Fabrizio Frizzi, l’ultima intervista concessa dopo il ritorno all’Eredità

di Redazione | 26/03/2018

Fabrizio Frizzi

Fabrizio Frizzi aveva parlato della malattia che l’aveva colpito durante una registrazione di una puntata dell’Eredità  in una intervista al Corriere della Sera concessa per l’edizione del 5 febbraio, il giorno del suo sessantesimo compleanno.

Fabrizio Frizzi, l’ultima intervista concessa dopo il ritorno all’Eredità

Ne pubblichiamo alcuni stralci, in ricordo del grande conduttore scomparso nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2018.  L’inizio del colloquio con la giornalista del Corriere, Emilia Costantini, è dedicato al cambiamento di prospettiva fornito dall’ischemia subita il 23 ottobre.

«Fino al 23 ottobre scorso, giorno in cui sono stato colpito dall’ischemia, pensavo ai miei 60 anni come a un’età ideale, in cui sei maturo, puoi fare le scelte giuste, pur sentendoti ancora fresco e giovanile. Dopo il 23, la visuale è leggermente cambiata: a questa età si entra in un imbuto che restringe l’orizzonte, vedi la vita assottigliarsi, ammesso che la vita continui, si fanno valutazioni importanti sul vivere i rapporti che contano, non disperdi più il tempo, si privilegiano le cose fondamentali. Sì, è un bel traguardo, tuttavia continuo a essere un entusiasta e non rinuncio a sperare di riprendere un’esistenza piena di forza, anche se con le gambe un po’ fiaccate», diceva Frizzi al Corriere della Sera.

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La malattia aveva cambiato la sicurezza di Frizzi, che aveva rimarcato di esser sprofondato in un abisso, e aveva ringraziato i colleghi di TV per averlo salvato, visto che si erano accorti immediatamente del malore che aveva subito. «Fino a poco tempo fa ho pistato anche per 18 ore di seguito. Certo, il nostro è un lavoro che se sbagli un colpo esci fuori dal giro, ma è anche molto divertente e poi ho sempre fatto una vita sana. Però l’età avanza e occorre stare attenti ai sintomi, sono segnali importanti che ti invia il corpo, vanno raccolti e io, evidentemente, non sono stato attento. Ora lo devo essere soprattutto per mia moglie e mia figlia. Diventare padre in età avanzata, come è accaduto a me, è stata una scelta d’amore e non un atto di egoismo: avendo una compagna tanto più giovane di me, so che Stella è comunque in buone mani e ciò mi fa sentire meglio rispetto alle preoccupazioni legate alla mia anagrafe».

 

Fabrizio Frizzi aveva rimarcato come lottasse contro la malattia per poter stare vicino a sua figlia Stella, la bambina avuta con Carlotta Mantovan, la sua ultima compagna di vita conosciuta durante un’edizione di Miss Italia. «Lotto per continuare a veder crescere la mia creatura, per esserle d’aiuto e un punto di riferimento. Non so se mia figlia abbia capito quanto è accaduto, abbiamo cercato di proteggerla, ma so che i bambini capiscono molto più di quanto immaginiamo: ogni giorno giochiamo insieme, è il suo modo di sorreggermi, mi dà l’energia per continuare a combattere. E se uscirò vincitore da questa vicenda, mi dedicherò maggiormente a fare il testimonial per la ricerca scientifica».

 

A Emilia Costantini del Corriere della Sera aveva detto come la malattia fosse diventata per lui un valore aggiunto per la sua conduzione, e come si augurasse per il suo compleanno tanti auguri di buon proseguimento di vita.

 

Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO