Consultazioni al Quirinale, Mattarella: «Nessuno ha ancora la maggioranza»

di Redazione | 05/04/2018

consultazioni Quirinale

Ad un mese dalle elezioni del 4 marzo prosegue il primo giro di consultazioni del presidente della Repubblica al Quirinale per la formazione di un nuovo governo. Ieri al Colle Sergio Mattarella ha incontrato la presidente del Senato dMaria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Camera Roberto Fico, il presidente emerito Giorgio Napolitano e le delegazioni delle forze politiche minori, comprese Liberi e Uguali e Fratelli d’Italia. Oggi i colloqui con i principali partiti: Pd, Forza Italia, Lega e M5S. Qui la diretta live della seconda giornata di consultazioni.

Consultazioni al Quirinale, colloqui di Mattarella con Pd, Fi, Lega e M5S

ore 17.40. Mattarella: «Nessuno ha la maggioranza, la prossima settimana nuovo ciclo di consultazioni». Al termine del primo ciclo di consultazioni al Quirinale è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pochi minuti dopo le dichiarazioni di Luigi Di Maio. «Nessun partito e nessuno schieramento dispone da solo dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo – ha detto il capo dello Stato – ed è indispensabile quindi, secondo le regole della nostra democrazia che vi siano intese tra più parti per formare una coalizione che possa avere una maggioranza in Parlamento. Nelle consultazioni in questi due giorni questa condizione non emersa». «Farò trascorrere – ha proseguito Mattarella – qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata da molte parti politiche. Sarà utile anche a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni» fatte dai partiti e «sarà utile a loro per valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche, le possibili soluzioni per dare vita a un governo». E infine: «Nel corso della prossima settimana avvierò un nuovo ciclo di consultazioni per verificare se sia maturata la possibilità di formare un governo che oggi non è emersa».

ore 17.28. Consultazioni al Quirinale, Di Maio: «Non riconosciamo il centrodestra, ci rivolgiamo alla Lega». Dopo il colloquio con il presidente della Repubblica al Quirinale il leader M5S Luigi Di Maio ha confermato senza se e senza ma il no del suo partito a trattative con Forza Italia. «Non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra – ha detto – ma non riconosciamo una coalizione di centrodestra, perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier ma perché si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze non riconosce il M5S, perciò ci rivolgiamo alla Lega».

ore 17.25. Consultazioni al Quirinale, Di Maio: «Non ho mai voluto spaccare il Pd». Di Maio ha affermato di non aver mai voluto spaccare i partiti avversari. Il capo politico del Movimento 5 Stelle ha detto: «Le mie aperture sono sincere, ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni io non ho mai voluto spaccare il Pd, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perché al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne».

ore 17.22. Consultazioni al Quirinale, Di Maio: «Chiederò un incontro subito a Martina e Salvini». Alla fine del colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Luigi Di Maio ha annunciato che chiederà subito un incontro con il segretario reggente del Pd Maurizio Martina e con il leader della Lega Matteo Salvini per tentare un’intesa per un governo sui temi, sulle proposte, su un programma. Il capo politico del M5S ha precisato: «Un contratto di governo si può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd. Questi sono i due interlocutori, è chiaro che sono due soluzioni alternative». «Dopo gli incontri – ha aggiunto – capiremo con chi si potrà sottoscrivere il contratto di governo».

 

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(Foto: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 17.18. Consultazioni al Quirinale, Di Maio: «Con noi al governo Italia alleata dell’Occidente, nell’Ue». Luigi Di Maio alla fine dell’incontro con il capo dello Stato Sergio Mattarella ha anche parlato delle posizioni del M5S relative alla politica estera: «Come ho ribadito durante tutta la campagna elettorale, abbiamo ottenuto 11 milioni di voti su una posizione ben precisa che abbiamo ribadito al presidente anche sulla politica estera. Con noi al governo l’Italia resterà alleata dell’Occidente nel Patto atlantico, nell’Unione europea e monetaria: è questo l’obiettivo».

