Il NY Times riporta le parole della mamma di Di Maio: «Pensare che 5 anni fa viveva a casa»

di Gianmichele Laino | 19/03/2018

Di Maio bamboccione

Come ci vedono dal di fuori. Luigi Di Maio viene praticamente definito ex «bamboccione» dal NY Times che ha dato molta enfasi a una frase della madre del leader del Movimento 5 Stelle. Paola Esposito, infatti, viene descritta come raggiante nel giorno del rientro a casa del figlio, dopo il 33% conquistato alle elezioni politiche del 2018. «E pensare – ha detto la donna al quotidiano americano – che soltanto cinque anni fa stava a casa».

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DI MAIO BAMBOCCIONE, L’ARTICOLO DEL NY TIMES

Non senza un pizzico di malizia, nel suo reportage dalla cittadina del Napoletano, Jason Horowitz ha messo in relazione questa frase con l’esperienza universitaria troncata dallo stesso Luigi Di Maio e con la sua mansione di steward allo stadio San Paolo di Napoli. Ma nell’articolo emergono anche altri dettagli sulla vita del giovane leader del Movimento 5 Stelle.

I vicini di casa, tra cui il suo confidente Dario De Falco, lo indicano come modello vicino a loro e ricordano alcuni aneddoti della sua infanzia e della prima giovinezza. Quando da piccoli i bambini del vicinato si riunivano per guardare insieme le partite del Napoli, Di Maio era l’unico che portava con sé i dolci al cioccolato fatti dalla madre, ex docente di latino al liceo. Questo per rafforzare la sua immagine e la sua fama di «bravo ragazzo».

DI MAIO BAMBOCCIONE, NEMMENO IL PAPÀ VOTÒ PER LUI

Ma i retroscena sulla vita di Di Maio sono tanti: la sua esperienza di attivista nei movimenti studenteschi, passando per la prima candidatura alle elezioni amministrative della città natale. In quella tornata, nel 2010, Di Maio raccolse soltanto un pugno di preferenze e nemmeno il padre, un convinto elettore del Movimento Sociale Italiano, votò per lui.

Quello stesso padre che, ora, dopo la trionfale affermazione alle elezioni politiche, pare si sia rivolto così a un amico che guardava il van scuro che accompagnava Luigi Di Maio lontano dalla folla che lo acclamava: «Salutalo ora, perché tra un po’ sarà impossibile farlo».