La sinistra italiana non è mai andata così male come alle elezioni 2018

di Andrea Mollica | 05/03/2018

Sinistra

La sinistra italiana ha ottenuto la sua più grave sconfitta nella storia repubblicana. Considerando le forze che esplicitamente si richiamano al socialismo europeo, alla sinistra europea oppure anche al comunismo, il PD, Liberi e Uguali, Insieme, e Potere al Popolo, la percentuale complessiva non arriva al 25%.

La sinistra italiana non è mai andata così male come alle elezioni 2018

Una sconfitta epocale, segnata in particolare modo dal crollo del Partito Democratico, e dall’incapacità delle forze alla sua sinistra di recuperare consensi fuggiti da un campo progressista ormai dissoltosi, o quasi. Il PD è al 19%, ma visto che nello scrutinio manca ancora molto Sud probabilmente scenderà al 18%. Liberi e Uguali supererà a fatica la soglia di sbarramento del 3%, che avrebbe mancato come la Sinistra Arcobaleno nel 2008 se questa soglia fosse stata al 4% a livello nazionale come col Porcellum.

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La lista di Insieme, che raccoglie ex prodiani, socialisti e verdi, ha preso poco più dello 0,5%. Potere al popolo supererà a fatica l’1%, al massimo. La sinistra italiana non è mai andata così male, visto che nella Prima repubblica il 25% scarso sarebbe stato considerato un risultato molto deludente per il solo Pci, senza conteggiare i socialisti o le altre forze progressiste.

 

Nella Seconda Repubblica, che si è definitivamente chiusa col voto del 4 marzo 2018, la sinistra era andata molto male nel 1994, quando i Progressisti presero il 33%, e nel 2013, quando la somma di Italia Bene Comune e Rivoluzione Civile portava le forze a sinistra del centro poco sopra il 30%. Solo in Toscana la coalizione del centrosinistra guidata dal PD è la prima forza. In Emilia-Romagna il centrodestra è primo di qualche punto, e solo sommando Liberi e Uguali le forze a sinistra sopravanzerebbero Salvini e alleati. Umbria e Marche sono ormai ex Zone rosse, con vittorie di centrodestra e M5S.