ore 17.14. Consultazioni al Quirinale, Di Maio: «Patto alla tedesca con Pd o Lega». Di Maio dopo il colloquio con il presidente della Repubblica al Quirinale parla di «governo del cambiamento che guardi al futuro» e boccia «governi di scopo» e «governissimi» e rilancia il ‘patto sul modello tedesco’, il ‘contratto di governo’ con Lega o Partito Democratico, escludendo ancora una volta dalle trattative Forza Italia. «Abbiamo detto al presidente Mattarella – ha affermato il capo politico del Movimento 5 Stelle – che sentiamo tutta la responsabilità di esser la prima forza politica di lavorare il prima possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento». E ancora: «Non abbiamo posto veti a nessuno, abbiamo discusso di temi, ci siamo fatti un’idea di quali potessero essere gli interlocutori per un governo del cambiamento. Dal voto è chiaro che sono emersi tre messaggi: al governo deve andarci chi è legittimato dal popolo; sono stati bocciati i governissimi, i governi tecnici, i governi di scopo; governare per cambiare e non per continuare a sopravvivere; mettere al centro soluzioni e non giochi di Palazzo».

ore 17.05. Consultazioni al Quirinale, terminato l’incontro M5S-Mattarella. Dopo circa 45 minuti si è concluso al Quirinale il colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la delegazione del Movimento 5 Stelle composta da Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e Giulia Grillo nell’ambito delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo. L’incontro era cominciato alle 16.30 circa.

ore 16.25. La delegazione M5S sale al Quirinale e Beppe Grillo twitta una canzone di Ornella Vanoni. Mentre la delegazione sel Movimento 5 Stelle si reca al Colle per incontrare il capo dello Stato nell’ambito delle consultazioni Beppe Grillo twitta una canzone di Ornella Vanoni. «Roma, Piazza del Quirinale ore 16.30», è il messaggio spuntato dall’account Twitter del comico genovese, in occasione del colloquio tra il capo politico M5S Luigi Di Maio e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Grillo ha pubblicato la celebre canzone ‘L’appuntamento’.

 

 

ore 16.15. Consultazioni al Quirinale, arrivata la delegazione M5S. La delegazione del M5S composta da Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e Giulia Grillo è arrivata a piedi al Palazzo del Quirinale per il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo.

 

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(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

 

ore 16.10. Consultazioni al Quirinale, il M5S ribadisce il no a Berlusconi: «Non trattiamo con condannati». Nei loro messaggi gli esponenti del M5S ribadiscono la loro linea e il veto ad un accordo con Forza Italia e Silvio Berlusconi. Nel suo ultimo post su Facebook il deputato Manlio Di Stefano ha scritto: «Stiamo agendo da veri e unici responsabili nonostante siamo gli unici ad aver votato contro questa legge elettorale creata per consegnarci a questo caos. Abbiamo imposto solo due semplici e ovvi (per noi) paletti: non trattiamo con condannati (per giunta perdenti); trattiamo solo sul programma da dare agli italiani e non sulle poltrone».

ore 15.45. Consultazioni al Quirinale, alle 16.30 M5S da Mattarella. Il M5S è l’ultimo gruppo parlamentare che incontrerà al Colle il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel primo giro di consultazioni dopo le elezioni Politiche. Per il colloquio con il capo dello Stato saliranno al Colle Danilo Toninelli e Giulia Grillo, capigruppo al Senato e alla Camera. Con loro anche il capo politico e aspirante presidente del Consiglio Luigi Di Maio.

ore 14.45. Consultazioni al Quirinale, divergenza Berlusconi-Salvini sul M5S. Dalle dichiarazioni dei due leader del centrodestra rese alla stampa stamattina in occasione delle consultazioni al Quirinale, al termine degli incontri con il capo dello Stato Sergio Mattarella sono emerse diverse posizioni sul M5S. Berlusconi ha spiegato Che Forza Italia non è disponibile «a soluzioni che prevedano la nascita di un governo dove prevalgano l’invidia e l’odio sociale, populismo, pauperismo e giustizialismo». Matteo Salvini ha affermato invece: «Faremo di tutto per dare un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra coinvolgendo M5S, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate». E poi: «Lavorerò personalmente nei prossimi giorni per incontrare tutti, dialogare con tutti, vedere se si riesce a trovare una quadra come l’abbiamo trovata con i presidenti di Camera e Senato». «Non ci vuole uno scienziato per capire che soluzioni senza il M5S sarebbero temporanee e improvvisate». La parola ora passa al Movimento 5 Stelle, al Quirinale alle 16.30.

