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Quando il Pd faceva come i 5 stelle oggi

A Palazzo Madama è partita aperta per l’elezione di quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari al Senato.

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Oggi due questori andranno al centrodestra: si tratta di Paolo Arrigoni (Lega) e di Antonio De Poli (Noi con l’Italia-Udc). Il MoVimento riconferma al ruolo di questore Laura Bottici che dovrebbe essere votata anche dal Pd. A questo punto al Pd dovrebbe andare un vice-presidente, come sottolineato da fonti M5S. Ma nella spartizione è partita una certa polemica sulle nomine. Qualche democratico ha parlato di mancanza di figure di garanzia all’opposizione.

«Siamo di fronte all’espressione del gioco democratico. Quando c’era il Pd tutti parlavano di poltronismo, ora che c’è il M5s si dice ‘espressione della volontà popolare’. Ecco, l’espressione della volontà popolare ‘is the new’ spartizione di poltrone», afferma Matteo Renzi, a proposito della composizione delle presidenze di Camera e Senato. «Sta accadendo quello che accade sempre quando sei maggioranza: devi sistemare tutti -spiega l’ex segretario Pd conversando con i cronisti al Senato-. Un conto è quando sei all’opposizione, ma se sei maggioranza devi trovare un posto questo e per quello, altrimenti tutti protestano».

Ma nella passata legislatura che fece il Pd? In pratica accadde quello che oggi stanno facendo i 5 stelle. Nel 2013 la presidenza Senato andò ai democratici e alla Camera salì Boldrini (eletta con Sel). Ai democratici andarono due vicepresidenti alla Camera e e uno al Senato e un questore a Montecitorio. Ai 5 stelle andò solo un questore: Bottici.

(Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)