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Lega, il «Nord» sparisce dalla foto e Maroni attacca Salvini: «Non può finire così»

È bastata una fotografia a spaccare la Lega. È polemica a distanza – a colpi di social network – tra il presidente uscente della regione Lombardia Roberto Maroni e il leader del Carroccio Matteo Salvini. L’ex ministro ha ripostato una fotografia di Gianni Fava che mostrava – in un confronto impietoso – una stessa fotografia proposta due volte e riferita alla manifestazione di sabato a Milano: nella prima versione, tra i manifestanti compariva la scritta «Prima il Nord», slogan tipico della Lega delle origini; nella seconda versione, invece, lo striscione era stato rimosso, in piena linea «salviniana» di nazionalizzazione del partito.

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MARONI NORD, LA POLEMICA SULLA FOTO RITOCCATA

Maroni, mostrando ai suoi followers il confronto, ha rilanciato un monito rivolto indirettamente proprio a Matteo Salvini che, in questo momento, sta dettando la posizione agli altri componenti del partito: «La Lega non può finire così e non finirà».

La posizione di Maroni, tuttavia, ha scatenato un ampio dibattito nella base della Lega: in molti hanno concordato con il presidente uscente della Lombardia, sostenendo come la vera Lega fosse tutta un’altra cosa. Ma sono in tanti a sposare la linea del «candidato premier» Salvini, apprezzato dai più per l’apertura del partito agli altri territori, seguendo battaglie non più soltanto federaliste.

MARONI NORD, IL CANDIDATO PUGLIESE E LA REPRIMENDA DI GIANNI FAVA

La foto incriminata era stata postata da Rossano Sasso, candidato della Lega Nord per il centrodestra nel collegio Puglia 05 di Altamura, prima nella sua versione con la bandiera andiera con la scritta «Prima il Nord», poi con la foto tagliata.

Ovviamente, sulla stessa linea di Roberto Maroni è Gianni Fava, sfidante di Salvini alle scorse primarie della Lega ed esponente della linea «dura e pura» del Carroccio delle origini: «C’è molta confusione in giro – aveva scritto Fava -. Se questi sono i nuovi padroni della Lega prevedo tempi bui. Provo un profondo senso di vergogna nel vedere abbinato il nome della Lega a soggetti di questo tipo: sono saltafossi dell’ultima ora».

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