Il partito di Macron chiude la porta al Movimento 5 Stelle «demagogico, populista ed euroscettico»

di Gianmichele Laino | 29/03/2018

Macron

[Nel corso della serata di giovedì 29 marzo Europe en Mache ha ritirato il comunicato affermando che le sue posizioni sono a titolo personale e non a nome di Macron e La République en Marche, ndr]

Non c’è nessun margine per una convergenza tra il Movimento 5 Stelle ed Europe En Marche di Emmanuel Macron al Parlamento europeo. La notizia, fatta trapelare nei giorni scorsi da esponenti titolati del partito di Luigi Di Maio (come riportato dal quotidiano Il Foglio), non trova sponda da parte del movimento del presidente della Repubblica francese. Il Movimento 5 Stelle vorrebbe abbandonare da tempo il gruppo in cui è collocato insieme agli euroscettici di Nigel Farage, ma la direzione non sarà quella della convergenza con Macron.

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MACRON M5S, IL DURO ATTACCO DEL PARTITO DEL PRESIDENTE FRANCESE

Con una nota ufficiale firmata dalla fondatrice del gruppo Marianne Escurat, infatti, Europe En Marche si dice «non intenzionata a intraprendere alcuna discussione con il Movimento 5 Stelle per formare una qualche alleanza in Parlamento. I valori progressisti di Europe En Marche, infatti, non sono compatibili con le posizioni populiste e apertamente eruoscettice del M5S».

MACRON M5S, UNA DURA DELEGITTIMAZIONE

Una dura delegittimazione per il partito di Luigi Di Maio che, in una fase cruciale per la formazione di un governo in Italia, deve anche incassare questa netta opposizione, da parte di un autorevole movimento politico europeo, a essere considerato un interlocutore credibile. Anche se il Movimento 5 Stelle, infatti, non è più euroscettico come un tempo – basti pensare all’opposizione di Di Maio a un possibile referendum sull’euro manifestata nel corso di questa campagna elettorale – continua a non avere quella «fedina penale pulita» sui valori dell’Europa.

Oltralpe non dimenticano il passato del Movimento 5 Stelle. Cosa che, invece, non sembra scalfire la fiducia degli italiani nel partito guidato da Luigi Di Maio. Ma il rospo da ingoiare resta piuttosto pesante. E fastidioso per le nuove ambizioni del leader politico.