ore 13.50. Consultazioni al Quirinale, il punto della situazione: ancora veti, nodi irrisolti. Il primo giro di consultazioni del presidente della Repubblica al Quirinale per la formazione di un nuovo governo si avvia alla conclusione senza portare il risultato sperato: l’intesa tra partiti e coalizioni per formare un governo e una maggioranza parlamentare che lo sostenga. Il Partito democratico ha ribadito l’intenzione di voler stare nettamente all’opposizione. Il segretario reggente Maurizio Martina dopo il suo incontro con il capo dello Stato, senza troppi giri di parole, ha affermato: «L’esito elettorale per noi negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino, in coerenza con il programma presentato agli elettori». Senza mai nominarli l’ex ministro ha invitato i vincitori delle elezioni di 4 marzo, M5S e Lega, ad assumersi le proprie «responsabilità». Come a dire: l’onere del governo spetta solo a loro. E ha lanciato anche qualche frecciata: «Avvertiamo un atteggiamento figlio di un secondo tempo della campagna elettorale e diciamo a queste forze che il tempo della campagna elettorale è finito». Silvio Berlusconi, intanto, ha ufficialmente ceduto lo scettro del centrodestra a Matteo Salvini. «Questo governo – ha detto il leader di Forza Italia – non potrà non partire dalla coalizione che ha vinto, il centrodestra, e dal leader del partito che ha preso più voti, la Lega». Ma l’ex premier ha anche marcato le distanze dai 5 Stelle: «Non siamo disponibili a soluzioni che prevedano la nascita di un governo dove prevalgano l’invidia e l’odio sociale, populismo, pauperismo e giustizialismo che innescherebbero una spirale recessiva e di tasse elevate». Chi non chiude all’ipotesi M5S è Salvini, che rivendica però la guida del governo per il centrodestra e non vuole «governi a tempo» o «improvvisati». Il segretario della Lega immagina «un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra coinvolgendo il M5S, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate». «Vediamo se si riesce a trovare una quadra», ha detto. L’impressione è che servirà (per «smussare gli angoli», proprio come ha detto Salvini stamattina al Colle) almeno un altro giro di consultazioni. La prossima settimana. Alle 16.30 la prima serie di incontro con Mattarella verrà chiusa dalla delegazione del Movimento 5 Stelle.

ore 13.20. Consultazioni al Quirinale, alle 16.30 il colloquio Mattarella-M5S chiude il giro. Con il colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il leader della Lega Matteo Salvini si è conclusa la serie di incontri mattutini del capo dello Stato. Il primo giro di consultazioni per la formazione di un nuovo governo, cominciato ieri, si concluderà nel pomeriggio con il colloquio del capo dello Stato con la delegazione del Movimento 5 Stelle. Al Colle andranno Danilo Toninelli e Giulia Grillo, capigruppo del Movimento 5 Stelle rispettivamente al Senato e alla Camera, accompagnati dal capo politico Luigi Di Maio.

ore 13.10. Salvini: «No al Pd perché ha perso». Il leader della Lega Matteo Salvini ribadisce il «no» a un governo con il Pd perché «ha perso le elezioni». Il segretario del Carroccio lo ha ribadito rispondendo alle domande dei giornalisti mentre lasciava il Quirinale a piedi dopo il colloquio con il capo dello Stato.

