Gaza. Il giornalista Kobi Meidan dichiara di vergognarsi di essere israeliano, ora rischia il licenziamento

di Matteo Garavoglia | 03/04/2018

Gaza

Sabato 31 marzo il giornalista Kobi Meidan ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui diceva di “vergognarsi di essere israeliano”, in riferimento alle proteste del giorno prima in tutta la Striscia di Gaza che hanno portato agli scontri con le Forze di difesa israeliane (Idf) e alla morte di almeno 18 persone.

Meidan, per quanto scritto, rischia ora di perdere il suo lavoro all’Israel Army Radio. Il comandante Shimon Elkabetz, responsabile dell’emittente dell’esercito di Tel Aviv, ha già sospeso il programma del giornalista, anche se non si sa ancora se sia una scelta definitiva o temporanea.

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Le parole del conducente israeliano hanno suscitato reazioni indignate dal mondo della politica. Il ministro della Difesa Avigodr Lieberman ha dichiarato di sentirsi lui “vergognato di avere un ospite di questo tipo nei palinsesti dell’Army Radio. Se questa è la sensazione di Meidan e se avesse qualunque tipo di integrità morale, dovrebbe lasciare la radio“.

Lieberman ha comunque ribadito di non volere fare pressioni su Elkabetz per un eventuale licenziamento del giornalista e di non avere intenzione di aprire un’inchiesta sull’operato dei militari lungo il territorio palestinese.

Nel frattempo Hamas, l’organizzazione che controlla la Striscia di Gaza dal 2007, non sembra intenzionata a fermare le proteste legate alla Marcia del ritorno, iniziate venerdì 30 marzo in occasione dell’anniversario dell’espropriazione nel 1976 di alcuni territori palestinesi in Galilea.

La mobilitazione dovrebbe continuare almeno fino al 15 maggio, giorno della fondazione dello Stato di Israele (1948). Si tratta di una nuova strategia di Hamas che, con il sostegno dell’Iran, mira a raggiungere maggiore sostegno e visibilità.

(Foto credits: Facebook)