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Il candidato M5S Caiata, il presidente del Potenza Calcio, è indagato per riciclaggio

Salvatore Caiata, imprenditore e presidente del Potenza Calcio, candidato del Movimento 5 Stelle alle Politiche del 4 marzo in Basilicata, è indagato dalla procura di Siena nell’ambito di un’inchiesta per riciclaggio di denaro. È quanto rivelano oggi alcuni dei principali quotidiani italiani come Il Corriere della Sera, Il Messaggero e La Stampa. Si legge sulla Stampa in un articolo a firma di Gianluca Paolucci:

Con Caiata, secondo quanto ricostruito da diverse fonti, sarebbe indagato anche Igor Bidilo, imprenditore kazako con interessi nel settore del petrolio e gas in vari paesi dell’Est europa. L’inchiesta, per la quale sono ancora in corso gli accertamenti da parte degli inquirenti, riguarderebbe i flussi di denaro utilizzati per una serie di compravendite di attività commerciali e immobili a Siena e in altre città italiane.

Salvatore Caiata, presidente del Potenza e candidato M5S, indagato per riciclaggio a Siena

Di Caiata si è molto parlato negli ultimi mesi per il suo impegno in politica. Lui è una delle «eccellenze» in campo per un seggio alla Camera e al Senato che il M5S ha presentato lo scorso 29 gennaio a Roma, nel corso di un evento con il candidato premier Luigi Di Maio. L’imprenditore, 47 anni, è arrivato a Siena come studente. Negli anni aveva accumulato la proprietà di vari locali e ristoranti, tre dei quali nella sola Piazza del Campo. Tra i locali a lui riconducibili c’era anche la Birreria, storico locale di Piazza del Campo citato anche nell’inchiesta su Monte dei Paschi. Tra i locali coinvolti, anche alcuni dei bar Nannini della città.

Caiata, per i successi del Potenza Calcio, è stato anche nominato ‘Lucano dell’anno’, nel 2017. Nel 2009 aveva fatto parte del coordinamento provinciale senese di Forza Italia. In passato aveva provato a far sue squadre di calcio anche in Toscana, arrivando vicino all’acquisto del Siena. Sulla Stampa si legge:

Poco più di un anno fa Caiata aveva annunciato in una intervista a La Nazione la sua intenzione di lasciare le sue attività a Siena, «deluso» dalla città toscana. A subentrare in alcune delle attività era stato il gruppo La Cascina, grossa coop romana associata alla Compagnia delle Opere e finita anche nell’inchiesta di Mafia Capitale – viene citata 167 volte nell’ordinanza di custodia capitale, restando però formalmente come «consulente» delle attività rilevate. Il tramite tra La Cascina e Caiata sarebbe stato Cataldo Staffieri, manager de La Cascina ma anche socio, direttamente, di alcune società coinvolte nella compravendita delle attività, come la Ansa & Colt srl di Bari alla quale faceva capo anche la Birreria.

(Foto: Luigi Di Maio e Salvatore Caiata, durante la presentazione dei candidati del M5s nei collegi uninominali.
Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)

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