 

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(Foto: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 12.50. Consultazioni al Quirinale, Salvini: «Sì a governo coinvolgendo M5S, ma nessuna paura del voto». Nel corso del suo intervento davanti ai giornalisti e alle telecamere dopo l’incontro della delegazione della Lega con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il leader del Carroccio Matteo Salvini non ha escluso una collaborazione con il Movimento 5 Stelle ma ha anche detto di non temere un ritorno alle urne. «Faremo di tutto per dare un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra coinvolgendo il M5S, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate, vediamo se si riesce a trovare una quadra», ha affermato.

ore 12.44. Consultazioni al Quirinale, Salvini: «In Parlamento se abbiamo numeri certi». Il leader Matteo Salvini al Colle dopo l’incontro con il capo dello Stato Sergio Mattarella ha precisato di voler sostenere o guidare un governo sostenuto da una maggioranza chiara alla Camera e al Senato. «Continuerò – ha detto il segretario del Carroccio – a incontrare tutti dalla prossima settimana, partendo dall’alleanza di centrodestra, che abbiamo ribadito che è unitaria. Andiamo in Parlamento se ci sono numeri certi. Noi non abbiamo detto ‘no’ a nessuno, lavoriamo a smussare gli angoli che altri, a parole, non vogliono smussare, cercando di esercitare la responsabilità che la Lega ha esercitato per l’elezioni dei presidenti delle Camere, facendo passi di lato e facendo rinunce. Se ognuno rimane sulla proprie impuntature i governi non si fanno”

ore 12.41. Consultazioni al Quirinale, Salvini: «I posti e i ruoli con ci interessano, il programma sì». Matteo Salvini al Quirinale: «Abbiamo ricordato a Mattarella che più che posti e ruoli ci interessano i programmi: la riforma delle pensioni, la riforma fiscale, la riforma delle Autonomie che sarà centrale» e in politica estera dobbiamo «evitare che l’Italia sia l’ultima con gli alleati europei».

ore 12.38. Consultazioni al Quirinale, Salvini: «No a governi a tempo o improvvisati». «No a governi a tempo o improvvisati. Sì a un governo che duri cinque anni». È la posizione del leader della Lega Matteo Salvini espressa alla fine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito delle consultazioni al Quirinale per la formazione di un nuovo governo. «Incontro assolutamente positivo – ha detto Salvini dopo l’incontro con il capo dello Stato – in cui abbiamo espresso una linea costruttiva. Molti hanno detto dei no, noi siamo venuti a dire dei sì. Non pensiamo a governi raccogliticci, lavoriamo a un governo che duri cinque anni e che abbia l’interesse nazionale italiano come priorità, senza inseguire le scelte di Merkel e Macron». E ancora: «Abbiamo ribadito che si parte dal centrodestra, coalizione unitaria e vincente alle elezioni»

ore 12.34. Consultazioni al Quirinale, terminato il colloquio Salvini-Mattarella. Il colloquio tra la delegazione della Lega e il presidente della Repubblica è terminato. È durato poco più di 20 minuti.

ore 12.15. Il tweet di Salvini dal Quirinale: «Rimanete sintonizzati». Dall’account Twitter del leader della Lega Matteo Salvini è stato pubblicato un messaggio proprio nei minuti del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Qui Quirinale, rimanete sintonizzati per ascoltare in diretta le nostre dichiarazioni dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica», è il tweet del segretario federale del Carroccio postato alle 12.06. L’incontro del capo dello Stato con la delegazione della Lega era in programma alle 12.

 

 

ore 12.05. Consultazioni al Quirinale, da Mattarella la delegazione della Lega. Dopo gli incontri con le delegazioni di Pd e Forza Italia, alle 12 è in programma il colloquio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con gli esponenti della Lega. Per il Carroccio sono saliti al Quirinale i due capigruppo di Senato e Camera, rispettivamente, Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, e il leader nazionale, il segretario Matteo Salvini, senatore.

ore 11.42. Consultazioni al Quirinale, Berlusconi chiude al M5S: «No a pauperismi, giustizialismi e populismi». In un passaggio del suo breve intervento dopo il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha espresso quella che sembra una chiusura netta nei confronti del Movimento 5 Stelle. «Non siamo disponibili – ha detto l’ex premier – a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e di tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario».

 

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(Foto: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 11.38. Consultazioni al Quirinale, Berlusconi: «Si parte dal centrodestra e dal leader della Lega». Al termine del colloqui con il presidente della Repubblica il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha indicato le condizioni del suo partito: governo con base centrodestra e leader della Lega, Matteo Salvini. «Ci sono urgenze – ha detto l’ex premier – che richiedono un governo fondato su un programma coerente e in grado di lavorare. Questo governo non potrà non partire dalla coalizione che ha vinto, il centrodestra, e dal leader del partito che ha preso più voti, la Lega». «Tale esecutivo – ha proseguito – ha bisogno di numeri parlamentari e di accordi chiari con altre forze politiche», ma – ha chiarito – che non siano in contrasto con i valori europei.

ore 11.34. Consultazioni al Quirinale, concluso il colloquio Forza Italia-Mattarella.

 

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(Foto: ANSA / UFFICIO STAMPA PRESIDENZA REPUBBLICA)

 

ore 11.25. Consultazioni al Quirinale, Forza Italia da Mattarella dopo un lungo summit di ieri. La delegazione di Forza Italia si è recata al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito delle consultazioni per la formazione del governo dopo un lungo summit. Ieri pomeriggio i vertiti del partito di Silvio Berlusconi si sono riuniti a Palazzo Grazioli, residenza romana dell’ex premier, per circa tre ore. La posizione dei forzisti è cruciale, sia per la tenuta del centrodestra e quindi dell’alleanza con la Lega sia per il veto del Movimento 5 Stelle, che continua a ribadire il suo no ad ogni sorta d’intesa con Berlusconi.

ore 11.05. Consultazioni al Quirinale, da Mattarella la delegazione di Forza Italia guidata da Berlusconi. Alle 10.40 al Quirinale per le consultazioni è arrivata la delegazione di Forza Italia: il leader Silvio Berlusconi accompagnato dalle capigruppo alla Camera e al Senato, rispettivamente Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini. L’incontro tra i vertici del partito azzurro e il presidente della Repubblica era in programma alle 11. Alle 12 i rappresentanti della Lega. Alle 16.30 il M5S.

 

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(Foto: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 11.00. Consultazioni al Quirinale, Pd indica 4 punti essenziali per il Paese. Con le dichiarazioni del segretario reggente Maurizio Martina rese dopo il colloquio con il presidente della Repubblica il Pd conferma di voler seguire la linea delle settimane scorse. «Noi siamo in campo da protagonisti per rafforzare in coerenza con il lavoro fatto dal governo tutti gli interventi di sostegno sociale. Sui quattro snodi di interesse generale il Pd eserciterà fino in fondo la sua funzione nel suo ruolo di opposizione. I 4 punti: taglio del costo del lavoro e reddito di inclusione; controllo della finanza pubblica; gestione del fenomeno migratorio; rafforzamento del quadro internazionale».

ore 10.53. Consultazioni al Quirinale, Martina (Pd): «Chi ha vinto torni con i piedi per terra». Dopo l’incontro con il capo dello Stato Sergio Mattarella il segretario reggente del Pd Maurizio Martina parlando delle forze uscite rafforzate dalle urne il 4 marzo, M5S e Lega, ha affermato: «Avvertiamo un atteggiamento figlio di un secondo tempo della campagna elettorale e diciamo a queste forze che il tempo della campagna elettorale è finito». Martina, senza citare i partiti di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ha affermato che «farebbero bene a tornare con i piedi per terra, specie rispetto alle proposte che sentiamo unire tutto e il contrario di tutto».

ore 10.48. Consultazioni al Quirinale, Martina (Pd): «La maggioranza emersa si assuma la responsabilità». Martina, segretario reggente del Pd dopo il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale: «Abbiamo anche segnalato come l’avvio della legislatura abbia fatto emergere una potenziale maggioranza» eleggendo i presidenti delle Camere e tutti i loro vertici. «Sono scelte che non hanno previsto un nostro coinvolgimento, non sono state fatte casualmente dalle forze che hanno deciso di compire alcuni fatti, scelte di natura politica. Per noi – ha detto ancora Martina – si tratta di capire ora se queste scelte coerentemente se sono in grado di avanzare un’ipotesi di governo praticabile, lo dicano chiaramente e si facciano carico di una responsabilità».

ore 10.42. Consultazioni al Quirinale, Martina (Pd): «Da noi nessuna ipotesi di governo». Al termine del colloqui con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il segretario reggente del Pd ha dichiarato: «L’esito elettorale per noi negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino, in coerenza con il programma presentato agli elettori».

