Hanno fatto pace (forse)

di Stefania Carboni | 12/04/2018

salvini di maio

Ci sono segnali che mostrano una possibile intesa tra i 5 stelle e la Lega Nord. A dispetto della freddezza dei giorni passati, passa l’accordo sul nome del deputato salviniano Nicola Molteni alla presidenza della commissione speciale della Camera. Segno del disgelo è un comunicato congiunto, diffuso dai rispettivi uffici stampa, dove per la prima volta compaiono insieme i nomi di Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Di Maio e Salvini si sono sentiti oggi al telefono e con spirito di collaborazione per rendere operativo il Parlamento al più presto, hanno concordato di votare alla presidenza della commissione speciale della Camera il deputato della Lega Molteni

Immaginate quindi una mossa del genere alla vigilia delle seconde consultazioni al Quirinale. L’ira di Silvio Berlusconi, bersagliato ieri dal 5 stelle Alessandro Di Battista e ora fuori (parrebbe) dai giochi.

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Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha intuito come ci possa esser una strada per l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Il capo dello Stato sta facendo “decantare” la situazione. Nel retroscena a firma di Breda, di oggi sul Corriere, si aprono due scenari.

Il caso Berlusconi, tenuto lontano dai 5 stelle, deve esser risolto senza una rottura con la Lega. Una mission impossible che Salvini vuole, più di tutte, perché non vuole divorziare con Forza Italia in quei territori dove la coalizione di centrodestra ha retto e vinto. Il Corriere ipotizza un appoggio esterno di Fi all’esecutivo. Infine c’è il nodo premiership, con il leader grillino che continua a rivendicare per sé Palazzo Chigi, così come fa il suo rivale del Carroccio. E qui Mattarella – spiega il Corriere – potrebbe pensare a una figura terza, nelle vesti di premier, concordata tra i due.
Di Maio, ospite ieri sera a Porta a Porta, ci tiene a precisare che “con Salvini c’è solo un’interlocuzione istituzionale molto serena e oggi ci siamo sentiti per sbloccare la commissione speciale“. Così come successo per il Senato. Al Colle queste le vedono come prove tecniche di un accordo un po’ più serio. Oggi al secondo giro di consultazioni con Matterella il quadro dovrebbe esser più chiaro.