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Il gruppo dei fan di Di Maio che diffonde messaggi di odio su Facebook

Messaggi razzisti o antisemiti o minacce violente. È il tipo di contenuti che diffonde su Facebook il gruppo Club Luigi Di Maio e che ottengono in rete, anche su altri social network, una larga condivisione. È quanto denunciato negli ultimi giorni da David Puente, tecnico informatico ed ex dipendente della Casaleggio Associati, uno dei più noti debunker italiani, di recente impegnato nella ricerca di siti e bacheche che creano e rilanciano fake news per condizionare l’orientamento elettorale degli utenti.

Il gruppo Facebook ‘Club Luigi Di Maio’, pubblicati anche messaggi razzisti e violenti

Il cacciatore di bufale parla oggi del singolare caso del Club Luigi Di Maio in un’intervista rilasciata a Francesco Lo Dico per Il Mattino di Napoli, evidenziando un legame con il Movimento 5 Stelle, visto che la pagina viene utilizzato anche dagli uomini del comitato elettorale del candidato premier:

«Mi risulta inquietante come gli attivisti pentastellati non si rendano conto del problema. Questo gruppo esiste da anni, lo stesso Dario De Falco (il braccio destro di Di Maio, ndr) ci condivideva materiale del Movimento nel 2016. Nel gennaio 2017 arrivarono pesanti attacchi da parte di attivisti a Enrico Mentana e suo figlio, tanto da fare intervenire direttamente il giornalista che chiamò in causa Di Maio dalla sua pagina Facebook. Allora il capo politico M5s non intervenne. In realtà lo fece soltanto in seguito agli attacchi rivolti dalla pagina a Fiano, quando mise le mani avanti e disconobbe il gruppo social anche rispetto allo stesso Movimento».

Ma da allora, secondo Puente, per quel gruppo poco o nulla è cambiato:

«Di Maio diceva di aver chiesto anche a Facebook di cambiarne il nome. Ma ciò non è accaduto. La pagina continua a chiamarsi Club Luigi Di Maio e tra i suoi gestori sono entrati attivisti e persone appartenenti al M5S. Nonostante ciò i contenuti violenti continuano e quelli vecchi da cui erano nate le polemiche con Mentana sono ancora presenti».

Ovviamente Di Maio non può essere considerato responsabile dei contenuti pubblicati, o essere accusato di razzismo, fascismo o antisemitismo alimentati dai suoi sostenitori. Certo è, però, che una presa di distanze netta dell’attuale candidato premier M5S non è mai arrivata.

 

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I siti che diffondono odio sui social, legami con la destra

Va ricordato che sul web ci sono numerosi spazi utilizzati per diffondere odio e che il Club Luigi Di Maio è solo uno dei tanti casi. Puente spiega che alcuni siti internet fomentano odio per ottenere guadagni con i banner pubblicitari e altri invece per sostenere una propria ideologia:

«Tra i più violenti che c’è Voxnews.info (a cui ho fatto rimuovere i banner pubblicitari da Google Adsense) che opera da anni in Italia e nasce dal mondo dell’estrema destra razzista e antisemita del forum internazionale Stormfront (oscurato in Italia). I suoi articoli vengono spesso condivisi da attivisti e politici di destra, considerandolo attendibile. La Lega Nord aveva fatto persino un’interrogazione parlamentare in difesa del sito. In queste elezioni però spadroneggia un sito in particolare, Adessobasta.org, che diffonde materiale con un certo stile grafico e con una particolare professionalità. Dietro c’è un americano conservatore, ma pare ci siano legami anche con la destra italiana».

(Foto: ANSA / CESARE ABBATE)