Bari, lo striscione della vergogna: «Perché Astori e non Masiello?»

di Gianmichele Laino | 05/03/2018

striscione Astori

È ancora fresca la ferita lasciata da Davide Astori, il capitano della Fiorentina trovato morto nella stanza d’albergo del ritiro della squadra, in trasferta a Udine. Il 31enne, deceduto a causa di un probabile arresto cardiaco, ha lasciato una famiglia composta dalla moglie e da una bambina piccola. Inoltre, i suoi modi gentili, la sua disponibilità, la sua cortesia e il suo sorriso hanno davvero scavato un solco profondissimo nei cuori dei colleghi, degli addetti ai lavori, dei tifosi e dei giornalisti.

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STRISCIONE ASTORI E AUGURIO DI MORTE A MASIELLO

Eppure, c’è chi non si ferma davanti a niente e si lascia andare a gesti che infangano la memoria del ragazzo, utilizzandolo come termine di paragone per una sciocca offesa ai danni di un altro calciatore, Andrea Masiello. A firmare il gesto sono stati gli ultras del Bari, squadra di cui Masiello era tesserato. Il rapporto con i tifosi si è deteriorato in seguito alla vicenda calcioscommesse e al successivo allontanamento del calciatore dal club.

STRISCIONE ASTORI MASIELLO, UN GESTO DA CONDANNARE

Una storia tormentata che, tuttavia, non può essere una giustificazione per l’orrendo striscione comparso sulla tangenziale di Bari. Appeso a un cavalcavia, mette in mostro una lunga scritta: «Perché Astori e non Masiello?». Insomma, un vero e proprio augurio di morte realizzato a partire da un tragico spunto di cronaca. Un gesto assolutamente da condannare, realizzato da sciacalli che non hanno alcun rispetto per il dolore che sta attraversando l’intero ambiente. Il calcio, purtroppo, nel nostro Paese si esprime anche in questa maniera.