluppo di aziende.

(* Bardolla è laureato in Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative presso l’Università Cattolica di Milano.
Toccato personalmente da una crisi aziendale che comportò anche il pignoramento dell’abitazione di famiglia, Bardolla approfondì i temi della creazione, gestione e protezione della ricchezza. In poco più di vent’anni Bardolla ha creato trenta aziende operanti in svariati settori: dall’immobiliare alle energie rinnovabili, dalla consulenza aziendale all’unica catena italiana di caffetterie in stile americano, Arnold Coffee, presente con 9 punti vendita sul territorio italiano e in rapida espansione. Nel 2005 fonda la prima società di formazione finanziaria, la Alfio Bardolla Training Group, che conta oggi 70 collaboratori. Il 28 luglio del 2017 quota Alfio Bardolla Training Group al mercato AIM di Milano. Dal 2005 a oggi, oltre 30.000 persone hanno frequentato i corsi di psicologia del denaro e di investimento in immobili, trading e sulla creazione di
business della Alfio Bardolla Training Group)