Anche il PD contattò una società simile a Cambridge Analytica per il referendum

di Gianmichele Laino | 22/03/2018

PD Cambridge Analytica

Cambridge Analytica operò anche in Italia. Questo è un dato certo, visto che viene riportato anche sul sito internet ufficiale della società. Ma ci sono anche altre società che avrebbero stretto relazioni con altri partiti politici della penisola. Uno di questi – secondo l’indiscrezione riportata da Repubblica – sarebbe stato il Partito Democratico.

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CAMBRIDGE ANALYTICA, L’IPOTESI FRATELLI D’ITALIA (SMENTITA)

Cambridge Analytica, al centro dello scandalo sulla raccolta dei dati degli utenti americani, collaborò senza dubbio con un partito nato negli anni Ottanta e che ebbe una buona affermazione elettorale (migliore del previsto) nel 2012. L’identikit, tuttavia, crea qualche grattacapo. Oggi, sempre il quotidiano Repubblica ha provato ad avanzare l’ipotesi Fratelli d’Italia, dal momento che il partito di Giorgia Meloni ebbe una buona affermazione alle politiche del 2013 e che il simbolo della forza politica di destra è desunto dal Movimento Sociale Italiano (la fiamma tricolore), attivo appunto negli anni Ottanta.

Tuttavia, questa ricostruzione non trova alcuna conferma da Fratelli d’Italia e – a dir la verità – anche la coincidenza dei dati sembra piuttosto debole (a meno che Cambridge Analytica non abbia volontariamente alterato date e riferimenti per confondere le acque e rendere irriconoscibile il suo cliente).

PD CAMBRIDGE ANALYTICA, UNA SOCIETÀ SIMILE CONTATTATA PER IL REFERENDUM

Repubblica, in ogni caso, effettua una panoramica dei principali partiti italiani e delle loro eventuali relazioni con società di raccolta e analisi dei dati simili a quelle di Cambridge Analytica. A questo proposito, citando una fonte accreditata del Nazareno, il quotidiano diretto da Mario Calabresi ha raccontato del contatto che ci fu tra una società di raccolta dati e il Partito Democratico in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

PD CAMBRIDGE ANALYTICA, LA SOCIETÀ FU SCARICATA

In quella circostanza, il Partito Democratico si era interessato alla realizzazione di una app – che si sarebbe dovuta chiamare Matteo Renzi – con lo scopo di ottenere informazioni in vista del cruciale appuntamento elettorale. «Non se ne fece niente – sostiene la fonte contattata da Repubblica – perché ci accorgemmo che questi signori, installata l’applicazione, davano la possibilità al software di accedere alla rubrica telefonica dell’utente. Ci sembrò una violazione importante della privacy e lasciammo perdere». La tentazione, quindi, ci fu. Ma ci fu anche la sensibilità di fermarsi prima.