«Aiutare i poveri e i migranti è importante come opporsi all’aborto», parola di papa Francesco

di Matteo Garavoglia | 09/04/2018

Francesco

Nella sua nuova esortazione apostolica uscita lunedì 9 aprile, Gaudete et Exsultate, papa Francesco ha ricordato l’importanza della lotta contro l’emarginazione sociale, che non deve essere assolutamente secondaria a quella contro le pratiche abortive.

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Il messaggio arriva chiaro e diretto a quell’ala oltranzista che continua a porre le battaglie bioetiche in cima ai compiti della Chiesa.

È la prima volta che il Papa prende una posizione così forte in tema di welfare, in un processo di riforma delle istituzioni ecclesiastiche che sembra continuare senza sosta ma che alimenta speculazioni su possibili future spaccature con i componenti più ortodossi della Chiesa. “Sacra è la vita dei poveri che sono già nati – si legge nel paragrafo 101 dell’esortazione – che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione nella tratta delle persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù e in ogni forma di scarto. Non possiamo proporci un ideale di santità che ignori l’ingiustizia di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente”.

Queste righe sono chiaramente rivolte ai cattolici ultraoltranzisti che sabato 7 aprile, guidati dal cardinale Raymond Burke, hanno tenuto una conferenza sui limiti dell’autorità papale, l’eresia e la dottrina.

L’emittente Cnn ha commentato questo modo di fare da parte di Francesco come “un politico che cerca voti“.

Inoltre il Papa, anche se non lo ha citato direttamente, ha risposto all’ex direttore di Repubblica Eugenio Scalfari, reo la settimana scorsa di avere fatto dichiarare a Francesco che “il diavolo non esiste“. La presunta intervista era stata poi immediamente smentita dal Vaticano.

Il pontefice ha scritto: “Non dovremmo considerare il diavolo come un mito, ma come un essere personale che ci assale“. Almeno su questo, possiamo definire chiuso il caso.

(Foto credits: Ansa)