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Le intercettazioni della rete dei terroristi: «Agli infedeli bisognerebbe tagliare testa e genitali!»

«Tagliargli la testa e i genitali». È una delle espressioni più significative emerse dall’indagine sui terroristi finiti in manette oggi in diverse località italiane. All’alba è scattata una nuova operazione degli uomini dell’Ucigos e quelli delle Digos di Roma e Latina, che hanno arrestato diverse persone riconducibili alla rete di Anis Amri, il terrorista tunisino autore della strage del 19 dicembre 2016 al mercatino di Natale di Berlino, ucciso tre giorni dopo a Sesto San Giovanni. Al telefono parlavano di ‘infedeli’ occidentali e ‘miscredenti’ da combattere. Lo racconta Repubblica in un articolo a firma di Carlo Bonini e Fabio Tonacci.

Terrorismo, le intercettazioni: Ai miscredenti bisognerebbe tagliare testa e genitali»

In una conversazione intercettata il 23 agosto scorso, Abdel Salem Napulsi, 38 anni, parlando con Khazri Mounir, uno spacciatore radicalizzato di Latina, si scagliava contro gli infedeli occidentali affermando: «Bisognerebbe mettere la loro testa sul tagliere e via, e colpire (mozzare la testa) e avanti un altro». I due ridevano e Mounir recitava poi quello che sembra un versetto tratto dal Corano («Quando incontrate i miscredenti colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati»). Napulsi aggiungeva: «Tagliargli la testa e i genitali!». In altre telefonate poi, come riportato ancora da Bonini e Tonacci su Repubblica, i poliziotti hanno sentito Napulsi lamentarsi della Tunisia (perché nel paese non vige la Sharìa, la legge islamica, e quindi le donne possono non portare il velo integrale) e dell’Italia (perché non sopporta la vista di donne «che girano seminude»).

L’operazione: 5 arresti e perquisizioni in Lazio, Campania e Basilicata

L’operazione antiterrorismo, denominata ‘Mosaico’, è stata condotta dalla Digos di Roma e di Latina. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Roma sono cinque. I reati ipotizzati sono di addestramento e attività con finalità di terrorismo internazionale e associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono state effettuate anche perquisizioni nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo.

(Immagine: poliziotti al lavoro sul luogo dell’uccisione di Anis Amri. Foto: Daniele Bennati / ANSA / dpa)

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