Giovinazzo
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Giovinazzo, le richieste ai Caf per il reddito di cittadinanza non erano una bufala

Giovinazzo è diventata protagonista della politica italiana per un giorno. “Colpa” di un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, ripreso anche da noi, che è diventato virale. Nel pezzo firmato da Mino Ciocia si enfatizzava un aspetto curioso.

Giovinazzo, le richieste ai Caf per il reddito di cittadinanza non erano una bufala

Dopo la vittoria del M5S, enorme al Sud, nei Caf di Giovinazzo erano arrivate molte più telefonate del solito per avere informazioni sul reddito di cittadinza. Dichiarazioni ribadite anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi da Valeria Andrano del patronato Uil, che spiega come non ci sia stato nessun assalto, come da titolo del giornale, «ma normali richieste che fronteggiamo tutte le volte che vengono annunciate misure di sostegno di inclusione e sostegno, sopratutto all’indomani di campagne elettorali».

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Parole che ribadiscono quanto detto a Radio Capital, ovvero che una alcune decine di persone, nei due giorni successivi alle elezioni di domenica 4 marzo, avevano telefonato o si erano recate presso il Caf di Giovinazzo della Uil per chiedere informazioni sul reddito di cittadinanza. Valeria Andrano a Francesco Petruzzelli della Gazzetta del Mezzogiorno spiega come l’ingigantimento della notizia sia stato favorito dai social media. Vero anche questo: da notizia locale curiosa le enormi aspettative verso i Cinque Stelle, e l’ostilità accesa di molti elettori verso il M5S, hanno favorito la sua diffusione con una percezione anche diversa.

Le persone che hanno contattato il patronato di Giovinazzo erano in prevalenza giovani, disoccupati e con istruzione medio-bassa, persone da rispettare visto che come detto Valeria Andrano alcuni di loro fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Appare davvero normalissimo, e comprensibile, che ci sia curiosità e attesa per una misura anti povertà come il reddito di cittadinanza, concentrata in zone colpite da alti tassi di disoccupazione. I Caf nazionali, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, hanno definito per ora isolato quanto successo a Giovinazzo.

Le telefonate al comune sono state anch’esse confermate, visto che ai patronati di Giovinazzo è stato indicato di contattare le strutture municipali per informarsi su altri strumenti di sostegno al reddito, previsti dal governo e dalla regione Puglia.

Non esiste quindi nessuna bufala su questa storia, al limite titoli un po’ enfatizzati, spinti più che altri dalla curiosità per quanto accaduto a Giovinazzo. Il M5S ha pubblicato un post sul blog delle Stelle in cui ha parlato di bufala per quanto riguarda ciò che accaduto in un altro patronato, Porta Futuro di Bari,  smentendo il pezzo di Repubblica che parlava di code per la richiesta del reddito di cittadinanza. Lo stesso patronato, su Facebook, ha precisato dopo gli articoli di diverse testate nazionali di richieste normali. I Cinque Stelle hanno poi criticato il sindaco di Giovinazzo, vicino al PD, che aveva cavalcato politicamente quanto scritto dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

 

Non ci interessa entrare in quella che appare una polemica politica, ma solo ribadire la correttezza di quanto fatto da noi. Un consiglio ai Cinque Stelle: il tracollo di Renzi è stato favorito dalla disattesa delle sperenze da lui suscitate su una ripresa economica e sociale che le categorie più svantaggiate non hanno per nulla avvertito. Renzi è stato ossessionato dalle fake news su di lui, spesso definendo bufala semplicemente ciò che non gli piaceva. Sarebbe sbagliato replicare lo stesso errore.