 

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(Foto: ANSA / Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

 

ore 10.38. Consultazioni al Quirinale, terminato il colloquio Pd-Mattarella.

ore 10.25. Fdi ribadisce: centrodestra unito al governo o nuove elezioni. Ignazio la Russa, esponente di Fratelli d’Italia, ribadisce la linea indicata ieri da Giorgia Meloni, che ha parlato di una rapida modifica della legge elettorale con l’introduzione di un premio di maggioranza in caso di impasse politico-istituzionale. A Radio Anch’io, su Radiouno Rai l’ex ministro ha dichiarato: «O tutto il centrodestra andrà al governo altrimenti che la parola torni ai cittadini. Per noi modificare la legge elettorale è una cosa urgente. È una legge che non abbiamo votato, che non ci piace ma che ormai c’è. Basterà aggiungere un premio di maggioranza».

ore 10.10. Consultazioni al Quirinale, diretta straming su YouTube. È possibile seguire le consultazioni del capo dello Stato al Quirinale anche in diretta streaming sul canale YouTube della Presidenza della Repubblica Italiana.

ore 9.55. Consultazioni al Quirinale, arrivata la delegazione Pd: via ai colloqui. È appena arrivata al Quirinale la delegazione Pd composta dai capigruppo di Senato e Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il segretario reggente del partito Maurizio Martina e il presidente Matteo Orfini.

 

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(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

 

ore 9.50. L’ipotesi di nuove elezioni. Nelle ultime ore, con il primo giro di consultazioni che conferma le grandi difficoltà per il raggiungimento di un’intesa per un governo tra partiti e coalizioni, torna a circolare l’ipotesi di nuove elezioni politiche. «Situazione di stallo. Tutti sono fermi sulle loro posizioni e se nessuno si muove si va a votare», ha detto il leader della Lega Salvini in un’intervista ad Affaritaliani. «Votare subito – ha affermato invece Gianni Cuperlo a Radio Anch’io su Radiouno – sarebbe fallimento per tutti, per tutta la classe dirigente. Con il rischio che ci troveremmo nella stessa situazione di oggi». «Penso che tornare alle urne con la stessa legge elettorale – ha detto l’ex presidente Pd – sarebbe un errore. Si esporrebbe il Paese a un’instabilità permanente».

ore 9.40. Consultazioni al Quirinale, in serata la parola a Mattarella. Dopo i colloqui con i rappresentanti dei quattro maggiori partiti, M5S, Pd, Lega e Forza Italia, la parola spetterà al presidente della Repubblica. Il capo dello Stato forse si limiterà a dettare un comunicato.

ore 09.35. Consultazioni al Quirinale, le delegazioni di Pd, Forza Italia, Lega e M5S. La seconda giornata di consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione di un nuovo governo prevede colloqui del capo dello Stato con le delegazioni delle quattro maggiori forze politiche: M5S, Lega, Pd e Forza Italia. Alle 10 il capo dello stato inconterà i vertici del Partito Democratico: Andrea Marcucci e Graziano Delrio, capigruppo Dem al Senato e alla Camera dei Deputati, accompagnati dal segretario reggente del partito Maurizio Martina e dal presidente Matteo Orfini. Alle 11 invece il presidente della Repubblica sarà a colloquio con Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, capigruppo di Forza Italia al Senato e alla Camera, accompagnati dal leader del partito Silvio Berlusconi. Alle 12 al Quirinale saliranno Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, accompagnati dal segretario del partito, il senatore Matteo Salvini. Alle 16.30, infine, al Colle andranno Danilo Toninelli e Giulia Grillo, capigruppo del Movimento 5 Stelle al Senato e alla Camera, accompagnati dal capo politico Luigi Di Maio.

ore 09.25. Pd riunito al Nazareno. Prima di salire al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo stato maggiore del Partito Democratico si è riunito nella sede nazionale. Al Nazareno stanno facendo il punto sulle consultazioni il segretario reggente Maurizio Martina, il presidente Matteo Orfini e i due capigruppo al Senato e alla Camera, rispettivamente Andrea Marcucci e Graziano Delrio.

