Roberta Bruzzone contro Franca Leosini
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Roberta Bruzzone attacca Franca Leosini: «Rischia di mettere in scena un teatrino grottesco»

Il grande successo di Storie Maledette di Franca Leosini (anche ieri 8,1% di share) sta facendo entusiasmare il mondo dei social network. Ma c’è anche qualche voce fuori dal coro. Come quella, ad esempio, della criminologa Roberta Bruzzone, nota per le sue ospitate in televisione ma anche per essere stata in un team che si è occupato del delitto di Avetrana.

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ROBERTA BRUZZONE CONTRO FRANCA LEOSINI

La Bruzzone, in quanto persona che ha toccato con mano la vicenda, ha potuto esprimere delle considerazioni con cognizione di causa. Ma il suo attacco alla Leosini sa tanto di lesa maestà. Sul suo profilo Facebook, infatti, ha criticato la ricostruzione messa in piedi dalla storica conduttrice televisiva di programmi che analizzano controverse storie giudiziarie. Nella giornata di ieri, la Leosini ha mandato in onda la seconda parte della sua intervista con Sabrina Misseri e con Cosima Serrano, a proposito dell’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi.

In un passaggio delle precedenti puntate dedicate al giallo di Avetrana, la Leosini ha anche citato la vicenda giudiziaria della Bruzzone, che ha querelato Michele Misseri – rispettivamente papà e marito di Sabrina e Cosima -. La criminologa, tuttavia, ha voluto puntualizzare «La Leosini – ha scritto sui social – non è aggiornata. Misseri è già sotto processo per calunnia nei miei confronti da un bel po’. Per giugno è prevista la sentenza. Ci sono parecchie inesattezze e diversi errori nella ricostruzione effettuata durante la trasmissione».

ROBERTA BRUZZONE CONTRO FRANCA LEOSINI, LA STOCCATA

Infine, è arrivata la stoccata: «Peccato…mai affidarsi ad una sola parte per ricostruire vicende così complesse e delicate…il rischio di mettere in scena un teatrino grottesco è sempre molto elevato…». Il popolo del web si è già diviso in due fazioni: il successo della Leosini, infatti, è stato tale da creare una vera e propria fan-base, pronta a difendere fino all’ultimo il lavoro del proprio idolo.