Un genitore ha picchiato un professore ipovedente: ricoverato per emorragia cerebrale

di Redazione | 06/04/2018

professore Abba Alighieri picchiato

Un professore ipovedente di 50 anni è stato picchiato, all’uscita della scuola Abba Alighieri di Palermo, dal genitore di una sua alunna. Il docente è stato trasportato con urgenza in ospedale, dove gli è stata diagnosticata una emorragia cerebrale: al momento, sarebbe fuori pericolo di vita. Ma l’episodio resta davvero increscioso e si inserisce in quella serie di atti di violenza di genitori e alunni nei confronti del corpo docente che si stanno ripetendo a raffica negli ultimi giorni.

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PROFESSORE IPOVEDENTE DELL’ISTITUTO ABBA ALIGHIERI PICCHIATO DA UN GENITORE

Secondo quanto riportato dal sito Palermo Today, il professore ipovedente di 50 anni avrebbe ripreso un’alunna di terza media per il suo comportamento tra i banchi dell’istituto che si trova nella città siciliana, nella zona di via Ammiraglio Rizzo. La ragazzina avrebbe raccontato della ramanzina al padre, aggungendo anche che il docente avrebbe alzato le mani contro di lei. Un racconto che, poi, secondo alcuni testimoni, la stessa alunna avrebbe ritrattato.

Tanto è bastato al genitore per avere uno scatto d’ira e per scagliarsi con violenza nei confronti del docente: dopo uno scontro verbale, il genitore è passato subito alle mani, colpendo al volto il docente. Stamattina, i medici dell’ospedale hanno sciolto la prognosi e hanno dichiarato che il professore ipovedente si potrà riprendere in 25 giorni.

PROFESSORE PICCHIATO A PALERMO, LE PAROLE DELLA PRESIDE

Sull’episodio del professore ipovedente picchiato a Palermo, in questo momento, stanno indagando gli agenti di polizia. Il genitore dell’alunna si sarebbe anche scusato per il suo atteggiamento nei confronti del docente.«Siamo vicini al professore – dice la dirigente scolastica della scuola Abba Alighieri di Palermo ai cronisti locali – e profondamente amareggiati per l’accaduto. Ci spiace che questo episodio, il primo dall’apertura della scuola risalente a 22 anni fa, possa in qualche modo segnare la serenità della comunità scolastica. Questi fatti si ripetono sempre più spesso su scala nazionale e ci preoccupa la perdita di fiducia che registriamo nei confronti del ruolo educativo della scuola».

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