ore 09.10. Consultazioni al Quirinale, alle 10 il via alla seconda giornata di colloqui: atteso il Pd. Per le ore 10 è attesa al Quirinale la prima delegazione della seconda giornata di colloqui del presidente della Repubblica per la formazione di un nuovo governo. Al Colle sono attesi i vertici del Pd. Incaricati di rappresentare i gruppi del Partito Democratico di Camera dei deputati e Senato della Repubblica sono i due capigruppo, Andrea Marcucci a Palazzo Madama e Graziano Delrio a Montecitorio, il segretario reggente ed ex ministro Maurizio Martina ed il presidente del partito Matteo Orfini.

ore 09.10. Consultazioni al Quirinale, troppi veti incrociati: intesa ancora lontana. Nella prima giornata di consultazioni di Sergio Mattarella al Quirinale è emerso quanto sia lontana un’intesa tra diversi schieramenti per formare una maggioranza a sostegno di un nuovo governo. Ieri mentre al Colle salivano presidente del Senato, presidente della Camera, presidente emerito Giorgio Napolitano e i vertici di tutte le formazioni minori presenti in Parlamento (da Liberi e Uguali a Fratelli d’Italia, da +Europa a Noi con l’Italia, dagli autonomisti ai socialisti del Psi) il Movimento 5 Stelle faceva sapere di non essere intenzionato ad arretrare su Luigi Di Maio premier e sulla proposta di un contratto di programma alla tedesca da sottoscrivere senza alleanze e senza inciuci. La coalizione di centrodestra, che alle urne ha raccolto il 37% dei consensi, ha confermato intanto l’intenzione di mantenere saldo l’asse Fi-Lega. La leader di Fdi Giorgia Meloni ha indicato Salvini come capo del governo e detto «no a governicchi per scrivere la legge elettorale». Anche Forza Italia ha ribadito attraverso la capogruppo Mariastella Gelmini ha fatto sapere che «si parte da Salvini».

 

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(Foto: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

Cosa sono le consultazioni

La formazione di un governo in Italia è regolata dall’articolo 92 della Costituzione: «Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri». Ma prima di affidare un incarico di governo il capo dello Stato avvia dei colloqui preparatori con le più alte cariche dello Stato e i rappresentanti delle principali formazioni politiche. Precisamente al Quirinale salgono il presidente del Senato, il presidente della Camera, gli ex presidenti della Repubblica e poi i capigruppo ed altri esponenti delle forze in Parlamento.

Al termine delle consultazioni il presidente della Repubblica decide a chi affidare l’incarico per formare un governo. Se il presidente del Consiglio incaricato accetta deve indicare la lista dei ministri e poi presentarsi alle Camere per chiedere la fiducia. Di solito il presidente del Consiglio incaricato accetta con riserva per testare la fattibilità dell’eventuale governo. Il capo dello Stato può anche affidare un pre-incarico per consentire all’incaricato di sondare prima la possibilità di un suo governo di ottenere la maggioranza nei due rami del Parlamento. Non è detto che basti un solo giro di consultazioni per affidare un incarico di governo.

Il programma della seconda giornata di consultazioni

Il programma della seconda giornata di consultazioni al Quirinale prevede colloqui del presidente della Repubblica con i rappresentanti dei quattro principali partiti, Pd, Forza Italia, Lega e M5S, le uniche formazioni politiche presenti in Parlamento che Sergio Mattarella non ha incontrato ieri. Per la mattinata sono stati programmati incontri tra capo dello Stato e delegazioni di Partito Democratico, Fi e Lega. Per il pomeriggio con il Movimento 5 Stelle. Questi gli orari:

ore 10.00 – Gruppi ‘Partito Democratico‘ di Senato della Repubblica e Camera dei deputati
ore 11.00 – Gruppi ‘Forza Italia – Berlusconi Presidente‘ di Senato della Repubblica e Camera dei deputati
ore 12.00 – Gruppi ‘Lega – Salvini Premier‘ di Senato della Repubblica e Camera dei deputati
ore 16.30 – Gruppi ‘Movimento 5 Stelle‘ di Senato della Repubblica e Camera dei deputati

(Foto: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)