La vera storia della cugina di Matteo Renzi (e no, non è come l’ha raccontata lui)

di Stefania Carboni | 24/02/2018

luca rosestolato

Lo ha messo direttamente sul suo profilo Facebook. Con nome e cognome. E un volto, che in realtà è molto familiare al ragazzo in questione.
Matteo Renzi, con oltre un milione di followers, ha denunciato su Facebook quella che secondo lui è l’ennesima fake news. Quella su Francesca “sua cugina, assunta al Senato come portaborse a 23 mila euro al mese“. «Una bufala galattica – ha scritto il leader dem – eppure oltre quarantamila cittadini l’hanno già condivisa e rilanciata: più di quanti comprano Il Fatto Quotidiano, per intendersi. E ha avuto centinaia di migliaia di visualizzazioni».
«Perché – ha aggiunto – c’è un’organizzazione sotterranea che scommette sulla propaganda e la mistificazione. Ormai è sempre più evidente. Oggi ne parla ‘il Foglio’, qualche giorno fa ne ha scritto ‘la Stampa’, ma altri media tradizionali fingono di non cogliere l’importanza di questa industria del falso». In realtà, in questo caso, non c’è nessuna cospirazione. E nemmeno un produttore di fake news. Anzi.

Abbiamo contattato Luca che ci ha risposto, molto gentilmente, spiegandoci come è andata. In realtà si tratta di una goliardata. Uno scherzo che Luca ha voluto fare, con complice la sua ragazza in foto, ai suoi amici. Amici che spesso condividono, a differenza sua, fake news. «Vuoi vedere che tra i nostri contatti qualcuno ti riconosce e altri no e condividono senza approfondire nulla?», chiede a lei. Scatto e post su Facebook pubblico. Pubblico perché Luca ha pochi amici e non pensava certamente di diventare così “famoso”. «Ho messo perfino le faccine che ridono – spiega – e nei commenti sotto ho spiegato subito che era la mia fidanzata. Incredibile quello che è successo».

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Già, perché Luca va sereno a dormire la sera del 17 febbraio, passano i giorni, qualche amico mette il like e poi, un  bel mattino si risveglia con oltre 60 mila condivisioni. «Quando ho capito che la cosa stava diventando virale ho preferito cancellare il post», ci spiega.

Sommerso di richieste di amicizia? «Adesso non più, la bomba è esplosa in poco più di 24 ore e in quei giorni avevo diversi messaggi di amicizia, e messaggi». Anche brutti? «Sì, si alcuni anche brutti». Luca però non si abbatte neanche davanti agli insulti. Sorride al telefono. Non voleva certo creare questo cataclisma. «Era solo uno scherzo». «Tutti i post che solitamente pubblico – aggiunge – prendono qualche decina di like». Voleva sfottere soltanto qualche amico credulone. «Avevo detto alla mia ragazza “vuoi vedere tra questi contatti chi ci casca e chi no?”. Lo avevo subito scritto nei miei commenti che lei era la mia fidanzata». «Alcuni miei contatti Facebook condividono e basta. Non si informano, non approfondiscono», aggiunge. In pratica quel post era un test anti-bufale? «Sì, però tra i miei contatti».

Ma cosa hai provato nel finire sulla pagina di Matteo Renzi? «Ci sono rimasto male. Mi sono detto ma anche Matteo Renzi non capisce che è uno scherzo? C’era scritto palesemente nei commenti sotto che lei era la mia ragazza». Poi il paradosso dei paradossi. «A parte che io ero un sostenitore di Renzi» . Eri? «Eh, adesso vediamo».

In tutto questo caos la ragazza di Luca l’ha presa meglio di lui. «Lei è più tranquilla, io mi sono preoccupato. Non ho offeso nessuno, non ho istigato odio. Era solo uno scherzo».

Ma tu Luca hai idea di come questa foto sia diventata virale? «Non lo so. Penso che alla fine tante volte la gente condivide e basta senza approfondire la notizia, senza verificare. Penso a Temistocle Boldrini per esempio. E in più credo che emerga un malcontento in generale che c’è nel paese, si nota nei commenti sotto a questi tipi di post».

«Io comunque – aggiunge Luca – ho mandato un messaggio a Matteo Renzi. Ho cercato di spiegargli che non sono un lestofante, ma non mi ha ancora risposto».