Roma-Liverpool, amarcord Champions: dall’infortunio di Pruzzo al rigore di Bruno Conti

di Gianmichele Laino | 13/04/2018

Roma-Liverpool

L’urna di Nyon ha decretato per la Roma l’accoppiamento dei ricordi. I giallorossi di Eusebio Di Francesco affronteranno nelle semifinali di Champions League (in programma il 24-25 aprile e il 1-2 maggio 2018) il Liverpool di Jurgen Klopp. Ed è subito amarcord, con il pensiero che corre inevitabilmente alla finale dello Stadio Olimpico del 1984.

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ROMA-LIVERPOOL, AMARCORD CHAMPIONS

Certo, la corrispondenza non è proprio esatta: in quell’anno – il 30 maggio – si disputò una finale, mentre adesso la Roma incontrerà i Reds nel penultimo atto della Champions League. In quella circostanza il Liverpool vinse per 4-2 dopo i calci di rigore, nel corso di una finale drammatica dal punto di vista sportivo.

Quello, però, è sempre stato un altro (intoccabile) discorso. In semifinale, i giallorossi di Eusebio Di Francesco potranno provare a vendicarsi di una delle sconfitte più dolorose nella storia della Roma. Alla rete di Phil Neal aveva risposto quasi immediatamente Roberto Pruzzo, fissando il risultato sull’1-1. Proprio l’attaccante giallorosso, bersagliato continuamente dai calci dei difensori avversari, fu costretto a lasciare il campo per infortunio. Un momento chiave del match che, da quel punto in poi, fu vissuto in apnea dai 70mila spettatori dello stadio Olimpico di Roma.

ROMA-LIVERPOOL, ANALOGIE E DIFFERENZE

I tempi regolamentari e i supplementari terminarono in perfetta parità e furono i calci di rigore – prima volta nella storia – ad assegnare la Coppa dei Campioni di quell’anno. Bruno Conti e Ciccio Graziani fallirono dagli undici metri, vanificando il vantaggio iniziale regalato dal Liverpool con l’errore di Steve Nicol.

Ovviamente, l’augurio è quello che la partita del 2018 vada in maniera diversa. Le differenze, del resto, sono quasi di più delle analogie: se a essere uguali sono gli attori, diverso è il momento in cui le due squadre si affronteranno, diverso è il nome della competizione (in passato, si chiamava Coppa dei Campioni). Ma il fascino per il match Roma-Liverpool è comunque intatto. Così come sono concrete le possibilità per i giallorossi di agguantare la finale di Kiev.